Ossigeno Liquido

Andrea Gottfried racconta l'Elisir d'Amore

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Andrea Gottfried racconta l
Andrea Gottfried racconta l'Elisir d'Amore
Ossigeno Liquido: Andrea Gottfried racconta l'Elisir d'Amore al Teatro Nuovo di Pisa In arrivo domenica 10 maggio alle ore 18.30 il secondo appuntamento con la Compagnia FuoriOpera: dopo La Traviata, il martirio di un fiore, tornano in scena con L'Elisir d'Amore, Dulcamara Show, dalla celebre opera di Donizetti C’è chi sogna l’amore, chi la ricchezza, chi una scorciatoia verso la felicità. E poi c’è chi questi sogni li mette in bottiglia, li infiocchetta con due parole convincenti e li vende al primo disperato.«Udite, udite, o rustici: attenti non fiatate!»: così irrompe sulla scena il dottor Dulcamara, e la truffa comincia. 
In questo allestimento de L’elisir d’amore della Compagnia FuoriOpera, che ci aspetta il 10 maggio dalle 18.30 al Teatro Nuovo di Pisa, il sorriso si fa tagliente e dietro la maschera della commedia emerge il volto feroce di una società che vende illusioni e premia i furbi. Dulcamara non è un buffone da operetta: è il vero protagonista di questo mondo. È un predatore travestito da benefattore, un uomo di spettacolo che si muove tra spot, televendite e slogan da discount dell’anima. Un personaggio fin troppo familiare. 
Questa storia non si svolge in un bucolico villaggio agreste, bensì in una realtà proletaria: Nemorino è un semplice operaio, innamorato della ricca Adina, figlia del suo datore di lavoro. Quando la tv gli propone un "elisir” capace di cambiare la sua vita, lui ci crede, come milioni di altri prima e dopo di lui. 
L’elisir? Solo una truffa. Ma, con la confezione giusta, vende benissimo. Il gioco è truccato, ma funziona: in fondo, chi non ha mai desiderato una scorciatoia?
L’amore, il desiderio, la disperazione diventano merci. E Dulcamara, con la figlia Giannetta al seguito, incarna una filosofia di vita pragmatica e spietata: «i coglioni vanno inculati». Un motto che echeggia ancora, tra imprenditori televisivi, politici rampanti e santoni in streaming. Dulcamara è tutti loro — e noi, forse, siamo tutti un po’ Nemorino. Il finale è lieto, certo, ma è un caso: Nemorino conquista Adina più per sbaglio che per merito, ubriaco e inconsapevole, mentre il vero vincitore — come sempre — se ne va con la cassa piena e il sorriso sulle labbra. Un sorriso che neppure Belcore, per l’occasione finanziere, saprà cancellare. 
«Viva il dottor Dulcamara! gridano tutti, alla fine. Viene da chiedersi: ridono di cuore, o solo per non ammettere d’essere stati fregati? Ascoltiamo l'intervista ad Andrea Gottfried, alla direzione musicale della Compagnia FuoriOpera, durante la trasmissione Ossigeno Liquido. L’ELISIR D’AMORE
 Dulcamara Show Musiche di Gaetano Donizetti
 Regia e scene Massimo Marani 
Direzione musicale Andrea Gottfried
 Pianoforte Svetlana Huseynova
 Costumi Sartoria Teatrale Bianchi Milano PersonaggiDulcamara, Nemorino, Adina, Belcore, Giannetta Cast Compagnia FuoriOpera L’elisir d’amore – Dulcamara Show | 10.05.2026 | 18.30 | Teatro Nuovo di PisaBiglietto intero 15€ | ridotto studenti 10€disponibili presso la biglietteria da un'ora prima degli spettacoli oppure online su Ciaotickets.com Info e contattiwww.teatronuovopisa.it  
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Lorenzo Garzella racconta Il colore delle donne e lo Spazio Mumu
Lorenzo Garzella racconta Il colore delle donne e lo Spazio Mumu
Allo Spazio Mumu in arrivo Il colore delle donne – verso Sud fra suoni e immagini   Oggi 8 maggio, dalle 19.30 allo Spazio Mumu di San Giuliano Terme (Pisa) la rassegna “Cortocircuiti – Ecosistemi Creativi" un evento che celebra il "colore" delle donne in tutte le sue forme: estetica culturale ed emotiva. Il racconto di Lorenzo Garzella, documentarista, e fondatore dello Spazio Mumu.   Un incontro tra mondi lontani che si uniscono per raccontare storie universali di forza, dignità e bellezza quello che ci aspetta allo Spazio Mumu (Via Lenin, 155D, 56017 San Giuliano Terme (Pi) stasera a partire dalle 19.30 che fa parte di “Luce e colore”, un viaggio tra arte e scienza alla scoperta di luce e colore: dalla fisica della visione al modo in cui gli artisti interpretano e trasformano la realtà, creando profondità, movimento ed emozione attraverso l’uso consapevole della luce e dei colori. Giulia Lorenzetti è ricercatrice presso il CNR-ICCOM di Pisa, esperta in tecniche spettroscopiche applicate ai beni culturali. Il suo lavoro unisce scienza e arte per comprendere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale.    “Il colore delle donne” è un progetto fotografico che racconta la bellezza e la dignità femminile attraverso una serie di immagini realizzate dal fotoreporter Fabio Muzzi durante i suoi viaggi in Uganda, nell’ambito delle missioni umanitarie organizzate e promosse da Alessandro Pingitore.    Il titolo si ispira ai colori vivaci degli abiti e delle acconciature delle donne ugandesi. In un contesto segnato dalla povertà, queste donne esprimono eleganza, forza e femminilità, diventando simbolo di resilienza e bellezza.    Il progetto, ancora in fase di sviluppo, prevede una mostra composta da circa 20-30 fotografie. L’obiettivo è trasmettere un messaggio forte: la bellezza e la dignità umana possono emergere e prevalere anche nelle condizioni più difficili.    L’esposizione sarà accompagnata da una performance musicale e teatrale a cura di Maria Piscopo in collaborazione con Giulia Solano e VivaVoce, creando un dialogo tra fotografia e teatro.    Ascoltiamo l'intervista a Lorenzo Garzella, regista, documentarista, fondatore dello Spazio Mumu, che ci racconta l'evento, e ciò che contiene, e conterrà prossimamente, la Scatola Magica dello Spazio Mumu (www.spaziomumu.com)             Questo il programma dell'evento     Asso Giorgetti presenta  IL COLORE DELLE DONNE - verso Sud fra suoni e immagini   Ore 19:30 - Talk di Giulia Lorenzetti “Luce e colore fra arte e scienza” Ore 20:00 - Mostra fotografica di Fabio Muzzi, reportage dai suoi viaggi in Uganda. Presentazione e racconti dell’autore con Alessandro Pingitore. Ore 20:30 - Apericena Ore 21:30 - Monologhi, letture e musiche tradizionali dal Sud Italia. Percussioni e voce: Maria Piscopo. Reading: Giulia Solano e VivaVoce. Ore 23:00 - Dj set con O-RATIO BPM &LULUK DJ "LA VOCE DELLE DONNE": si balla, si sogna, e si apre il cuore!       Info e prenotazioni Data Inizio: venerdì 8 Maggio 2026 Orario evento: 19:30 | 23:30   www.spaziomumu.com     Tessera Mumu/Entes 2026: 5 €  Ingresso con apericena + bevuta gratis serale: 20 €  Ingresso dalle 21 + bevuta  gratis: 10 €  Promo soci VivaVoce seconda bevuta inclusa  APERICENA SOLO SU PRENOTAZIONE Al 3716520416 O ACQUISTO ONLINE(prima di acquistare è necessario accettare tutti i cookies).  Ingresso riservato con tessera MUMU/ENTES
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Ambra Senatore racconta D
Ambra Senatore racconta D'altro canto 
Ossigeno Liquido: Ambra Senatore racconta D’altro canto alla Tenuta Dello Scompiglio Sabato 9 maggio, alle ore 19.30, la Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca) ospita l’anteprima della performance D’altro canto, il nuovo lavoro firmato da Ambra Senatore, che domenica 10 terrà anche un workshop (dalle 10 alle 13).  Con una presenza intensa, e una fine costruzione drammaturgica, sostenuta dalla musica originale di Jonathan Kingsley Seilman, Ambra Senatore porta in scena in anteprima D’altro canto, un solo in cui è attraversata dalle vite di figure differenti, accumunate da forme di resistenza in contesti di negazione della libertà. Il dialogo in tempo reale tra Senatore e la musicista Solène Le Thiec, in regia, disegna un crocevia di esistenze diverse, ma che conservano tratti comuni. Di queste esistenze la performer porta traccia nel movimento e nella voce, dando corpo a temi complessi con intensità, ma anche con momenti ludici e ironici. “Questo lavoro, presentato in anteprima, - precisa Senatore - nasce da domande sulla condizione umana, sui legami con persone e luoghi, sulle radici, sullo sradicamento. Nel corso del processo di creazione, influenzato dal contesto sociopolitico e condiviso con donne e uomini che sono venuti in sala per osservare, discutere, partecipare, il lavoro si è trovato nutrito da vicende e storie plurime.” Domenica 10 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, il Workshop di Ambra Senatore: un'esperienza di scoperta condivisa in cui una prima fase di improvvisazione lascia spazio alla possibilità di farsi sorprendere da ciò che emerge nell'incontro con lo spazio e con gli altri, senza cercare le buone idee o le forme « giuste ». Il workshop è aperto a tutti, non è richiesta una particolare esperienza di danza, ma la volontà di partecipare e lasciarsi andare. Info e contatti www.delloscompiglio.org Ascoltiamo l’intervista ad Ambra Senatore durante la trasmissione Ossigeno Liquido. All’interno in ascolto estratti da: Fabrizio De André, Khorakhanè (Live); Tomaga, Il colore della memoria; Rita Iannotta, Marranzano. D'altro canto –  ANTEPRIMA  progetto, coreografia, interpretazione  Ambra Senatore | musica originale Jonathan Kingsley Seilmanmanipolazione sonora in tempo reale  Solène Le Thiec in dialogo con Ambra Senatore | citazioni di Shokoofeh Azar, Parwana Fayyaz, Homeira Qaderi, Nadal El Saadawi, Benedetta Tobagi, Teresa Vergalli | luci Fausto Bonvini | sguardo esterno Agustina Sario | ringraziamenti Caterina Basso, Claudia Catarzi, Andrea Roncaglione. | produzione Centre Chorégraphique National de Nantes | coproduzione Théâtre de Suresnes Jean Vilar ; L 'Espace Michel Simon - Noisy-le-Grand ; Théâtre du Fil de l’eau - Ville de Pantin   foto di Bastien Capela   Ambra Senatore Si è formata, tra gli altri, con e R. Castello, R. Giordano e G.Rossi, con i quali ha collaborato come performer. Tra il 2004 e il 2009 ha creato e interpretato assoli. In seguito, attraverso lavori di gruppo, ha sviluppato un’approccio che fonde danza e teatro, giocando su limiti tra realtà e finzione; crea composizioni enigmatiche, con una relazione diretta con il pubblico, portatrici di una profonda umanità. Crea per il palcoscenico e per spazi diversi. Alla guida del Centro Coreografico Nazionale di Nantes (CCNN) dal 2016 al 2025,  Ambra Senatore concepisce la danza come un mezzo di condivisione, scoperta reciproca e connessione sociale.
