Ossigeno Liquido

Il Capitale Umano della Compagnia della Fortezza, il racconto di Armando Punzo

Il Capitale Umano della Compagnia della Fortezza, il racconto di Armando Punzo


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Elenco Puntate

Il Capitale Umano della Compagnia della Fortezza, il racconto di Armando Punzo
Il Capitale Umano della Compagnia della Fortezza, il racconto di Armando Punzo
Il Capitale Umano della Compagnia della Fortezza in scena a Volterra. Il racconto di Armando Punzo Fino al 1° agosto 2026 la Compagnia della Fortezza, nel Carcere di Volterra (Rampa di Castello, 4 Volterra-Pisa), presenta il primo studio della nuova produzione dal titolo Il Capitale Umano, con la regia e la drammaturgia di Armando Punzo.   Il lavoro prende forma nel dialogo con l’eredità delle grandi utopie moderne e con la necessità di ripensare radicalmente il valore dell’umano. Lo spettacolo è prodotto da Carte Blanche ETS / Compagnia della Fortezza in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, musiche originali e disegno sonoro di Andreino Salvadori, scene di Alessandro Marzetti e Armando Punzo, costumi di Emanuela Dall’Aglio e movimenti della coreografa Pascale Piscina.  Accanto al nuovo lavoro, in scena anche le riprese di altri due spettacoli della Fortezza: Cenerentola - L’arte, la scienza e la conoscenza e Fame. L’ingresso agli spettacoli della Compagnia della Fortezza nella Carcere di Volterra è previa autorizzazione (per informazioni  www.compagniadellafortezza.org). "Sono molte le parole, scrive Armando Punzo, le immagini e le situazioni che si affollano negli ultimi tempi nella nostra cella-teatro. Ci sono fogli bianchi sulle pareti e sugli specchi che recitano cosi: Lettera agli attori, lettera che ho scritto agli attori ad agosto 2025 e che ha dato inizio alle riflessioni sul nuovo lavoro; Lo Sfondo, il mondo che ci circonda e nel quale siamo immersi, malgrado noi; Il Capitale Umano, con tutte le contraddizioni e fraintendimenti che può generare; Una compagnia di teatro che lavora su una diversa idea di comunità, di comunione: una compagnia di cui stiamo scrivendo la storia; e poi: Marx; Metodi di recitazione; La Rana nella pentola; La Crisi; I miei appunti; Il Principe Costante; Il Silenzio; Personaggi come ingredienti necessari all’Uomo; Le idee vanno nutrite; La Comune; Don Chisciotte; Gesù e Cristo; Si corrono rischi mortali in ogni pretesa di trasformazione radicale dell’esistente; Un discorso sull’Uomo; e molti altri che sembrano disegnare una possibile traiettoria poetica. Sembrano non appartenere allo stesso nucleo, eppure, sono parte dell’idea alla quale stiamo cercando di dar vita e forma. Oltre al primo studio del nuovo lavoro, quest’anno riprenderemo l’ultimo spettacolo della Fortezza, Cenerentola, l’arte, la scienza e la conoscenza, e poi Fame con Paul Cocian e con Andreino Salvadori, ci sarà la presentazione del mio nuovo libro Breviario di Etica Artistica scritto con Rossella Menna, la presentazione del nuovo disco dalla nostra Cenerentola Tra una luce e l’altra di Andreino Salvadori, la consueta Masterclass per artisti e operatori nell’ambito del progetto Per Aspera ad Astra, la mostra fotografica di Stefano Vaja, a cura di Cinzia de Felice, la proiezione del nuovo film DENTRO di Elsa Amiel sulla Compagnia della Fortezza. Con una speciale ritualità che si rinnova da trentotto anni, ci prepariamo ad accogliere chi ancora non si è arreso, chi ancora sta cercando una strada." Ascoltiamo il racconto di Armando Punzo durante la trasmissione Ossigeno Liquido.   In foto Armando Punzo - credits Gabriele Ciandri    
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L’Opera Ubiqua La Giostra chiude Collinarea Festival. Il racconto dei suoi protagonisti
L’Opera Ubiqua La Giostra chiude Collinarea Festival. Il racconto dei suoi protagonisti