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Antonio Morabito racconta Indietro così!
Antonio Morabito racconta Indietro così!
Arriva al Cinema Caffè Lanteri di Pisa Indietro così!   Martedì 28 aprile, ore 21:30, occasione da non perdere: proiezione di Indietro così! lo straordinario documentario di Antonio Morabito, reduce dal successo alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia. Presente l’autore in sala.     Indietro così! di Antonio Morabito ci porta nel mondo di Stefano, operatore sociale che fa teatro integrato con disabili psichiatrici. Quando il peso del mondo sembra troppo grande per andare avanti, Stefano ha una ricetta geniale: “E allora come si fa, ci si ferma? No. Basta andare indietro così!”     Sarà un viaggio fuori dagli schemi, profondo ma capace di far sorridere, che ribalta ogni prospettiva sulla disabilità e sull'arte.   A introdurre la proiezione, e dopo di essa per raccogliere le riflessioni che nasceranno, in sala proprio il regista Antonio Morabito, che dialogherà con Giacomo d'Alelio (giornalista di cronaca culturale che collabora tra l'altro con Punto Radio).   Ascoltiamo intanto la conversazione con Antonio Morabito andata in onda a Ossigeno Liquido         INDIETRO COSÌ   un film di Antonio Morabito   con Stefano Romani   con gli operatori e gli utenti del Centro diurno “La bottega delle idee” – ASL RM2 Progetto laboratori per persone con disabilità – Municipio RM2   con l’amichevole collaborazione di Nanni Moretti   Prodotto    da Tony Campanozzi per Vertigo Film   in collaborazione con   Cooperativa Sociale Oltre  
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Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie
Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie
Ossigeno Liquido_Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie, in arrivo a Cascina   Durante la trasmissione Ossigeno Liquido, in attesa di poterla incontrare ed ascoltare di persona a Cascina il 18 aprile, Serena Bortone racconta il suo secondo romanzo, e si racconta.      Un appuntamento con la narrativa contemporanea e con una delle voci più riconoscibili del giornalismo italiano. Sabato 18 aprile, alle ore 21, la Biblioteca Peppino Impastato ospita Serena Bortone per la presentazione del suo nuovo romanzo Le Dirimpettaie, Rizzoli editore. L’autrice dialogherà con la giornalista Francesca Franceschi.   L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Cascina – assessorato alla Cultura- si inserisce nel calendario delle attività culturali dedicate alla promozione della lettura e al confronto con autori protagonisti del panorama nazionale. Serena Bortone, volto noto della televisione e firma autorevole del giornalismo italiano, incontra il pubblico per raccontare Le Dirimpettaie, un romanzo che ruota attorno alla figura di tre donne, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche.   La serata sarà occasione di dialogo con l’autrice e di confronto diretto con il pubblico. Ingresso è libero, fino a esaurimento posti.   Ascoltiamo il racconto di Serena Bortone durante la trasmissione Ossigeno Liquido.     Le Dirimpettaie di Serena Bortone  (Rizzoli Editore)   Sinossi   C’è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all’improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. “Le dirimpettaie” è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita.
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Silvia Gallerano racconta L
Silvia Gallerano racconta L'assaggiatrice di Hitler
L’assaggiatrice di Hitler con Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani a La Città del Teatro di Cascina   Martedì 14 aprile alle 21.00, a La Città del Teatro di Cascina, va in scena L’assaggiatrice di Hitler, produzione di Teatro Popolare d’Arte tratta dal romanzo "Le assaggiatrici" di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello 2018 e del Prix Jean-Monnet 2019.   Diretto da Sandro Mabellini, con drammaturgia di Gianfranco Pedullà e della stessa Postorino, lo spettacolo vede in scena Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani, accompagnate dalla fisarmonica e voce di Marlene Fuochi.   Ambientata nell’inverno del 1943, la storia segue Rosa Sauer, giovane donna costretta a diventare una delle assaggiatrici di Hitler: ogni giorno, insieme ad altre donne, deve testare il cibo destinato al Führer, rischiando la vita per scongiurare un eventuale avvelenamento. Un incarico reale, ispirato alla testimonianza di Margot Wölk, che diventa metafora della condizione umana sotto un regime totalitario.   Lo spettacolo indaga una domanda universale e inquietante: fino a che punto è possibile restare innocenti quando la sopravvivenza impone compromessi? È possibile scivolare nella colpa senza averlo scelto?   Con una messinscena essenziale ed evocativa, due sole attrici danno vita a tutti i personaggi, costruendo un racconto che si sviluppa come un “film senza immagini”, affidato alla forza dei corpi, delle voci, della luce e del suono. La musica originale di Francesco Giorgi, eseguita anche dal vivo, accompagna gli spettatori in un’esperienza immersiva, chiamandoli a completare con l’immaginazione ciò che non è visibile.   L’assaggiatrice di Hitler è uno spettacolo che attraversa la memoria storica per interrogare il presente, mettendo al centro la fragilità e la complessità dell’essere umano.   Ascoltiamo il racconto di Silvia Gallerano durante la trasmissione Ossigeno Liquido
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Cristina Puccinelli racconta gli incontri speciali di Primavera del Lucca Film Festival
Cristina Puccinelli racconta gli incontri speciali di Primavera del Lucca Film Festival
ll Premio Oscar Fisher Stevens incontra scuole e pubblico grazie al Lucca Film Festival      Il 31 marzo in arrivo il primo degli Incontri speciali di primavera del Lucca Film Festival con l'attore, regista e produttore Premio Oscar statunitense Fisher Stevens. Ingresso gratuito al Cinema Centrale in un doppio evento per scuole e pubblico con il doc “The Cove – La baia dove muoiono i delfini”, Premio Oscar 2009   In attesa della sua prossima edizione, che si terrà dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, il Lucca Film Festival organizza una serie di incontri speciali con ospiti internazionali con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.     Primo appuntamento, martedi 31 marzo al Cinema Centrale di Lucca, con un doppio evento speciale - a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - la mattina alle ore 9:00 per le scuole e alle ore 21:00 per il pubblico.  Per le prenotazioni per le scuole: educazione@luccafilmfestival.it, mentre per le prenotazioni dell'evento serale: segreteria@luccafilmfestival.it   Ospite l'attore, regista e produttore statunitense Fisher Stevens, che presenterà agli studenti e al pubblico, in versione originale in inglese con sottotitoli in italiano “The Cove – La baia dove muoiono i delfini”, vincitore nel 2009 del Premio Oscar come Miglior Documentario, da lui prodotto e promosso in Italia da Legambiente, sospeso tra giornalismo investigativo e avventura ecologica.  Il film infatti segue l'ex addestratore di delfini e ora attivista ambientale Ric O'Barry nel suo tentativo di documentare la caccia ai delfini, che si svolge in un parco nazionale giapponese a Taiji, da settembre ad aprile. Gli studenti delle scuole potranno interagire con Fisher Stevens dopo la proiezione, mentre la sera la conversazione con il regista e attore avverrà prima.  Saranno affrontati nelle due conversazioni con l'autore – moderate dall'attrice, regista e condirettrice artistica del Lucca Film Festival, Cristina Puccinelli - argomenti legati al mondo cinematografico e a quello socio-ambientale e il pubblico avrà la possibilità d'interagire e porre domande su una vasta gamma di tematiche.   Con una prolifica carriera da attore, che va dai due cult di Corto Circuito a titoli di Wes Anderson quali Grand Budapest Hotel, The French Dispatch, e Asteroid City, Fisher ha recitato in film diretti da registi quali Garry Marshall, Barbet Schroeder, Tim Robbins, Stephen Frears, Norman Jewison, Bruno Barreto, Griffin Dunne, Walter Hill, i Fratelli Coen e Guy Ritchie, oltre al recentissimo Song Sung Blue - Una melodia d'amore, diretto da Craig Brewer.  Nel 2012 il debutto alla regia con il film di finzione Uomini di parola interpretato, tra gli altri, da Al Pacino e Christopher Walken.  Da sempre impegnato nel sociale, nel 2016 ha diretto il documentario Punto di non ritorno - Before the Flood in cui Leonardo DiCaprio discute con le più importanti personalità del pianeta – da Barack Obama a Papa Francesco - sul cambiamento climatico che sta colpendo la Terra.   Gli incontri con le scuole sono resi possibili grazie ai Fondi del Piano Nazionale Cinema per la Scuola MiC-MIM 2024_azione B2 per progetto “Shine! 7 Corti per Raccontare il Futuro”.   Ascoltiamo l’intervista a Cristina Puccinelli (attrice, regista, sceneggiatrice, condirettrice artistica del Lucca Film Festival) durante Ossigeno Liquido.   Per informazioni e prenotazioni: Per info e prenotazioni: segreteria@luccafilmfestival.itPer le scuole: educazione@luccafilmfestival.it
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Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz
Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz
Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz CantinaJazz taglia il traguardo dei 25 anni di vita: l’evento celebrativo si terrà dom. 29 marzo alle 20:00 nella splendida cornice della Villa Monumentale di Corliano.      25 anni: un battito di ciglia rispetto alle secolari Cantine del territorio, ma un notevole risultato per un progetto artistico e musicale.  Il percorso eno-musicale costruito per l'occasione delle sue Nozze d'Argento è tra i più poderosi che CantinaJazz abbia allestito in tutta la sua storia: partecipano ben 6 Cantine della Provincia di Pisa, diverse delle quali erano già presenti alla prima assoluta di CantinaJazz nel 2001, a riprova del forte legame tra i produttori vinicoli e questo format multisensoriale. Parteciperanno (in ordine alfabetico): Fattoria Uccelliera, Fattoria Varramista, Podere la Chiesa, Tenuta di Ghizzano, Tenuta La Macchia, Usiglian del Vescovo.  Ciascuna presenta un vino ottenuto da uve diverse da quelle di tutti gli altri, e al quale viene abbinato un piatto concepito ed eseguito dalla celebre cucina dell’Osteria dell’Ussaro, concludendo poi, come da consolidata tradizione, sulle note esotiche del Caffè Trinci.    Nella tradizione di CantinaJazz, a ciascun vino vanno anche abbinati i brani musicali, che sono scelti, arrangiati ed eseguiti in modo da creare parallelismi tra le armonie gustative e le armonie musicali.  A garantire la riuscita degli abbinamenti, la presenza di Emiliano Loconsolo, fondatore di CantinaJazz con Roberto Marangoni, e da sempre suo direttore artistico, che mette al servizio la sua venticinquennale esperienza eno-musicale alla costruzione del repertorio ad hoc per questo evento.    Lo accompagneranno ben cinque musicisti, tutti di grande levatura nel jazz italiano: Andrea Garibaldi (piano), Nino "swing" Pellegrini (c.basso), Marco Simoncini (batteria), Moraldo Marcheschi (sax) e Alessio Bianchi (tromba).    Il servizio dei vini è affidato alle cure della delegazione AIS di Pisa, il cui delegato, Alessandro Balducci, condurrà la degustazione guidata. I dettagli del programma della serata (molto ampio), insieme alle istruzioni per prenotare, sono sul sito di CantinaJazz: www.cantinajazz.com/event/25esimo   Per informazioni è anche possibile chiamare/whatsapp 320 8787288.   L'evento è stato organizzato grazie al sostegno di (in ordine alfabetico): Banca di Pescia e Cascina, Banca Popolare di Lajatico, Banco Fiorentino, Fondazione Pisa.   Ascoltiamo l’intervista a Roberto Marangoni durante Ossigeno Liquido.
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Pensiamo Peccioli con Renzo Macelloni, e la musica ci aspetta a Peccioli
Pensiamo Peccioli con Renzo Macelloni, e la musica ci aspetta a Peccioli
Pensavo Peccioli, tre giorni per capire cosa sta succedendo, a noi e al mondo.   Prosegue fino a domenica 29 marzo il ciclo di incontri, di presentazioni delle più interessanti novità editoriali, di rassegne stampa ed eventi speciali a Peccioli. Sabato 28 tra gli ospiti Niccolò Ammaniti con il suo nuovo libro, Il Custode     Tre giorni per saperne di più, pensare di più, pensare meglio. Pensavo Peccioli è un annuale cauto approccio per capirlo, preoccupato ma non sfiduciato, e per guardare il mondo intero da una dimensione familiare e tangibile come quella di una piccola comunità, di un luogo concreto”. Luca Sofri     Tra gli autori e le autrici ospiti quest’anno ci saranno Anna Foa, Walter Veltroni, Stefania Auci, Michele Serra, Niccolò Ammaniti, Pietro Grasso, Chiara Gamberale, Francesca Archibugi, Marco Malvaldi, Michele Mari, Giancarlo De Cataldo, Claudio Cerasa, e con loro Francesco Costa, Luca Sofri, Luca Misculin, Stefano Nazzi, Matteo Caccia, Marino Sinibaldi del Post. E ancora Gaja Cenciarelli, Gigi Riva, Remo Salvadori, Eva Giovannini, Alessandra Tedesco, Riccardo Staglianò, Adriano Sofri, Antonella Soldaini, Silvia Bencivelli.     Le mattine del sabato e della domenica si apriranno con la tradizionale rassegna stampa del Post, I giornali, spiegati bene, con Francesco Costa, Luca Sofri e Luca Misculin.  La domenica Francesca Archibugi parlerà di cinema intorno al nuovo numero della rivista del Post Cose spiegate bene. Tutti gli incontri – che si svolgono nei diversi teatrali spazi del paese da nomi suggestivi quali Palazzo Senza Tempo e Galleria dei Giganti, sono a ingresso gratuito, per alcuni è richiesta la prenotazione.   E ancora, attività e laboratori per bambini, e la possibilità di vedere le stelle e andare al di là dei confini del cielo grazie all'Osservatorio Astronomico di Peccioli. Per una nuova edizione da non perdere.   Il festival inaugurerà anche la mostra di Alessandro Baronciani a Palazzo Senza Tempo, Produzione propria, che resterà aperta fino a ottobre, e quindi anche durante il successivo festival Le Canzoni, il 3 e 4 luglio, all'interno della programmazione delle 11 Lune, e che vedrà tra i nomi musicali di spicco Daniele Silvestri e i James.   Ascoltiamo la musica che ci aspetta a Peccioli, e il racconto di Renzo Macelloni, Sindaco di Peccioli, durante Ossigeno Liquido.       Contatti   Fondazione Peccioli per l’Arte Piazza del Popolo, 10 – 56037 Peccioli (PI) Telefono 0587 672158 – 936423 – Email info@pensavopeccioli.it www.pensavopeccioli.it
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Il Teatro Verdi fa 40! Il racconto di Renzo Boldrini
Il Teatro Verdi fa 40! Il racconto di Renzo Boldrini
Il Teatro Verdi di Santa Croce sull'Arno fa 40! Martedì 24 marzo  alle 21 una serata storica per il Teatro Comunale Verdi di Santa Croce Sull'Arno! Si festeggeranno i suoi primi 40! Si iniziano le danze dalle ore 21. In apertura (ore 21) di questa serata speciale per fare gli auguri al Teatro Verdi, verrà presentato un video-album di ricordi su alcuni dei momenti più significativi delle sue attività dal 1986 ad oggi, che si concluderà con un breve saluto al pubblico presente da parte dell'amministrazione comunale e della direzione del teatro.  Dopo il video un travolgente spettacolo comico musicale nell'ambito della rassegna PRIMO TEMPO MEGLIO TARDE CHE MAI con Franca Pampaloni e Nicanor Cancellieriregia Rita Pelusio Meglio tarde che mai è uno spassoso gioco clownesco con pochissime parole e sonorità inedite alternate ad arie classiche.  Esecuzioni impeccabili che fanno da sottofondo ad animazioni di figura, gags virtuose e surreali, trucchi di magia. Un concerto comico, insomma, capace di incantare e divertire un pubblico di ogni età.  Spettacolo vincitore del “Gran Premio dello Spirito 2015”. Spettacolo finalista al concorso F.N.A.S. Cantieri di Strada 2007 e vincitore del premio Lavori in Corso 2007 del Festival del Ticino.  Ascoltiamo il racconto di Renzo Boldrini, con Vania Pucci fondatore della storica e pluripremiata compagnia Giallo Mare Minimal Teatro, direttore artistico del Teatro Verdi di Santa Croce sull'Arno (Pisa).    IL TEATRO VERDI FA 40!!!  Inizio ore 21.00   Per informazioni 0571/81629-83758   info@giallomare.it  posto unico 10 euro, gradita la prenotazione   
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Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace
Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace
Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace   Facciamo la pace è un memoir in tredici movimenti che intreccia memoria familiare, viaggi europei e incontri con figure centrali della cultura italiana e internazionale. Il libro inizia con la fine: l’ultimo giorno di mia madre. Da quel momento si apre un viaggio nella memoria che attraversa l’infanzia nella Firenze degli anni Settanta, le parole che lei usava, il suo modo di vivere a bassa voce, la sua fragilità e la sua forza nascosta. E i primi viaggi giovanili in un’Europa ancora divisa — Budapest, Amsterdam, Haarlem — attraversata con una chitarra sulle spalle e un senso di libertà fragile e assoluta. Il viaggio diventa una forma di conoscenza: l’Olanda ritrovata quarant’anni dopo, la Germania lungo il Reno, l’India di Varanasi, il Giappone evocato in “Arigatò”. I luoghi non sono semplici scenari, ma specchi che modificano lo sguardo. Accanto ai paesaggi emergono gli incontri: amici perduti o malati, figure politiche e familiari, e protagonisti della cultura e del cinema. Da Marcello Mastroianni a Gino Paoli, da Federico Fellini a Wim Wenders, fino a presenze come Umberto Eco, Margherita Hack, Franco Zeffirelli e altri. Non appaiono come icone pubbliche, ma come momenti di rivelazione privata, episodi talvolta ironici, talvolta malinconici. La storia personale si intreccia alla Storia: il 1944, il 1942, l’8 settembre, il diario di guerra, il rapporto con la politica (“Papà, che cosa votavi?”), le ideologie attraversate e abbandonate. Il libro affronta il conflitto generazionale, le parole dure, il rancore adolescenziale, fino alla consapevolezza che la memoria modifica il giudizio. Facciamo la pace è il tentativo di sciogliere un rancore adolescenziale e trasformarlo in consapevolezza: riconoscere di essere stati amati, in modo imperfetto e disordinato, ma autentico. E accettare di avere amato, forse, allo stesso modo.   Giovanni Bogani è giornalista, critico cinematografico di Quotidiano Nazionale. Collabora con siti specializzati quali MYmovies e The Hollywood Reporter. Ha collaborato per 12 anni con Cinematografo, Raiuno. Insegna alla Scuola di cinema Immagina di Firenze. Ha ricevuto i premi Domenico Meccoli – scrivere di cinema, Adelio Ferrero e Renzo Montagnani per la sua attività culturale. Ha ricevuto il premio alla carriera del Prato film festival. Ha pubblicato vari saggi sul cinema – il Castoro cinema su Peter Greenaway, saggi su Wenders, Calvino, Martone, Liliana Cavani, Guadagnino – e alcuni romanzi. Facciamo la pace segue il percorso iniziato con i tre volumi Ancora un attimo per favore, Altri attimi e Nelle tasche del tempo.   Ascoltiamo l'intervista a Giovanni Bogani durante la trasmissione Ossigeno Liquido.  