L’Opera Ubiqua La Giostra chiude Collinarea Festival. Il racconto dei suoi protagonisti    Il 31 luglio e il primo agosto (ore 22, Lari) gran finale della ventottesima edizione con la prima nazionale dell’Opera ubiqua “La Giostra”, incontro contemporaneo tra Lo Schiaccianoci e Pagliacci. Una chiamata a teatro per riflettere sul nostro rapporto con il virtuale, Oltre la tecnologia   Si scaldano le temperature artistiche nel borgo di Lari dove prosegue Collinarea Festival. Dopo il successo della Tosca d'essai dello scorso anno arriva l’Opera ubiqua La Giostra, un incontro contemporaneo delle opere Lo Schiaccianoci di E.T.A. Hoffmann con musiche di P. I. Tchaikovsky e Pagliacci di R. Leoncavallo.    La nuova produzione di Sartoria Caronte chiuderà (31 luglio - 1° agosto, ore 22, Lari) il Festival a Lari nella sua versione Ubiqua: un grande evento che vedrà coinvolte oltre un centinaio di persone, uno spettacolo dislocato di opera, musica pop sperimentale, teatro, danza, video e suono, che utilizzerà tre palchi allestiti all'interno del borgo, grazie allo strumento tecnologico “Connessioni”.    La Giostra è una vertigine provocata dall’intreccio visivo ed emotivo di Pagliacci e Schiaccianoci. L’opera di Leoncavallo inizia con l’arrivo di una compagnia di giro in un paese, e il racconto di Hoffmann è ambientato in un luogo fantastico, magico come Lari. Il borgo diventa un contenitore scenografico, un palcoscenico diffuso. Vivere l’Opera ubiqua da spettatori significa vivere dentro lo spettacolo, essere nel set, sentirsi parte della messa in scena. L’ubiquità e il luogo, il borgo di Lari, alimentano reciprocamente la bellezza.   Nello spettacolo La Giostra Safi, una ragazzina di 14 anni, arriva a Lari con Milo, il fratellino di dieci anni, e i genitori per assistere ad uno spettacolo “ubiquo” tratto da Pagliacci, la celeberrima opera di Leoncavallo. Safi però è irritata, perché quella sera non può andare avanti in ciò che la ossessiona da tempo, superare il livello “Re dei Topi” nel suo videogame, ispirato alla storia di Schiaccianoci e il Re dei topi, di E. T. A. Hoffmann, famoso per il balletto con le musiche di Tchaikovsky. Quando arriva nel borgo che ospita lo spettacolo resta colpita da quanto quel luogo ricordi l’immaginario di Schiaccianoci. Si siede tra il pubblico. Pagliacci inizia e, come presa da un sonno simile a un incantesimo, Safi si assopisce e si ritrova dentro il suo videogame. Da quel momento le due storie iniziano a scorrere in parallelo. Connessioni è uno strumento tecnologico innovativo che si pone al servizio di performance multimediali in ambienti urbani connessi tra loro. Il suo obiettivo è far convivere contenuti reali e virtuali dislocati in luoghi differenti e gestiti in contemporanea. Tutto questo scattato dalla scintilla dei condirettori artistici Loris Seghizzi e Mirco Mencacci, e grazie alla “Digitalizzazione del Teatro di Lari”, progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi. Il finanziamento ha permesso la definizione del format di drammaturgia ubiqua “Connessioni” attraverso lo sviluppo di una residenza artistica e formazione on line, l’acquisto di attrezzatura digitale audio-video che infrastruttura il Teatro civico di Lari e la registrazione del marchio. L'utilizzo delle nuove tecnologie per la produzione di performance multimediali, che ha caratterizzato il festival da quando si è dotato a partire dal 2020 dello strumento tecnologico Connessioni, non ha tuttavia intaccato la componente umana da sempre motore del progetto Collinarea. Lo slogan “Beyond technology” (Oltre la tecnologia), scelto per questa edizione, vuole sottolineare quanto sia oggi ancor più importante attivare un rapporto con il pubblico il più diretto e reale possibile, che vada oltre lo stupore provocato dalle meraviglie tecnologiche. Per rispondere a quella “chiamata a teatro" invocata dal Direttore artistico Loris Seghizzi, “per riflettere sul nostro rapporto con il virtuale, un invito a volare con l’immaginazione restando a contatto con la materia viva: gli esseri umani”.   Il programma completo di Collinarea Festival è online su www.collinarea.it.   Ascoltiamo da Ossigeno Liquido le interviste a Loris Seghizzi e Mirco Mencacci, Direttori Artistici di Collinarea, e a Silvia Rubes, alla regia del coro teatrale, che ha portato a Collinarea il primo studio dello spettacolo Cretino di Persavalle.   Credits Meoli Carla - Opera Ubiqua La Giostra_Parco Fluviale La Rotta_Pontedera_Prova aperta  
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Lucia Franchi racconta Il Nuovo Respiro del Mondo di Kilowatt Festival
Lucia Franchi racconta Il Nuovo Respiro del Mondo di Kilowatt Festival