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Francesco Filidei si racconta
Francesco Filidei si racconta
Un fine settimana con occasioni da non perdere per conoscere Francesco Filidei, l’acclamato compositore pisano    In arrivo tra Pisa e Lucca Pisa rende omaggio al compositore Francesco Filidei, uno dei suoi artisti più acclamati e conosciuti nel mondo, con una rassegna organizzata dal Cineclub Arsenale e curata da Claudio Proietti. Domenica 22 allo Spazio Sammartino l’ultimo appuntamento. Intanto il 21 marzo  alla Tenuta Dello Scompiglio a Vorno (Lucca) Covid-19, tecniche di sopravvivenza     In attesa di poterle applaudire dal vivo su qualche palcoscenico italiano, le tre opere liriche che Filidei ha sin qui presentato in pubblico sono proposte in versione cinematografica dell’Arsenale di Pisa: Giordano Bruno, L'inondation e Il nome della rosa. Ciò sarà possibile per la prima volta grazie alla disponibilità delle riprese video degli splendidi primi allestimenti dei tre lavori.   Tre "assaggi" dell'arte di Filidei, spesso imprevedibile e spiazzante, sempre intrisa di storia, cultura, artigianato sapiente e continue invenzioni, che restituiscono in modo abbagliante la sua umanità e la volontà di raggiungere e coinvolgere quella di ogni ascoltatore, a cura di Claudio Proietti.   I primi due appuntamenti hanno visto la proiezione di Giordano Bruno e de L'inondation.    L’ultimo appuntamento sarà domenica 22 marzo: si partirà alle ore 11 con il compositore che incontrerà il pubblico e parlerà de Il nome della rosa e del complesso lavoro, con cui è riuscito a trasformare il fortunatissimo romanzo di Umberto Eco in un'opera lirica da rappresentare sul palco del Teatro alla Scala.   Alle ore 17 ci sarà invece la proiezione de Il nome della rosa.    Tutti gli spettacoli e gli incontri vedono lo Spazio Sammartino dell’Arsenale, in via San Martino, come loro scenario d’eccellenza.   Per avere un quadro ulteriore della poliedricità di Francesco Filidei da non perdere un altro evento che ci aspetta sabato 21 marzo dalle ore 19.30 alla Tenuta Dello Scompilgio (Vorno, Lucca):    Covid-19, tecniche di sopravvivenza Proesie, Libro I (2020, 60'), per voce sola   https://www.delloscompiglio.org/it/   Le Proesie sono un ciclo di trenta brani per voce sola composti da Francesco Filidei, su testi di Federico Maria Sardelli. I testi, piccoli gioielli caricaturali e ironici, esempi perfetti dello humor toscano, erano conosciuti dal compositore già dalla fine degli anni ’80, quando venivano pubblicati sul periodico satirico “Il Vernacoliere”, per essere successivamente raccolti in un libro dedicato in cui trovano spazio linguaggi e registri molto diversi tra loro.  Le messa in musica dei brani è avvenuta durante il periodo dell’epidemia Covid, a seguito di una commissione di Radio France, e si è ben presto trasformata in un vero e proprio esercizio di stile.   testi di Federico Maria SardelliJeanne Crousaud voceMarco Lenzi musicologo in scena     Ascoltiamo l’intervista a Francesco Filidei durante la trasmissione Ossigeno Liquido
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Nicole Trevisan racconta Malefica
Nicole Trevisan racconta Malefica
Nicole Trevisan racconta Malefica   Roma, pieno agosto. Aurora è senza lavoro, con il conto in rosso e una relazione che scricchiola. Poi arriva la notizia: Andrea, il suo migliore amico di quando viveva in provincia, è morto.   Torna allora per il funerale nel paesino del basso Veneto da cui è scappata anni prima. Due giorni al massimo, si dice. Invece non se ne va più. Bloccata in mezzo ai campi, immersa nella nebbia insieme fredda e accogliente, in una casa brutta costruita a forza di sacrifici dai genitori e con una madre che non l’ha mai capita, Aurora decide di diventare ciò che ha sempre disprezzato: un ingranaggio nella macchina del profitto.   Ma tornare a casa significa riaprire ferite mai chiuse, fare i conti con gli amici di un tempo e con le vecchie abitudini, e soprattutto con una rabbia antica e con tutte le bugie che si è raccontata per sopravvivere.   Malefica è un romanzo che morde, cattivo e tenero allo stesso tempo. È il ritratto feroce di una generazione sradicata e disadatta, raccontato da una voce letteraria cruda, inedita e indimenticabile.   L’AUTRICE – Nicole Trevisan, classe ’89, è della provincia di Padova. Laureata in ingegneria edile e architettura, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha frequentato i corsi della Scuola del Libro (con Carola Susani e poi Vanni Santoni) e i Master di Itaca-colonia creativa.   Dal 2022 pubblica racconti, recensioni e articoli su varie riviste letterarie online e cartacee tra cui Nazione Indiana, Blam, Altri Animali, Spore, Topsy Kretts, malgrado le mosche e altre. Ha vinto il Premio Zeno nella sezione racconti lunghi con La ragazza nel 2023. Attualmente è editor e redattrice per il collettivo Spaghetti Writers e contributor per malgrado le mosche.   Ascoltiamo l’intervista a Nicole Trevisan realizzata durante la trasmissione Ossigeno Liquido.  
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Giorgio Giampà racconta Astronauta
Giorgio Giampà racconta Astronauta
Giorgio Giampà racconta Astronauta   Astronauta, il cortometraggio d’esordio alla regia di Giorgio Giampà, è in Competizione Internazionale al Clermont-Ferrand International Short Film Festival e in Competizione Internazionale al Santa Barbara International Film Festival (festival Oscar qualifying), dove il film farà la sua première statunitense, oltre che essere nella Shortlist dei Miglior Cortometraggio ai David di Donatello 71.   Il cortometraggio è stato presentato ad Alice nella Città e al Cambridge International Film Festival (Bafta qualifying), raccogliendo nei primi tre mesi di distribuzione la selezione in 20 festival, con première nazionali in decine di Paesi, tra cui: Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Norvegia, India, Bangladesh, Belgio e Guatemala.   Sul fronte dei riconoscimenti, Astronauta ha ricevuto la Menzione Speciale ad Alice nella Città, il premio per il Miglior Cortometraggio al Linea d’Ombra Festival, il premio per il Miglior Cortometraggio al Festival de Cine Ícaro de Guatemala e una Menzione Speciale al Capri Hollywood.   I premi in denaro ricevuti dal cortometraggio vengono interamente versati in un fondo destinato a sostenere il percorso di studi delle protagoniste minorenni del film.   Girato nella giungla del Guatemala e interpretato da attori non professionisti formati in un laboratorio condotto da Giorgio Giampà e Graciela Villanueva (collaboratrice di Cuarón, Reygadas, Huezo), la storia di Astronauta nasce da eventi biografici dei protagonisti per poi perdersi in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione.   Audely, 39 anni, è un taglialegna nella giungla guatemalteca. A casa sua, sua figlia Carol, 11 anni, sogna di entrare in quella stessa foresta. Quando lo scopre, Audely riflette, poi decide di andare sulla luna…   Un racconto poetico e sospeso, che esplora il rapporto tra padri e figli, tra sacrifici quotidiani e desiderio di futuro, tra durezza sociale e aspirazione alla gentilezza umana.   Il film è il prequel del lungometraggio di finzione in sviluppo Isabel Hernández, che ha vinto il fondo per lo sviluppo della Regione Campania Film Commission ed è stato selezionato all’EAVE Producers Workshop 2025.   Astronauta è una coproduzione internazionale tra Italia (Zoe Films), Guatemala (Cineconcepción, già produttore di Nuestras Madres, vincitore della Caméra d’Or a Cannes), Messico (Fiasco con Elena Fortes, produttrice di A Cop Movie, premiato alla Berlinale) e Francia (Salt for Sugar, vincitore del Torino Film Lab 2024).   Giorgio Giampà sta preparando anche un nuovo cortometraggio dal titolo El Capitán, che verrà girato in Guatemala, sempre con attori non professionisti, ancora una volta con la collaborazione della acting coach Graciela Villanueva. Ascoltiamo il racconto di Giorgio Giampà durante la trasmissione Ossigeno Liquido.
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Carmine Maringola racconta La Scortecata
Carmine Maringola racconta La Scortecata
Carmine Maringola racconta La Scortecata Il Teatro Nuovo di Pisa presenta lo spettacolo La Scortecata, testo e regia di Emma Dante, in programma sabato 7 marzo alle ore 21:00 e domenica 8 marzo alle ore 18:00. Ispirata liberamente al celebre Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, La Scortecata racconta una favola crudele e grottesca che, tra umorismo, miseria e desiderio di bellezza, esplora il contrasto tra la vecchiaia e l’illusione di eterna giovinezza. Due vecchie sorelle, sole, brutte e inseparabili, trascorrono il tempo in un vascio raccontandosi una fiaba popolata di inganni e metamorfosi. In scena, due attori – Carmine Maringola e Davide Mazzella – assumono ruoli femminili secondo la tradizione del teatro antico, dando vita a un mondo in cui il grottesco e il favolistico si intrecciano in una narrazione intensa e sorprendente. La messa in scena, ricca di ironia e suggestioni barocche, propone uno sguardo amaro e poetico sulla condizione umana, interrogandosi su quanto siamo disposti a sacrificare per essere amabili e desiderabili. Ascoltiamo l'intervista a Carmine Maringola durante la trasmissione Ossigeno Liquido. La Scortecata | Teatro Nuovo – Piazza della Stazione, 16, Pisa | 7 marzo 2026 – ore 21:00 | 8 marzo 2026 – ore 18:00
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Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia
Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia
Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia   Presentato in anteprima ad Alice nella Città, dove l’opera  si è aggiudicato il Premio Andromeda Film, Ciao, Varsavia di Diletta di Nicolantonio (da ricordare tra le sue collaborazioni anche quella come aiutoregista in Climax di Gaspar Noè) è ora nella shortlist dei cortometraggi in concorso ai David di Donatello 2026.   Girato tra Italia e Polonia, il cortometraggio, con le musiche di Andrea Guerra, esplora con sguardo poetico e realistico la complessità dell’essere giovani oggi, tra la ricerca di sé e la pressione dello sguardo altrui.   Tra i protagonisti di Ciao, Varsavia, Carlotta Gamba, e Fortunato Cerlino.   Ciao, Varsavia è una produzione Timber Production in co-produzione con Tak Mi Zle Films e Three Lions Production. Produttori esecutivi, oltre a Sara Serraiocco, Teo Casani e Alexander Bilnik. Ascoltiamo l'intervista a Diletta di Nicolantonio durante la trasmissione Ossigeno Liquido  
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Maristella Martella racconta Rituals
Maristella Martella racconta Rituals
Al Teatro Nuovo di Pisa per Rituals, in scena Maristella Martella, e il cooking dj set di Don Pasta   Si parte sabato 28 febbraio 2026 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Pisa con il corpo in movimento tra memoria e rito di Rituals di Maristella Martella, e a seguire Don Pasta – Food Sound System, per un cooking dj set che intreccia suono, gesto e convivialità. Per il Calendario Popolare – Arti e Culture dai Territori a cura di Francesco Salvadore.    Rituals presenta in scena un corpo in movimento tra memoria e rito, spettacolo coreografico ideato e interpretato da Maristella Martella, artista riconosciuta per il suo lavoro di ricerca sulla pizzica salentina, il tarantismo e la danza rituale popolare.  Partendo da un’indagine antropologica sul rito del tarantismo – in cui la pizzica è stata fino agli anni Sessanta esperienza collettiva di cura e trance – Martella sposta l’attenzione dalla tecnica alla dimensione simbolica e trasformativa del movimento. Con la regia di Christian Angeli e Francesca Turrisi, Rituals esplora la tensione tra identità, fuga e ritorno alle radici culturali, restituendo al pubblico un racconto scenico intenso e coinvolgente.    La serata prosegue con Don Pasta – Food Sound System, che unisce vinili e cucina in un’esplosione di suoni e sapori.  Dal 2001, Daniele De Michele, economista e artista, gira il mondo portando un dj set unico dove mixer e padelle suonano insieme. Sul palco, musica, pentole, pasta fatta a mano e profumi si intrecciano in una performance multisensoriale che celebra la cucina italiana e le sue storie.  Tra funk, reggae e ritmi globali, Don Pasta trasforma la cucina in un palco di creatività e cultura, coinvolgendo tutti i sensi in un’esperienza unica e innovativa.  Sarà possibile ballare degustando le prodezze del cooking dj set.   Inoltre, il 1 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00, è previsto Taranta Atelier, workshop condotto da Maristella Martella: un laboratorio pratico sui codici simbolici, le posture e le dinamiche ritmiche della pizzica salentina. Costo 20 €, max 30 partecipanti.  Info e iscrizioni sul sito del teatro, sezione workshop.    Riascoltiamo l’intervista a Maristella Martella realizzata durante Ossigeno Liquido.      Rituals + Don Pasta | Teatro Nuovo di Pisa – Piazza della Stazione, 16 | 28.02.2026 | ore 21.00    Biglietti online su Ciaotickets e presso la biglietteria del teatro.    Infoteatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it  
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Antonella Questa racconta l
Antonella Questa racconta l'Infanzia Felice
Arriva l’Infanzia Felice di Antonella Questa al Teatro Nuovo di Pisa   Antonella Questa prosegue la ricerca sulla natura delle relazioni umane, scegliendo stavolta come tema l’educazione nell’infanzia. In scena al Teatro Nuovo il primo marzo, ore 18.     Partendo dal libro di Rutschky “Pedagogia Nera”, una raccolta di saggi e manuali sull’educazione, pubblicati a partire dalla fine del milleseicento ai primi del secolo scorso, Antonella Questa intesse un’indagine per capire soprattutto cosa stia succedendo oggi che le regole della antica “pedagogia nera” sono ormai bandite sia in famiglia che a scuola.    Oggi che nelle aule non ci sono più banchi disposti rigidamente in un solo senso o cattedre rialzate, che il maestro non usa più la bacchetta sulle dita e che i genitori si limitano alla sculacciata ogni tanto o al classico schiaffone per il quale “non è mai morto nessuno”.   Una maestra un po’ rigida, un gatto parlante, dei bambini capricciosi e viziati, una preside dedita all’aperitivo, una madre in carriera e un principe con la coppola azzurra azzurra come il mare, sono solo alcuni dei protagonisti di questa originale fiaba per adulti.    Un viaggio, anche molto divertente, all’interno della famiglia e della scuola di oggi, cercando di capire dove affondino le radici della rabbia che anima la guerra tra genitori e insegnanti e che spesso spinge i nostri bambini verso il bullismo.     Riascoltiamo l'intervista ad Antonella Questa durante la trasmissione Ossigeno Liquido     Infanzia felice di e con Antonella Questa coreografie e messa in scena Magali B – Cie Madeleine&Alfred disegno luci e scenografia Daniele Passeri  Organizzazione generale Serena Sarbia Costumi Sara Navalesi Assistenza tecnica Marco Oligeri Una produzione LaQ- Prod in collaborazione con Pupi&Fresedde, Teatro di Rifredi e con Festival InEquilibrio – Armunia Teatro distribuzione Produzioni Timide     Infanzia Felice | Teatro Nuovo di Pisa – Piazza della Stazione, 16 | 28.02.2026 | ore 18.00 Biglietti online su Ciaotickets e presso la biglietteria del teatro.   Info teatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it
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Incontrando Julia Varley e Ave Maria dell
Incontrando Julia Varley e Ave Maria dell'Odin Teatret
INCONTRANDO JULIA VARLEY E AVE MARIA DELL'ODIN TEATRET       Ave Maria dell'Odin Teatret è una cerimonia teatrale sospesa tra memoria e mistero, una riflessione poetica sul lutto e sul ricordo.In scena, Julia Varley è la Morte: nascosta dietro una maschera a forma di teschio — il personaggio di Mr. Peanut — evoca la figura dell’attrice cilena María Cánepa, sua amica e compagna d’arte.     Diretto da Eugenio Barba, lo spettacolo è un rito evocativo nel quale la Morte festeggia la creatività, la dedizione, l’immaginazione di María. Ogni gesto, ogni silenzio è carico di contemplazione e di commozione, mentre voci registrate e frammenti poetici fluiscono come un canto che attraversa tempo e spazio. Un atto d’amore teatrale che sfida l’oblio, restituendo vita a chi è scomparso.       Ascoltiamo l'incontro con Julia Varley per Ossigeno Liquido di Giacomo d'Alelio, occasione per parlare dello spettacolo Ave Maria, e dell'Odin Teatret.   La possibilità di incontrare e conoscere il lavoro dell’Odin Teatret si estende con una Masterclass intensiva con Eugenio Barba e Julia Varley, dal titolo Pensare per azioni, il giorno 22 febbraio presso il Teatro Nuovo. La Masterclass – rivolta a registi, attori e operatori teatrali – esplora i fondamenti dell’antropologia teatrale attraverso esercizi pratici, dialoghi e dimostrazioni, offrendo ai partecipanti la rara opportunità di confrontarsi direttamente con il metodo creativo di Barba e della sua storica collaboratrice Julia Varley. Info e iscrizioni sul sito del Teatro Nuovo, sezione workshop.   Ave Maria | 21.02.2026 | ore 21:00 | Teatro Nuovo di Pisa, piazza della stazione 16, Pisa   Per info: teatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it   Ave Maria con Julia Varley   testo e regia Eugenio Barba   assistente alla regia Pierangelo Pompa montaggio sonoro Jan Ferslev produzione Odin Teatret  
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Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”
Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”
Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi” Un film documentario che racconta il viaggio intimo di Dacia Maraini tra l’Italia e il Giappone. Appuntamento imperdibile per la rassegna Regista in sala all’Arsenale di Pisa, in programma mercoledì 18 febbraio (ore 18), con la proiezione di “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”, diretto da Izumi Chiaraluce, una produzione Michelangelo Film, Luce-Cinecittà, Rai documentari in coproduzione con Aura film e il patrocinio della Fondazione Italia Gappone. Il docufilm è stato presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Izumi Chiaraluce, artista visiva e regista italo giapponese, ha realizzato disegni, dipinti, cortometraggi e questo film documentario è il suo primo lungometraggio; mercoledì pomeriggio sarà in sala al Cineclub Arsenale, con la scrittrice Dacia Maraini in collegamento. Modererà l’incontro Massimo Fusillo, docente di letterature comparate della Scuola Normale Superiore. L’evento è promosso in collaborazione con la Scuola Normale Superiore e la Libreria Ghibellina. Dacia Maraini arriva in Giappone, a due anni, con il padre antropologo Fosco Maraini e con la famiglia. Ci vive otto anni, cresce integrata come una giapponese parlando la lingua e il dialetto locale. Nel 1943, durante la guerra, viene rinchiusa in un campo di concentramento a Nagoya per due terribili anni e successivamente assiste al periodo del dopoguerra a Tokyo e poi in Italia. Il documentario mostra quanto l'infanzia in Giappone, la prigionia, il senso di comunità dei nipponici e la cultura giapponese siano stati elementi importanti per la vita della Maraini, per le sue opere e per il suo impegno civile. Il documentario mostra immagini di repertorio, disegni in animazione realizzati dalla regista e molti altri aspetti poco conosciuti di Dacia Maraini: il suo straordinario archivio fotografico, i viaggi, le amicizie, le sue opere di teatro e cinema. L'autrice italiana, tra le più apprezzate nel mondo, tiene molto a dialogare con i ragazzi in Italia e all'Estero e a poter rispondere alle tante domande che le vengono poste. Protagonista e testimone di grandi eventi storici e culturali, le sue memorie sono un prezioso patrimonio da condividere. Dacia Maraini racconta le vicende principali della sua vita in prima persona con voce coinvolgente; dall'infanzia ai giorni nostri. Arricchiranno il racconto le interviste ad alcune importanti personalità della cultura italiane e internazionali, tra le quali i grandi registi Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza, Giorgio Amitrano docente e studioso della cultura giapponese, gli scrittori Paolo di Paolo, Igiaba Scego, Donatella di Pietrantonio vincitrice del Premio Strega nel 2024, il compositore americano Alvin Curran pioniere della musica elettronica, e altre personalità della cultura. Izumi Chiaraluce è un’artista visiva e regista di origine italo-giapponese. Fin dalla sua infanzia vive tra più lingue e culture e crea dei ponti tra memorie e discipline diverse. Ha realizzato opere e progetti che abbracciano vari campi: arte, architettura, cinema, scienza. I suoi ritratti invitano a riflettere sull’idea di identità, sono stati mostrati in numerose mostre nel mondo. Nel suo lavoro utilizza diversi media come il disegno, la pittura, ha realizzato cortometraggi presentati in mostre d’arte e festival. Nel 2025 ha scritto e diretto il suo primo lungometraggio “Dacia, Vita mia- Dialoghi giapponesi”. Riascoltiamo l'intervista a Izumu Chiaraluce durante Ossigeno Liquido. Programma stagione 2025-2026: www.arsenalecinema.comInfo Cineclub Arsenale: info@arsenalecinema.com   
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L
L'Orso Felice di Dimitri/Canessa
L'Orso Felice di Dimitri/Canessa Lo spettacolo, tratto da L’orso che non c’era di Oren Lavie, indaga il tema dell'identità in modo poetico e leggero, come solo un Orso Felice può fare. ​“C’era una volta, Tanto Tempo Fa, un Prurito.Non era un prurito grandissimo.Non era un prurito da niente.Era un prurito normale.E il prurito desiderava una bella grattatina. Tanto Tempo Fa.”Nasce prima l’orso o il suo prurito? ​La favola di Oren Lavie sembra chiederci la soluzione a questo indovinello che ricorda un famoso paradosso. Nasce prima l’uovo o prima la gallina? Dal Prurito dell’incipit, gratta gratta, nasce un orso. “Bè, tutti sanno che gli orsi si grattano quando sentono prurito, ma non molte persone sanno che i Pruriti si grattano perché sono Orsi!”​L’orso trova nella tasca della sua pelliccia un foglietto con una domanda (Tu sei me?) E tre indizi: sono un orso molto gentile, sono un orso felice e anche molto bello. Inizia così una storia semplice ma filosofica di un orso alla ricerca di se stesso, della propria identità, che cerca risposte a domande apparentemente semplici e lo fa relazionandosi con gli altri perché è solo attraverso i rapporti interpersonali che possiamo realmente capire chi siamo.​Intraprende allora il suo percorso nella Fantastica Foresta dove impara a riconoscere i diversi tipi di silenzio: il piccolo silenzio delle foglie, quello profondo della terra, l’antico silenzio degli alberi e il silenzio più silenzio di tutti, il suo. Il suo silenzio lo porta a fare la conoscenza della Mucca Mollacciona (una morbida mucca che assomiglia molto ad una poltrona!), del Penultimo Pinguino, a scoprire che è molto meglio annusare i fiori che contarli e che per andare Avanti, certe volte, è anche necessario perdersi!Una storia semplice ma filosofica. Uno strano orso, sognatore, un po’ sulle nuvole, che cerca se stesso, la propria identità e la propria strada e lo fa sia guardandosi dentro (frugandosi nelle tasche!), che relazionandosi con gli altri, perché è anche e soprattutto con l’interazione con ciò che è “altro da sé” che si può scoprire chi si è veramente. Un viaggio per scoprire come ci vediamo e come ci vedono gli altri perché non tutti ci vedono allo stesso modo e forse siamo la somma di tutti questi sguardi...e di quelli che ancora non ci son stati rivolti.   