KILOWATT FESTIVAL 2026  XXIV Edizione   NUOVO RESPIRO DEL MONDO    Da venerdì 17 a sabato 25 luglio, a Sansepolcro (Ar)   È un invito a un Nuovo respiro del mondo la ventiquattresima edizione di Kilowatt Festival – organizzato e promosso dall’Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt – dal 17 al 25 luglio a Sansepolcro (Ar), città natale del Maestro del Rinascimento Piero della Francesca: 102 appuntamenti, tra teatro, danza, performance digitali, concerti, incontri pubblici, mostre e laboratori residenziali.  -- C’è aria viziata nel nostro pianeta. Non è solo questione di inquinamento dell'atmosfera, della necessità di evitare sprechi e inutili consumi. Circolano idee inquinanti, parole insostenibili. Le barbarie civili ed etiche sono così costanti da venire considerate accettabili. C’è un continuo accanirsi contro la dignità umana, sia dei singoli individui, sia di interi popoli; le disuguaglianze aumentano: stiamo tornando pericolosamente indietro. C’è una parte sana del mondo, però, che non si arrende. A volte ha il fiato corto, come quando si arranca per una salita. Altre, la sua voce è un soffio appena percettibile, leggero leggero, e bisogna stare in ascolto per percepirlo. Speriamo che queste giornate siano un modo per darci, insieme, un nuovo respiro, e per restituirlo intorno: il mondo non è di chi urla, di chi separa, di chi aggredisce. Il mondo è di noi che vogliamo renderlo migliore: tiriamo fuori tutto il fiato che abbiamo, per riaffermarlo.  -- Queste le parole scelte dai direttori della manifestazione e di CapoTrave/Kilowatt, Lucia Franchi e Luca Ricci, per raccontare la scelta del claim di quest’anno, Nuovo respiro del mondo.  51 gli spettacoli in cartellone di cui 25 tra anteprime, prime nazionali e prime assolute. A inaugurare l’edizione saranno Eugenio Barba e Julia Varley, anime dell’Odin Teatret e maestri del teatro europeo da oltre 50 anni. Dal 17 al 19 luglio, il Festival dedica loro tre giornate speciali tra incontri pubblici, spettacoli, proiezioni, una conferenza-spettacolo e tre mostre. Si celebrano due ricorrenze importanti: i 90 anni di Eugenio Barba e i 20 anni de i Visionari, il progetto di partecipazione che ogni anno coinvolge un gruppo di cittadine e cittadini della Valtiberina nella selezione di 9 spettacoli per il Festival. Per l’occasione, il 17 e il 18 luglio sono previsti due momenti speciali di condivisione e baratto di esperienze tra Barba, Varley e il gruppo dei Visionari. Tra gli appuntamenti: venerdì 17, Teatro. Solitudine Mestiere Rivolta, confronto scenico intergenerazionale di Barba e Varley con Liv Ferracchiati, Nicola Borghesi, Licia Lanera; sabato 18 e domenica 19 due incontri pubblici dal titolo L’eredità pesca da sola i suoi eredi, coordinati da Marco De Marinis, con la partecipazione di Piergiorgio Giacchè e Armando Punzo nel primo incontro, e di Davide Iodice, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari nel secondo, accompagnati dalle proiezioni dei film, L’arte dell’impossibile di Elsa Kvamme e Zona limite di Stefano Di Buduo. Inoltre, sabato 18 andrà in scena Compassione, con Julia Varley, regia di Eugenio Barba. Per tutta la durata del Festival saranno visitabili tre mostre: Un fotografo alla scuola dello sguardo, a cura di Francesco Galli; le foto di Compassione e Le nuvole di Amleto, a cura di Annalisa Gonnella; I manifesti dell’Odin Teatret, dal 1964 a oggi.   Ascoltiamo il racconto di Lucia Franchi, codirettrice arrtistica con Luca Ricci di Kilowatt Festival, durante Ossigeno Liquido.
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Karen Di Porto racconta Il Grande Boccia
Karen Di Porto racconta Il Grande Boccia
Karen Di Porto racconta Il Grande Boccia   con RICKY MEMPHIS    DENISE TANTUCCI    LILIANA FIORELLI    NICO DI RENZO FABRIZIO NARDI    BIANCA NAPPI    CYRO ROSSI    NINO FRASSICA     Sinossi Ambientato a Roma nel 1964, il film racconta un anno nella vita del regista Tanio Boccia, passato alla storia come “il peggior regista del cinema italiano”. Nell’epoca d’oro del nostro cinema, quella dei grandi autori ammirati in tutto il mondo, esiste un sottobosco che, tra via Veneto, Cinecittà e la campagna laziale, cerca di realizzare film a basso costo per pagare i debiti e soddisfare il pubblico popolare. Il Grande Boccia è un omaggio al B-movie e alla marginalità, un inno a non arrendersi.   Dopo essere stato presentato nella sezione Freestyle della Ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva in sala Il Grande Boccia, secondo lungometraggio diretto da Karen Di Porto (dopo il film rivelazione, vincitore del Globo d’Oro come Miglior Opera Prima, Maria per Roma).  Un inedito Ricky Memphis presta il volto a Tanio Boccia, insolito e controverso protagonista della cinematografia popolare degli anni Sessanta, passato alla storia come “il peggior regista del cinema italiano”.  Boccia ha attraversato i vari generi cinematografici con determinazione e un’inesauribile capacità di adattamento, trasformando ogni difficoltà in una nuova occasione.  Il cast conta anche sulla partecipazione di Denise Tantucci, Liliana Fiorelli, Nico Di Renzo, Fabrizio Nardi, Bianca Nappi, Cyro Rossi e Nino Frassica.   Prodotto da Bella Film fondata da Galliano Juso con Rai Cinema, Il Grande Boccia sarà distribuito da Europictures a partire da giovedì 11 giugno 2026.   Ascoltiamo il racconto di   KAREN DI PORTO Regista, attrice, sceneggiatrice