Riascoltiamo l'intervista a Elisa Canessa durante la trasmissione Ossigeno Liquido.   In scena domenica 15 febbraio alle ore 16 al Teatro Nardini di Rosignano Marittimo all'interno della Rassegna KIDS di Armunia   L'ORSO FELICE Di e con Elisa Canessa e Federico DimitriProduzione Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commediee Compagnia Dimitri/CanessaCostume dell'Orso: Gisella Butera, Matilde Gori e Chiara Manetti SPETTACOLO VINCITORE IN-BOX 2023MENZIONE OSSERVATORIO CRITICO IN-BOX VERDE 2023MIGLIOR SPETTACOLO YOUNG AND KIDS AL FITFestival Internazionale di Teatro di Lugano "L’orso felice vive davvero su un grande azzardo, avendo come protagonista un vero e proprio attore vestito da Orso (Federico Dimitri) che avrebbe in sé tutti i pericolosi germi della parodia. Lo spettacolo invece riesce in modo assolutamente poetico a parlare di identità osservando in scena un orso, proprio quell' orso che gioiosamente in modo teatralmente naturale si comporta da orso, muovendosi a suo agio in una foresta realizzata con semplicissimi tubi di cartone che foresta è e ci appare. Elisa Canessa con la sua voce e la sua presenza lo esorta a vivere la vita così come gli si presenta davanti, specchiandosi dentro E l’incanto per i bambini piccoli è vero incanto".​MARIO BIANCHI per EOLO > Rivista online di teatro ragazzi  
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Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita 
Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita 
Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita  «In questa lezione di alta alfabetizzazione emotiva, in questo esercizio di paternità di se stessi, si indaga amorevolmente l’intimità di un genitore.» Ines Arsì, Teatrionline Un uomo, un padre, un costruttore di mobili e di mondi. Mauro – Vacanze Rumene è un viaggio emotivo e onirico nella mente di un uomo in bilico tra lucidità e dissolvenza, tra memoria e fantasmi, tra ciò che si è perduto e ciò che ancora tenta di restare in piedi. Dopo la morte del padre, Eros trova una valigia nascosta, colma di oltre trecento lettere. Da quella scoperta inattesa emerge un uomo diversissimo da quello che aveva conosciuto: un padre segreto, appassionato, contraddittorio. Attraverso quelle parole Eros ricostruisce uno spaccato della sua giovinezza e dà forma a un dialogo impossibile, mettendo in scena gli incontri immaginari con i fantasmi evocati da quelle lettere. Sul palcoscenico si intrecciano proiezioni video, voci registrate, corpi in ombra, lettere d’amore. La mente di Mauro – un corpo in coma, sospeso in un letto d’ospedale – diventa un limbo abitato da presenze: donne e uomini che riemergono dalle parole e dalle ombre, rivendicando promesse non mantenute, amori fugaci, illusioni e dolori mai del tutto elaborati. È un luogo astratto e mutevole: un ufficio in disordine, un porto di partenze e ritorni, un album di ricordi sfocati dove tutto convive e si confonde. La scena si fa archivio della memoria: la valigia, le lettere, gli schermi che illuminano parole e ombre, le tracce di un passato che chiede di essere riascoltato. La voce del figlio – Eros, l’attore in scena – tenta di comprendere chi fosse davvero quell’uomoingombrante e sfuggente, cercando un senso nelle sue assenze, nei silenzi, nei gesti non detti. Mauro – Vacanze Rumene è una riflessione intima su ciò che lasciamo dietro di noi, su come nasce quel divario, a volte incolmabile, tra la vita che avremmo potuto vivere equella che ci siamo ritrovati a vivere: per sopravvivenza, per necessità, per paura. È il racconto di un’epoca – l’Italia e la Romania degli anni ’70 – ma anche la possibilità di una riconciliazione: almeno nel teatro, con ciò che non si è potuto dire. In scena al Teatro di Lari sabato 14 febbraio alle ore 21.30, domenica 15 febbraio alle ore 18. Riascoltiamo l'intervista a Eros Carpita durante la trasmissione Ossigeno Liquido. Mauro: Vacanze Rumenedi e con Eros Carpitasguardo esterno Loris Seghizzicon la partecipazione di Ksenia Rotarprogetto video Eros Carpitaprogetto sonoro Eros Carpita e Aleksei Maieruna produzione Sartoria Caronte / Collinarea Festival 2025
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Ossigeno Liquido_Metadietro di Rezza/Mastrella
Ossigeno Liquido_Metadietro di Rezza/Mastrella
“Metadietro” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella arriva al Teatro Era   La nuova opera del duo artistico Rezza/Mastrella, tra l’altro Leone d’Oro alla carriera,  arriva mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 21:00 al Teatro Era di Pontedera come spettacolo speciale fuori abbonamento del Teatro Nuovo di Pisa.     Il Teatro Nuovo di Pisa porta in scena uno speciale fuori abbonamento al Teatro Era di Pontedera: Metadietro, spettacolo del duo artistico Flavia Mastrella e Antonio Rezza, viaggio teatrale tra ironia, caos e visioni del nostro tempo, Una creazione che travalica i confini del teatro convenzionale e riflette, con humour dissacrante e immaginario visionario, sul senso dell’esistenza, sulle ossessioni del nostro tempo e sull’essere umano immerso nell’universo ipertecnologico.  Nel cuore dello spettacolo un personaggio-simbolo: un ammiraglio in tuta blu elettrico – interpretato da Antonio Rezza – che tenta di salvare la sua nave, combattendo ossessioni di mercato, visioni contrastanti e un equipaggio ostinato. Una “nave” che può diventare astronave e metafora dello smarrimento contemporaneo, tra l’idea di salvezza e l’allontanamento dalla propria volontà.  Accompagna Rezza in scena Daniele Cavaioli, in un dialogo-scontro che si muove tra frantumazioni verbali, voci fuori campo e domande senza risposta, in un percorso anti-narrativo che invita lo spettatore a confrontarsi con la propria percezione del reale.  Il lavoro è ideato e realizzato da Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con habitat scenico curato da Mastrella e (mai) scritto da Rezza, una produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella.   Riascoltiamo l'intervista ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella a Ossigeno Liquido in occasione dell'arrivo in Toscana a gennaio di Metadietro all teatro Puccini di Firenze, in attesa di poterli vedere al Teatro Era.
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Ossigeno Liquido_Danzando grazie a La Fiaba dell
Ossigeno Liquido_Danzando grazie a La Fiaba dell'Amore Lento
Danzando grazie a La Fiaba dell'Amore Lento al Teatro Nuovo di Pisa     Il 7 febbraio alle ore 21:00, al Teatro Nuovo di Pisa, una storia dolcissima per celebrare l’amore che resiste al tempo: La Fiaba dell’Amore Lento, prodotto da Guascone Teatro e LST Teatro, tratto da un racconto di Andrea Kaemmerle che è interprete insieme a Daniela Morozzi, adattamento e regia di Manfredi Rutelli.       Lo spettacolo, tratto da una storia dolcissima quanto comica nasce come un omaggio all’amore che sa come non farsi erodere dal “famelico tempo” e in onore di quel mestiere, sempre più spesso si va perdendo, di antichi teatranti, un po’ cialtroni e molto artigiani.   Presentato nel 2021 nella sua prima versione di fiaba durante il programma HaPienaVoce - ciclo di incontri in radio in forma di radiodramma e concerti per contrastare la chiusura di spazi di espressione in tempo di Pandemia, ideato e condotto da Giacomo d'Alelio, e prodotto da Punto Radio in collaborazione con Regione Toscana -, l’occasione, dove veniva coinvolta anche una voce autorevole come quella di Donatella Diamanti, ha creato i presupposti, la scintilla, affinché La Fiaba dell'Amore Lento divenisse poi uno spettacolo.   La fiaba dell’amore lento mette insieme sulla scena la bravissima Daniela Morozzi, affermata attrice e teatrante dalle mille esperienze e il “clown della porta accanto” Andrea Kaemmerle, accatastatore di emozioni comiche. Gli attori danno vita ai protagonisti di una storia d’amore alla Giulietta e Romeo. In una stanza/camerino improvvisata, i due personaggi si stanno preparando per fare il loro spettacolo a un banchetto di nozze. Con il desiderio di far portare agli invitati e agli sposi un’eclatante gioia vengono fuori, nel momento dell’attesa, i dubbi, i battibecchi e le fragilità di una coppia che ha un legame profondo e intimo per una vita trascorsa insieme.   Mettere in scena uno spettacolo per una festa di matrimonio vuol dire per loro rinnovare ogni volta la promessa, alimentando un sentimento andato ormai oltre la passione e diventato un’unione vera di due persone, ancora innamorate. Tra ricordi e nuovi entusiasmi, tra discussioni sul repertorio e preoccupazioni per il destino dei futuri sposi, tra cibi gourmet e cucina casereccia, il tempo scorre, segnato dai piatti di portata annunciati dalla voce del direttore di sala proveniente da fuori. Finché la chiamata dell’arrivo in tavola del vino dolce che prepara al fatidico taglio della torta, non segna il momento dell’andata in scena per i nostri due eterni amanti.   Lo spettacolo scorre brillante e profondo, mettendo a confronto Rito e Cerimonia ed evidenziando quanto le relazioni romantiche, anche quelle delle fiabe, siano sempre anche un’azione politica, da Romeo e Giulietta a The Lobster, non solo perché la società influenza il modo di vivere i legami interpersonali, ma anche perché la cura e la costruzione di una solida e duratura relazione di coppia, oggi come oggi, può essere l’inizio di una piccola rivoluzione personale che può diventare la spinta a cambiare anche il mondo che ci circonda.   Riascoltiamo l’intervista ad Andrea Kaemmerle che è stata realizzata durante la trasmissione Ossigeno Liquido.     La fiaba dell’amore lento con Andrea Kaemmerle e Daniela MorozziDa una fiaba di Andrea KaemmerleScritto e diretto da Manfredi RutelliAllestimento scenico Lucia Baricci e Marco FiorentiniLuci Fabio BarbettiSonorizzazioni Paolo ScatenaCostumi e sartoria Sorelle ErcolanettiAssistente alla regia Alessia ZamperiniCon il contributo della Regione Toscana     Per info:teatronuovopisa@gmail.com+39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it
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Ossigeno Liquido_Scoprendo Raccontare il Futuro
Ossigeno Liquido_Scoprendo Raccontare il Futuro
Scoprendo Raccontare il futuro In attesa che il progetto di contrasto alla povertà educativa guidato dall’Arsenale e finanziato da Fondazione Pisa abbia i suoi ulteriori sviluppi con la serie di eventi che si svolgeranno a maggio - rimanete sintonizzati per conoscerne gli ulteriori sviluppi - per un'azione che non si ferma, e che continua tutto l'anno, riascoltiamo il racconto di Laura Coatto, responsabile del progetto Raccontare il Futuro, che ha animato con giochi, teatro, circo e scienza le piazze e i parchi di Pisa, Cascina e San Giuliano Terme. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con i Comuni di Pisa, Cascina e San Giuliano Terme, ha come capofila il Cineclub Arsenale di Pisa e come partner AIPD Pisa, Antitesi Teatro Circo, Binario Vivo, CNGEI Pisa, Coop. Il Simbolo, Fondazione Sipario Toscana, Fondazione Tuono Pettinato, Habanera, Il Gabbiano, Osservatorio Gravitazionale Europeo, OxyzO-Orizzonti Ludici, Teatri della resistenza.
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Driin Days, Arte e libertà: la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo
Driin Days, Arte e libertà: la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo
Driin Days Arte e libertàQuarta edizione Alla Stazione Leopolda di Pisa arriva la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo Sabato 20 e domenica 21 dicembre 2025Stazione Leopolda di Pisa Ingresso gratuitoInfo evento: www.arteliberta.it Spettacoli di circo contemporaneo, laboratori di circo-teatro e circo-scienza, talk e ospiti di rilievo nazionale, proiezioni di film e musica live. Il 20 e 21 dicembre la Stazione Leopolda di Pisa ospita la quarta edizione dei Driin days - Arte e libertà, una due giorni dedicata al circo sociale come strumento multidisciplinare di inclusione, un circo senza animali e innovativo per le connessioni artistiche con la danza, la musica, il teatro e la scienza.  La grande festa a ingresso gratuito, promossa dall’Associazione Antitesi, con la direzione artistica di Martina Favilla, ha il sostegno del Ministero della Cultura ed è realizzata in collaborazione con enti nazionali e internazionali. L’evento chiude il percorso annuale di attività del più ampio progetto Arte e Libertà, che si propone di utilizzare il circo educativo per il reinserimento sociale di giovani a rischio di emarginazione, contrastando la dispersione scolastica e lo sfruttamento minorile e portando gioia e creatività nelle strade, nelle piazze, nelle scuole e nei centri sociali.  Si parte sabato 20 dicembre alle 15 con tanti laboratori esperienziali per bambini e famiglie, in primis la Big Bang Machine e il Circo spaziale di Antitesi in collaborazione con EGO (European Gravitational Observatory), per imparare le basi della scienza spaziale. Sulla Big Bang Machine, un’installazione immersiva, si potranno esplorare le origini dell’universo e i misteri dello spazio. Un’occasione unica per avvicinarsi al mondo dell’astronomia e della fisica, tra divertimento, scoperta e meraviglia. Seguirà Come diventare un (circo)esploratore del mondo, escape room tra circo ed esplorazione, un laboratorio di Circo-Scienza, a cura di Claudia Sodini (K-production Teatro-Circo-Scienza). E tanto altro ancora! "L’inclusività in tutte le sue forme è il motto del Progetto Arte e Libertà e delle attività circensi, da sempre orientate alla diversità, dove ciò che è particolare, insolito e non comune può trovare piena espressione e cittadinanza. È un luogo in cui le differenze vengono accolte e valorizzate, anziché diventare strumenti di discriminazione e repressione”, afferma Martina Favilla, direttrice artistica di Antitesi Teatro Circo e ideatrice del Progetto Arte e Libertà. “I Driin Days sono un’occasione unica per scoprire i molteplici “colori” del circo contemporaneo, con questo evento vogliono far conoscere come il mondo circense si sia evoluto, diventando strumento di educazione, integrazione e crescita civile, anche in contesti sociali e scolastici. Invitiamo la cittadinanza di ogni età e le associazioni del territorio a partecipare, per poter crescere insieme. costruendo un progetto radicato nel territorio ma con un respiro nazionale e internazionale”. “Anche se può sembrare insolito, in realtà con il linguaggio del circo si può raccontare la scienza e stimolare la curiosità, soprattutto dei più giovani, verso ricerche apparentemente lontane dalla nostra quotidianità - spiega Vincenzo Napolano, responsabile della comunicazione di EGO (European Gravitational Observatory) - come quelle che si fanno a Virgo, dove si esplorano i fenomeni più misteriosi e remoti dell’Universo. Con questo spirito proporremo ai giovani visitatori del Festival un addestramento scientifico circense, ideato assieme ad Antitesi Teatro Circo, per prepararli a viaggiare nello spazio e nel tempo con una navicella virtuale, la Big Bang Machine. Il gioco e l’immaginazione li guideranno a scoprire come, allargando l’orizzonte delle nostre conoscenze, possiamo anche capire meglio chi siamo”.   Per tutte le info dell’evento: www.arteliberta.it 
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Non solo pane, Alberto Dubito nell
Non solo pane, Alberto Dubito nell'incontro con Luca Oldani e Davide Barbafiera
Non solo pane, Alberto Dubito nell'incontro con Luca Oldani e Davide Barbafiera   "Non solo pane – Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell’inverno” Un viaggio poetico e musicale dedicato a una delle voci più originali della scena artistica giovanile italiana. Una produzione Fondazione Sipario Toscana.   Fondazione Sipario Toscana porta in scena, nel Ridotto de La Città del Teatro, Non solo pane – Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell’inverno, un progetto di e con Luca Oldani, con musiche e video di Davide Barbafiera.   Lo spettacolo da non perdere sarà ancora in programma Venerdì 19 dicembre alle ore 21, in attesa di poterlo vedere ancora in molti altri luoghi ancora.   L’opera è dedicata alla figura di Alberto Dubito, artista trevigiano scomparso prematuramente, che in soli ventun anni di vita ha sviluppato una produzione sorprendente e multiforme: poeta, rapper, fotografo, street artist, voce capace di raccontare il sentire di una generazione immersa nelle periferie contemporanee.   Il punto di riferimento dello spettacolo è Erravamo giovani stranieri, l’unica raccolta pubblicata postuma da Agenzia X, che riunisce poesie, prose, fotografie e testi di canzoni. Un materiale che restituisce uno sguardo netto e fragile insieme, capace di tradurre la complessità della vita quotidiana in immagini potenti, ritmi spezzati, intuizioni luminose.   Non solo pane è un viaggio che – come scrive Dubito – va “dalle periferie arrugginite fino al centro storico di ogni uomo”: un percorso artistico ed emotivo che si sviluppa attraverso le parole di Luca Oldani e le sonorità elettroniche dal vivo di Davide Barbafiera, accompagnate da video e suggestioni visive che ampliano il racconto. Un dialogo scenico che intreccia biografia e visioni, memoria e immaginario, restituendo la forza poetica e politica della produzione di Dubito, ancora oggi capace di parlare con urgenza al presente.   Lo spettacolo, prodotto da Fondazione Sipario Toscana, invita il pubblico a riscoprire una voce che ha saputo trasformare le periferie – geografiche e interiori – in luogo di osservazione e poesia, raccontando il mondo attraverso un linguaggio diretto, ironico e profondamente sensibile.   Riascoltiamo l'intervisra a Luca Oldani e Davide Barbafiera durante Ossigeno Liquido   Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell'invernodi e con Luca Oldanimusiche e video Davide Barbafieradisegno luci Mattia Bagnoli
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Ossigeno Liquido_agli Scalzi, con Animali Celesti
Ossigeno Liquido_agli Scalzi, con Animali Celesti
agli SCALZI Incontri, visioni e sconcerti per pellegrini inquieti ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile, in occasione dell’apertura di un nuovo ciclo stagionale di attività svolte presso il Centro SMS di Pisa invita a una serie di incontri, pratiche, condivisioni dalle ore 16,30 alle 23 di mercoledì 17 dicembre. Ne parliamo insieme a Nicola Fania, attore di Animali Celesti, compagnia fondata da Alessandro Garzella. Progetto sostenuto da MIC, Regione Toscana, Comune di Pisa e Fondazione Pisa - si ringraziano il Comitato Le Piagge, Ribalta Teatro, il Teatro dell’Assedio, Modern Art Collective e tutti gli artisti che interverranno alla festa Qui l'evento con il programma completo dell’iniziativa:  https://fb.me/e/5kqP88MTN Per informazioni: info@animalicelestiteatrodartecivile.it http://www.animalicestiteatrodartecivile.it  
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Mercoledì delle Ceneri di Fort Apache, il racconto di Valentina Esposito e Sofia Iacuitto
Mercoledì delle Ceneri di Fort Apache, il racconto di Valentina Esposito e Sofia Iacuitto
Nei giorni di martedì grasso e mercoledì delle ceneri un paese di provincia festeggia il Carnevale, tra sfilate di carri allegorici, balli e rituali goderecci. Nel divertimento generale, la parata grottesca di fantocci amatoriali e pupazze date alle fiamme disvela una feroce comunità “in maschera” e il fattaccio che tempo prima ha macchiato il paese, nella consuetudine di violenze familiari e sociali, abusi e falsi pentimenti che si ripetono ciclicamente come la festa. Lo spettacolo affronta il tema della violenza di genere e della cultura patriarcale e omertosa che la legittima, degli abusi sulle donne, dei corpi feriti fino alla negazione dell’identità. Carnevale, provincia e riti popolari fanno da cornice alla feroce interpretazione delle attrici e degli attori ex detenuti della Compagnia, in un allestimento visionario tra maschere della tradizione teatrale rivisitate dalla costumista Mari Caselli, fantocci in lattice realizzati dai maestri degli effetti speciali Gemelli Magrì e musiche originali di Luca Novelli (Mokadelic). Mercoledì delle ceneri è una storia di violenza popolare. Una di quelle storie che si possono raccontare dappertutto e a tutti quanti, una di quelle storie che le capiscono anche i bambini, tanto sono conosciute, tanto sono familiari, ma che tutti devono riascoltare perché ogni volta, come per miracolo, le dimenticano… tutte le volte le ascoltano, le riconoscono e poi le dimenticano, come se non l’avessero mai sentite, come se non l’avessero mai conosciute. Pure se sono storie di tutti i giorni, che si ripetono tutti i giorni, lungo le strade, dentro le case, dentro le famiglie. E bisogna ricominciare sempre daccapo.  Ascoltiamo il racconto che hanno fatto durante Ossigeno Liquido Valentina Esposito (regista e fondatrice di Fort Apache Cinema Teatro) e Sofia Iacuitto (attrice di teatro, cinema, televisione, parte di Unita e di Una Nessuna Centomila) su Mercoledì delle Ceneri, in scena al Teatro Nuovo di Pisa il 29 (ore 21) e 30 novembre (ore 18), il primo dicembre la mattina per le scuole. Domenica 30 novembre dalle 10 alle 14 il Laboratorio teatrale condotto da Valentina Esposito aperto a tutte e tutti. Per maggiori info www.teatronuovopisa.it FORT APACHE CINEMA TEATRO è l’unica Compagnia teatrale stabile in Italia ed Europa costituita da attori ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico. È diretta da Valentina Esposito, autrice e regista impegnata da quasi vent’anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane. Realizza produzioni cinematografiche e collabora con Sapienza Università di Roma in Progetti di Ricerca e Formazione.  www.fortapachecinemateatro.com