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Conversando con Eva Grieco
Conversando con Eva Grieco
Conversando con Eva Grieco   Incontriamo Eva Grieco, danzatrice, coreografa, attrice, compositrice di testi poetici, educatrice.   Lo facciamo a partire da Indagine Materiche, il recente progetto che ha realizzato con Gianluca Natanti, di cui sentiamo Cadenzato, traccia dall’album Sei indagini impossibili.   Per proseguire con l’ascolto dei suoi testi poetici tratti dalla mini raccolta dal titolo Split, spacco, crepa, rottura, pubblicata nel Quaderno di poesie Aprile 2023 Robin Edizioni. Altre raccolte di testi poetici di Eva Grieco   Danze per bestie selvatiche, Robin Edizioni 2020 Rilassare i Masticatori, Edizione Piquod 2021   Arrivando alla residenza negli spazi curati da Virgilio Sieni a Firenze, per un progetto nelle intermittenze della Pandemia legato al tentativo di tradurre fisicamente i versi.    Approdando al suo percorso di attrice, legato a cinema, televisione, video, tra Marianna Ucrìa di Roberto Faenza e Sole, Cuore, Amore di Daniele Vicari; e una produzione più recente, creata all'interno del festival .MOV di Teatri di Vetro, che ha vinto una menzione speciale al Festival Fuori Formato di Genova:    Private Plays  di Alberto Brizoli e Eva Grieco   Per concludere questo viaggio con lo sguardo verso il futuro, e la possibilità di creare un luogo d’incontro per la danza a Roma, fatto e pensato da e per chi fa danza. Insieme.   Ascoltiamo il racconto di Eva Grieco durante la trasmissione Ossigeno Liquido.     Foto di Ray Max 
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Tra le Lavative Magnificenze in nome di Tuono Pettinato
Tra le Lavative Magnificenze in nome di Tuono Pettinato
Ossigeno Liquido. Tra le Lavative Magnificenze in nome di Tuono Pettinato     Tornano a Pisa i "Giorni di Tuono" (dall’11 al 14 giugno), il festival di fumetti, musica e cinema nel segno di Tuono Pettinato. In anteprima l’11 (ore 21) alla Sala Sammartino i primi minuti dello spettacolo Lavative magnificenze, che debutterà a fine 2026: il racconto dei suoi protagonisti.     Giunto alla sua quinta edizione, i Giorni di Tuono avranno luogo a Pisa da giovedì 11 a domenica 14 giugno 2026. Dopo il grande successo delle quattro precedenti edizioni, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Tuono Pettinato con il contributo del Comune di Pisa torna con un programma ancora più ricco per numero di ospiti ed eventi, tutti ad ingresso libero, mantenendo solida l’indole “tuonesca”, uno sguardo sornione e ironico per decodificare la realtà. Alla direzione artistica ancora una volta Antonio Capellupo e Guido Siliotto, con il fiore all’occhiello del manifesto che quest'anno è stato realizzato dal vignettista e fumettista Mario Natangelo, vincitore del Premio Tuono Pettinato 2026 con "Cenere", libro intimo e delicato, che racconta con ironia uno dei lutti più atroci, quello per la madre.    All’interno del Festival l’anteprima di Lavative magnificenze, una nuova produzione teatrale dedicata alla vita e all'opera di Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro). Il progetto, curato da Dario Focardi e dal Collettivo Corpicini (Dario Focardi, Davide Barbafiera, Federico Galatolo, Giulia Traversi, Luca Oldani e Lorenzo Cominelli), vedrà l’anteprima dei primi minuti l’11 giugno alle ore 21 alla Sala Sammartino dell’Arsenale: una prima visione, che include un'innovativa messa in scena con un ologramma senziente realizzato da un’equipe di animatori del territorio pisano che hanno collaborato anche con Due Spicci, la nuova serie di Zerocalcare targata Netflix.   Lavative magnificenze ha visto anche un’Anteprima Territoriale, quella per gli studenti che hanno potuto assistervi presso il Teatro Vittoria di Cascine di Buti.   Ascoltiamo il racconto del progetto da parte di Dario Focardi e Luca Oldani durante Ossigeno Liquido.       