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Con Davide Maria Zazzini, per Credere nel cinema
Con Davide Maria Zazzini, per Credere nel cinema
CREDERE NEL CINEMA Il Centro Lateranense Alti Studi e la Fondazione Ente dello Spettacolo insieme per un itinerario destinato a studenti, con registi, critici e professionisti del settore Il Centro Lateranense Alti Studi (CLAS) della Pontificia Università Lateranense, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, attiva per l’anno accademico 2025-2026 il corso di alta formazione online “Credere nel cinema”: un percorso di dodici incontri dedicati alla scoperta e all’approfondimento del linguaggio filmico attraverso la visione e l’analisi di grandi capolavori della storia del cinema. Il programma propone la discussione collegiale di dodici classici intramontabili che affrontano, in modi diversi e originali, i temi della fede e del suo annuncio. A guidare le lezioni saranno mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Officiale del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, nonché responsabile del corso, e il critico cinematografico Davide Maria Zazzini, collaboratore della Rivista del Cinematografo, cui è affidato il coordinamento. Inoltre, ogni lezione sarà arricchita dalla presenza di critici, registi, sceneggiatori, produttori e professionisti di alto profilo, che offriranno chiavi di lettura e prospettive inedite rispetto a specifici aspetti del linguaggio cinematografico. Il corso si pone due obiettivi: da una parte tracciare un itinerario esemplare, attraverso i film, dei modi attraverso cui il cinema ha esplorato nel tempo il senso spirituale dell’esistenza e il rapporto dell’uomo con il divino; dall’altra offrirà, tramite l’intervento di illustri ospiti, un'introduzione articolata e puntuale alle peculiarità e ai principi del linguaggio audiovisivo. Il corso è rivolto a studenti universitari, operatori sociali, catechisti, educatori, docenti, religiosi, laici e appassionati di cinema interessati ad approfondire l’uso del linguaggio cinematografico in ambito pastorale e culturale. Le lezioni si terranno online ogni lunedì, dal 12 gennaio al 31 marzo 2026, dalle ore 17:00 alle 19:00, ad eccezione della lezione finale che si svolgerà in presenza presso la Pontificia Università Lateranense di Roma con la visione collegiale del film. Ai partecipanti saranno riconosciuti 2 CFU/ECTS. Iscrizioni aperte dal 1 ottobre fino al 17 dicembre 2025 sul sito: [www.pul.va/event/credere-nel-cinema/]www.pul.va/event/credere-nel-cinema/ Per ogni ulteriore informazione scrivere a: crederenelcinema@pul.it. «È un percorso formativo rivolto a docenti, educatori, operatori pastorali pensato per tutti coloro che desiderano utilizzare - con i più giovani e non solo - la potenza del linguaggio cinematografico in ambito educativo: a lezione con i ragazzi, in parrocchia per il catechismo, nelle esperienze associative, nei momenti di condivisione. – ha dichiarato mons. Davide Milani - Nato su impulso della Pontificia Università Lateranense in sinergia con la Fondazione Ente dello Spettacolo, Credere nel cinema è un viaggio, attraverso dodici film imperdibili e ad altrettanti momenti di approfondimento e studio, a bellezze, misteri e senso del linguaggio cinematografico per scoprire come il cinema abbia esplorato il cammino spirituale dell’uomo, la sua sete di assoluto e il senso della Fede oggi». Incontriamo  DAVIDE MARIA ZAZZINI Critico cinematografico Coordinatore e Tutor didattico del corso Credere nel cinema.
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Con Fabrizio Arcuri, per incontrare il Grande e Altro Teatro
Con Fabrizio Arcuri, per incontrare il Grande e Altro Teatro
Come As You Are non è solo il titolo di una celebre canzone, ma il filo conduttore della nuova stagione di Verona L’Altro Teatro: un invito semplice e radicale a presentarsi senza filtri, così come si è.Il teatro si apre come spazio accogliente e condiviso, dove la cultura nasce dall’incontro, dal dialogo e dalla partecipazione. Non servono conoscenze o strumenti particolari: basta esserci. Ogni spettacolo diventa parte di un disegno più ampio, un mosaico di linguaggi e sensibilità che insieme compongono una comunità viva, capace di riconoscersi nelle differenze e di farne la propria forza.Dal teatro civile alla danza, dalla tragedia antica al varietà, la stagione intreccia generi e visioni per riflettere su identità, inclusione e trasformazione. In questo viaggio trovano spazio voci e mondi diversi: Babilonia Teatri con Foresto esplora l’alterità linguistica e culturale; Davide Enia intreccia memoria e coscienza civile; Anagoor con Baccanti indaga trance e comunità; Emma Dante racconta il femminicidio come ferita sociale; Giorgio Gallione e Lodo Guenzi rendono omaggio all’ironia civile di Dario Fo; Leonardo Lidi affronta l’amore contemporaneo; Giuliana Musso dà voce alle madri dimenticate. Tra sogno e realtà, Carosello, Ciccio Speranza, Panoramic Banana, Amleto, MA–machina mater, Paradiže e Asteroidecelebrano fragilità, resistenza e differenza.Ogni opera è un tassello di un percorso che attraversa confini fisici, emotivi e simbolici: corpi che si trasformano, identità fluide, quotidianità che diventa gesto di resistenza e appartenenza. Come As You Are è il manifesto di una stagione che accoglie le identità di tutti e le trasforma in occasioni di incontro, dialogo e bellezza.Perché il teatro non è solo rappresentazione, ma esperienza condivisa, uno spazio in cui riconoscersi e ritrovarsi, liberi, curiosi e sempre umani. Incontriamo FABRIZIO ARCURI, regista, direttore artistico del Grande e Altro Teatro del Comune di Verona.
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Con Loris Seghizzi, per scoprire tutte le possibilità di Collinarea
Con Loris Seghizzi, per scoprire tutte le possibilità di Collinarea
Il Teatro di Lari (PI) è uno spazio d’arte e d’incontro. Diretto da Sartoria Caronte, ospita rassegne teatrali, concerti, una scuola di teatro e tanto altro. Da quest'anno sarà racchiuso sotto il nome di Collinarea, che rappresenta il principale appuntamento culturale in  Lari (PI). Il Festival si svolge nei mesi di luglio e agosto, la Stagione tutto l'anno. Incontriamo LORIS SEGHIZZI, fondatore e regista di Sartoria Caronte, direttore artistico del Teatro di Lari e Collinarea, che ha ideato con Mirco Mencacci. Per jnfo e contatti https://www.teatrodilari.it https://www.collinarea.it/stagione/  
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Con Marco Bellinazzo, per conoscere La colpa è di chi muore
Con Marco Bellinazzo, per conoscere La colpa è di chi muore
LA COLPA È DI CHI MUORE di Marco Bellinazzo Il calcio è un sogno. Ma per molti ragazzi, soprattutto se nati nel posto sbagliato, può trasformarsi in un incubo. Marco Bellinazzo, con la sensibilità del cronista che ama davvero ciò che racconta, ci regala un noir che è insieme romanzo d’indagine, viaggio nei meccanismi oscuri dello sport e racconto di formazione. Dante Millesi è un giornalista disilluso, un ex ragazzo del Rione Sanità che ha imparato a convivere con la nostalgia e con la sconfitta. Ma quando un cadavere emerge dal Lago di Lugano e i sogni di tre giovani calciatori africani si incrociano col suo passato, sarà costretto a tornare in campo. Tra Milano, Lagos e Parigi, in una scacchiera di potere e corruzione, la verità non basta. Serve il coraggio di scriverla lo stesso. La colpa è di chi muore è una storia che lascia il segno. Come certi tiri sbagliati, come certi amori finiti, come certe verità che nessuno vuole ascoltare. Una storia che nasce lì, nel punto esatto in cui il talento incontra il dolore. Una storia che somiglia terribilmente alla verità. Una storia necessaria, che parla di passione e sfruttamento, di giornalismo e redenzione, di uomini che uccidono corpi e altri che distruggono sogni. E quelli, forse, sono i peggiori. Incontriamo Marco Bellinazzo, giornalista de «Il Sole 24 Ore» e Footblogger, autore di «Calcio & business», il più autorevole e seguito blog dedicato alleconomia del calcio. È opinionista per Radio 24, SkySport e Raisport. Scrittore di saggi, con La colpa è di chi muore è alla sua prima opera di finzione, che si basa su vita e verità.  Per info https://www.fandangolibri.it/prodotto/la-colpa-e-di-chi-muore/
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Chiara Bersani e Michel-The Animals I Am
Chiara Bersani e Michel-The Animals I Am
Michel – The Animals I Am nasce come evoluzione de L’ANIMALE (2021), assolo creato e interpretato da Chiara Bersani, che rielaborava i codici del balletto classico su un corpo divergente, segnato dall’osteogenesi imperfetta. Nel 2022, nell'ambito di FOG Triennale Milano Performing Arts Festival, l’assolo viene trasmesso a Veronica Tulli, performer che condivide con Chiara Bersani lo stesso disordine genetico. Nel 2025 il progetto evolve in una versione corale: tre performer con disabilità danno vita a Michel – The Animals I Am, superando l’idea dell’artista disabile come "eccezione" isolata. L'artista si ispira a Michel Petrucciani, pianista jazz con la sua stessa condizione genetica, spesso celebrato come “genio”. Il lavoro, dando spazio a corpi diversi, nuove possibilità espressive e forme di rappresentazione, dissolve il concetto di unicità attraverso una dichiarazione politica che sfida i paradigmi della danza e dell’arte performativa.   Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle performing arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Presentati in circuiti internazionali, i suoi lavori nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena. La sua ricerca come interprete e autrice si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn (2017), performance inserita nel circuito Aerowaves che le è valsa il Premio UBU 2018 come miglior nuova attrice/performer under 35 e il prestigioso Total Theatre Awards al Festival di Edimburgo nel 2019. Nel 2023 è stata inaugurata Deserters, la prima mostra personale dell’artista nell’ambito delle arti visive presso la Kunsthaus Baselland. Nel 2025 è finalista di ANTI Prize for Live di Kuopio/Finlandia. Chiara Bersani è Artista associata di Triennale Milano Teatro 2025-2027.   Abbiamo incontrato CHIARA BERSANI in residenza artistica a La Città del Teatro di Cascina (Pi) prima del recente debutto alla Triennale di Milano, in un dialogo a cuore e ali aperte.
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