PROGRAMMA DELL'EVENTO - INGRESSO GRATUITO LUNEDI’ 8 GIUGNOore 17.00 – Biblioteca SMS – MAGNIFICI LAVATIVI – Inaugurazione della mostra dei disegni di bambine e bambine delle scuole pisane GIOVEDI’ 11 GIUGNOore 21.00 – Sala Sammartino – Cineclub Arsenale — LAVATIVE MAGNIFICENZE – Anteprima dei primi minuti dello spettacolo dedicato a Tuono Pettinato realizzato dal Collettivo Corpiciniore 21.30 – Sala Sammartino – Cineclub Arsenale — FAVOLA – Lettura pubblica a cura di Francesco Cattani e Fumettibrutti VENERDI’ 12 GIUGNOore 12.00 – Museo della Grafica – Inaugurazione mostra delle tavole di Tuono Pettinato e saluti istituzionali.ore 16.00 – Margot – SANDWICH – Le interviste agli ospiti del festival per il podcast condotto da Salvatore Zappia, Carolina Paolicchi e Marcello Pastoreore 18.00 – La Nunziatina – UNA COMMUNITY VI SEPPELIRÀ – Conversazione sull’incontro-scontro tra fumetti e social con Natangelo, Maicol & Mirco, Fumettibrutti e Francesco Cattaniore 18.45 – La Nunziatina – INFERNO! – Presentazione dell’Inferno dantesco illustrato da Miguel Ángel Martín, intervistato da Guido Siliottoore 19.45 – River Art Lab – IMMAGINI DALL’INFERNO – Inaugurazione della mostra delle tavole di Miguel Ángel Martínore 20.00 – Cantiere San Bernardo – SCHEGGE – Presentazione del libro con Francesco Catelani, Alpraz, Federica Ferraro (Archivio di Ferro), Holly Heuser, Liz Van Der Null, moderata da Alinoore 20.45 – Cantiere San Bernardo – VIETATO ARRENDERSI – Inaugurazione della mostra delle illustrazioni di Gianluca Costantiniore 21.00 – Cantiere San Bernardo – GIANGIACOMO FELTRINELLI. RIVOLUZIONE PERMANENTE – Lettura pubblica a cura di Davide Toffolo e Giulio D’Antonaore 22.00 – Cantiere San Bernardo – Uochi Toki in concerto SABATO 13 GIUGNOore 12.00 – Studio Gennai – CENERE – Inaugurazione della mostra di Natangelo, vincitore del Premio Tuono Pettinato 2025ore 12.30 – Studio Gennai – SQUAME – Inaugurazione della mostra di Eugenia Erba, vincitrice della Borsa di Studio Tuono Pettinato 2025, introdotta da Andrea Brunoore 16.00 – Margot – SANDWICH – Le interviste agli ospiti del festival per il podcast condotto da Salvatore Zappia, Carolina Paolicchi e Marcello Pastoreore 18.00 – La Nunziatina – DAL MITO AL FUMETTO: GLI DEI NELLA NONA ARTE – Incontro con Rita Petruccioli (“Medea”), Cristina Kokoro ed Eleonora Gatta (“Gorgonia”), Donatella Puliga (“Antikoi”), moderato da Virginia Tonfoni (in collaborazione con Fumetti & Popcorn)ore 18.45 – La Nunziatina – FUMETTI A 33 GIRI – Le copertine dei dischi nell’arte di Miguel Ángel Martín, Davide Toffolo, Dottor Pira e LRNZ, incontro moderato da Guido Siliottoore 19.30 – La Nunziatina – GEIST MASCHINE VOL. 2 – Presentazione del libro di LRNZ, intervistato da Maurizio Vaccaroore 21.00 – Cineclub Arsenale – CINEMA O FOLLIA? – Incontro con il regista e produttore Ciro Ippolito, intervistato da Antonio Capellupoore 22.00 – Cineclub Arsenale – MARATUONA CINEMATOGRAFICA – “Arrapaho” (Versione restaurata dalla Cineteca di Bologna) e “Alien 2 – Sulla Terra” (Director’s cut) DOMENICA 14 GIUGNOore 11.00 – Cineclub Arsenale – CIAO MAMMA, VADO DAI FANTASMI – Presentazione del libro di Luca Raffaelli, Piero Bulzoni, Lucia Nanni, intervistati da Matteo Pelliti, e laboratorio di fumettiore 16.00 – Margot – SANDWICH – Le interviste agli ospiti del festival per il podcast condotto da Salvatore Zappia, Carolina Paolicchi e Marcello Pastoreore 18.00 – La Nunziatina – ICONOGRAFIE FELINE: COME I GATTI HANNO SEGNATO IL MONDO DEL FUMETTO – Incontro con Dottor Pira (“Gatto Mondadory. Trilogia della valle Scrivia”), Juta (“Gatto Pernucci”), Gilbert Shelton (“Fat Freddy’s Cat” – in collegamento video) e Fabio Gadducci, moderato da Maurizio Vaccaro (in collaborazione con Fumetti & Popcorn)ore 18.45 – La Nunziatina – LA FINE DEL MONDO – Presentazione del nuovo numero della rivista tuttofumetto con Maicol & Mirco, Dottor Pira, Vitt Moretta e Chiara Cruciatiore 21.00 – Circolo Caracol – Altro in concerto. In apertura: “Ma non erano in tre?”, concerto disegnato di Guido Brualdi   I LUOGHI DEL FESTIVAL SMSBiblio – Via S. Michele degli Scalzi 178Museo della Grafica – Lungarno Galileo Galilei 9River Art Lab – Via San Martino 76/78La Nunziatina – Via la Nunziatina 11Cantiere San Bernardo – Via Pietro Gori sncStudio Gennai – Via Giovanni Bovio 4Cineclub Arsenale – Vicolo Scaramucci 2Circolo Caracol – Via Carlo Cattaneo 64Margot – Piazza Chiara Gambacorti (La Pera) 43     Info e contatti www.fondazionetuonopettinato.it www.arsenalecinema.com  
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Incontrando Claudia Catarzi e Valentina Ferrari, tra Appena Sfumato e Passaggi
Incontrando Claudia Catarzi e Valentina Ferrari, tra Appena Sfumato e Passaggi
Incontrando Claudia Catarzi e Valentina Ferrari, tra Appena Sfumato e Passaggi   Appena Sfumato coreografia e interpretazione Claudia Catarzi e Valentina Ferrariprima assoluta   Il 4 giugno, l’artista Claudia Catarzi ha debuttato in prima assoluta al PIA Palazzina Indiano Arte (Piazzale dell’indiano, 1 - Parco delle Cascine, Firenze) con Appena sfumato insieme a Valentina Ferrari, che firma la mostra fotografica Passaggi. L’opera, che vede proseguire il sodalizio artistico di Claudia Catarzi (coreografa, danzatrice, artista) e Valentina Ferrari (fotografa, artista), si configura come un’indagine poetica sulla persistenza. La creazione è, nelle parole delle autrici: «L’impressione di una traccia, memoria tangibile di passati attimi sovrapposti». Attraverso l’incontro tra il corpo e l’immagine, Appena sfumato evoca tempi vissuti che si stratificano senza mai coincidere del tutto, se non nella dimensione soggettiva del ricordo: «Esiti di tempi esistiti ma mai allo stesso tempo. Oppure tutti assieme, forse, solo nella nostra memoria».   L’occasione ha dato la scintilla anche a Passaggi di Valentina Ferrari, mostra fotografica che si potrà visitare fino al 21 giugno.   Passaggi è una proposta di Polaroid manipolate che dialoga strettamente con Appena Sfumato, la performance presentata da Claudia Catarzi, attualmente artista associata del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze.   Passaggi Mostra fotografica di Valentina Ferrari Dal venerdì alla domenica dalle 11 alle 17 PIA - Palazzina Indiano Arte Piazzale dell’Indiano, 1 - Parco delle Cascine  Firenze     Una nuova occasione per incontrare l'artista Claudia Catarzi sarà all'interno di Inequilibrio 2026 (dal 25 giugno al 4 luglio 2026, Castello Pasquini - Castiglioncello, e Teatro Nardini - Rosignano Marittimo), che giunge quest’anno alla sua ventinovesima edizione. Osservatorio sulla nuova scena della danza e del teatro, Inequilibrio si conferma un luogo poliedrico che attraversa confini, uscendo da labirinti per vivere la ricerca contemporanea come un laboratorio continuo. L'occasione sarà ENTERING THE BUBBLE, Site specific in prima nazionale di Claudia Catarzi (per 10 spettatori alla volta, dalle ore 17.00 alle ore 19.00 del 30 luglio e del primo agosto), che sarà "Una trasposizione tridimensionale di frammenti d'opera. Attraverso un corpo in azione nasce un nuovo paradigma".     Ascoltiamo il racconto di Claudia Catarzi e Valentina Ferrari durante Ossigeno Liquido.     Claudia Catarzi è artista associata del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni / Cango. Ha lavorato negli ultimi 15 anni all'estero, sia per compagnie internazionali quali Sasha Waltz&Guest, sia dedicandosi al suo percorso autoriale grazie al quale diventa artista associata del CDCN di Bordeaux fino al 2022. I suoi lavori sono stati presentati nei maggiori festival internazionali in più di 18 paesi, e in Italia tra gli altri alla Biennale Danza di Venezia. Attualmente un suo lavoro coreografico è esposto nella permanente del Museo MART di Trento e Rovereto festival presenterà un focus sulla scrittura contemporanea al femminile, un’ampia apertura alla rigenerazione artistica e nuovi modelli di relazione tra spettatori, spettatrici e opera. In un’epoca di frammentazioni, conflitti e divisioni, Inequilibrio esplora la resistenza femminile, la precarietà dell’esistere, il giudizio, il legame radicale tra umano e non umano e l’ecologia come metafora del migliore dei mondi possibili, salvo poi imbattersi nell’imprevedibilità della natura umana.   Valentina Ferrari è nata a Formia, tra mare e montagna. Classe ‘91. Vive e lavora a Firenze. Il suo percorso artistico si sviluppa tra le discipline visive e performative dal punto di vista della ricerca: sul corpo, nelle parole, nelle immagini. Una comunione di linguaggi che si inseguono e connettono, si mescolano, trovano forma e si contaminano a vicenda. La sua ricerca con la Polaroid, parte dall’idea di possibilità diverse da quelle che la realtà cattura. Uno specchio attraverso il quale la deformazione può restituire una lettura intima del paesaggio/oggetto/soggetto fotografato, alterando irrimediabilmente ciò che lo sguardo raccoglie. Lavora spesso sulla manipolazione della pellicola fotografica Polaroid: sia in fase di sviluppo che in fase di post produzione, utilizzando fonti di calore, freddo, collage, tempera e multi materiale.     Info e contatti  virgiliosieni.it palazzinaindianoarte.it armunia.eu
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Dentro GENERAZIONE. Pratiche artistiche multidisciplinari in corso al Teatro Era
Dentro GENERAZIONE. Pratiche artistiche multidisciplinari in corso al Teatro Era
Dentro GENERAZIONE. Pratiche artistiche multidisciplinari in corso al Teatro Era   Entriamo in GENERAZIONE, un percorso di alta formazione gratuito promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa, rivolto a giovani artisti e artiste del teatro, della danza, della performance, del sound design e delle arti visive. In corso al Teatro Era di Pontedera fino a ottobre 2026.     Finanziato con le risorse del PR FSE+ Toscana 2021/27 nell’ambito di Giovanisì (www.giovanisì.it), il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, GENERAZIONE. Pratiche artistiche multidisciplinari promosso da Fondazione Fabbrica Europa, che vede come coordinatrice Isabella Valoriani, e come tutor Marco Burchini, attraverso una residenza intensiva in programma presso il Teatro Era di Pontedera, propone un percorso formativo per acquisire competenze multidisciplinari nell’ambito delle arti performative.   Ascoltiamo il racconto dei suoi protagonisti raccolto al Teatro Era, e andato in onda durante Ossigeno Liquido.     Questo il Programma in dettaglio delle attività da cui è partito, e a cui arriverà, con la nota importante che le attività sono tutte condotte da artisti e professionisti del panorama nazionale e internazionale, e arricchite da incontri, conferenze, visite e spettacoli.   Modulo #1 Le pratiche del narrare | 18 – 26 maggio 2026Scrittura creativa e drammaturgicaDocenti: Roberto Bacci, Jaroslaw Fret, Tomi Janežič, Michele Santeramo   Modulo #2 Geografie dei corpi in movimento | 27 maggio – 5 giugno 2026Drammaturgia coreografica e presenza scenicaDocenti: Elena Giannotti, Cristina Kristal Rizzo   Modulo #3 Visioni d’autore | 8 – 16 giugno 2026Performing arts in relazione alle arti visiveDocenti: Gianni Forte, Niccolò Massazza e Jacopo Bedogni / MASBEDO   Modulo #4 La scena immersiva | 17 – 27 giugno 2026Sound design e nuove tecnologieDocenti: Maurizio Busia, Eric Joris   Modulo #5 Prima del futuro | 1 – 9 settembre 2026Progettazione culturale e autoimprenditorialitàDocenti: Lucio Argano, Lorenzo Pappagallo, Giulio Stumpo   Sperimentazione creativa | 16 settembre – 9 ottobre 2026con un evento di restituzione finaleSupervisione: Jaroslaw Fret     Info e contatti fabbricaeuropa.net    
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Stefano Massini racconta l
Stefano Massini racconta l'Alt(r)o mare del Teatro della Toscana
Ossigeno Liquido. Stefano Massini racconta l'Alt(r)o mare del Teatro della Toscana Presentata la stagione 2026/2027 del Teatro della Toscana, un laboratorio permanente tra grandi maestri e ricerca d’avanguardia. Dopo il Teatro della Pergola a fine maggio, oltre 200 persone hanno assistito al racconto-spettacolo di Stefano Massini al Teatro Era il 3 giugno. Il viaggio di presentazione della nuova stagione torna a Firenze, al Nuovo Rifredi Scena Aperta, il 15 giugno.   Dopo la calorosa risposta del pubblico registrata a Firenze, al Teatro della Pergola a fine maggio, arriva ora quella di Pontedera, che ha visto mercoledì 3 giugno oltre 200 persone riempire il cortile interno del Teatro Era per assistere all’appassionante racconto-spettacolo del direttore artistico del Teatro della Toscana Stefano Massini. Presenti, il Vicepresidente Matteo Franconi e il Direttore generale Walter Zambaldi. Già in programma il prossimo appuntamento per scoprire i dettagli della nuova stagione del Nuovo Rifredi Scena Aperta: il 15 giugno, di nuovo a Firenze.   L’evento a Pontedera non è stato solo un annuncio di titoli: è stato un vero e proprio viaggio nel cuore pulsante della macchina teatrale, in quel luogo di incontro dove la cultura si fa “a portata di mano”, per mostrare le radici del lavoro fatto per costruire la nuova stagione. È stato poi possibile ricevere informazioni sulla prossima stagione, rinnovare e fare nuovi acquisti dell’abbonamento a posto fisso: tanti in fila alla biglietteria del Teatro, eccezionalmente aperta fino alle 21. Oltre 50 persone hanno fatto l’abbonamento completo: oltre una persona su quattro delle presenti alla serata.   L’incontro di Stefano Massini con il pubblico è stata l’occasione ideale per comprendere non solo “cosa” andrà in scena, ma soprattutto “perché” si è scelto di metterlo in scena: un invito a scoprire una stagione pensata come uno specchio del nostro tempo, in perfetto equilibrio tra grandi classici rivisitati e nuove drammaturgie contemporanee. Massini non si è limitato a elencare gli spettacoli, ma ha svelato il senso profondo della nuova stagione attraverso una narrazione capace di trasformare la presentazione in un racconto teatrale vero e proprio. Grazie alla sua capacità unica di intrecciare storia e attualità, ha guidato il pubblico attraverso i fili invisibili che legano le scelte artistiche di ‘In Alt(r)o Mare’ per il Teatro Era.   All’interno del cartellone 2026/2027 della Fondazione – che quest'anno conta complessivamente 90 titoli e 600 alzate di sipario, 400 repliche di produzioni e coproduzioni firmate dal Teatro della Toscana in sei mesi di tournée nelle sale della Fondazione e nei maggiori teatri italiani – i diciannove titoli in abbonamento al Teatro Era di Pontedera riaffermano con forza il suo ruolo di primo piano nel panorama teatrale nazionale ed europeo. Concepito come un vero e proprio laboratorio permanente della creazione e della sperimentazione contemporanea, il Teatro Era punta sulla pluralità dei linguaggi come elemento fondante della propria missione artistica.   L’intera programmazione risponde all'orizzonte culturale ed etico disegnato da Stefano Massini con il titolo ‘In Al(t)ro Mare’: il teatro inteso come approdo necessario, carta nautica alternativa e spazio di salvezza civile di fronte alle tempeste del mondo di oggi. Un'idea che trova rappresentazione nell’immagine della stagione realizzata da Walter Sardonini e che fa sua la figura di Ismaele, il narratore di Moby Dick, simbolo di una coscienza riflessiva che rifiuta la prevaricazione e accetta la complessità della vita.   Con la nuova stagione nasce l’Associazione Amici del Teatro della Toscana con iniziative dedicate come la partecipazione a prove aperte delle produzioni della Fondazione. Quattro i presidenti onorari: Corrado Augias, Ferruccio De Bortoli, Dacia Maraini, Roberto Vecchioni. Risultano automaticamente iscritti tutti gli abbonati a turno fisso.   L'anteprima nazionale e l'omaggio al territorio   A inaugurare ufficialmente la stagione del Teatro Era, il 17 e 18 ottobre 2026, sarà l’attesissima anteprima nazionale de Lo Zar, la nuova importante produzione del Teatro della Toscana scritta e interpretata da Stefano Massini e incentrata sulla complessa figura di Vladimir Putin. Massini rinnoverà il suo omaggio alla storia industriale di Pontedera tornando in scena il 22 e 23 maggio 2027 con E l’Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao”, spettacolo dedicato alla Piaggio. Il debutto, andato in scena al Teatro Era nel maggio scorso, è stato registrato da Radio Rai 3, e verrà trasmesso in prima serata nazionale il prossimo 28 giugno.   La nascita del Premio Jerzy Grotowski   Il legame identitario del Teatro Era con la grande ricerca si consolida con l'istituzione del Premio Jerzy Grotowski. Dal 12 al 18 gennaio 2027 in programma cinque eccellenze della scena contemporanea: il regista teatrale internazionale Milo Rau con La Lettre / The Letter (15-16 gennaio); CollettivO CineticO con Amleto (12 gennaio); Usine Baug & Fratelli Maniglio con Ilva Football Club (17 gennaio); Danio Manfredini con il suo spettacolo Cari spettatori (14 gennaio); Claudio Morganti, il cui Serissimo metodo Morg’hantieff per attori, teatranti e spettatori sarà letto da Roberto Latini (18 gennaio).   Grandi maestri e linguaggi contemporanei   La nuova stagione vedrà alternarsi sul palco del Teatro Era alcuni dei nomi più prestigiosi e seguiti della scena italiana ed europea. Tra le produzioni e coproduzioni si segnalano la lettura di Luca Zingaretti del testo di Andrea Camilleri Autodifesa di Caino (13-14 febbraio), la nuova opera di Virgilio Sieni Preghiera – Tempi di guerra (17-18 novembre) e il ritorno del classico del repertorio toscano Ritorno a casa Gori di Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti (19-20 dicembre).   Il pubblico del Teatro Era assisterà alla regia di Pierfrancesco Favino che guida Anna Ferzetti nella prima edizione italiana di People, Places & Things di Duncan Macmillan (28-29 ottobre), a Lunetta Savino nei panni di Madre Courage e i suoi figli di Brecht con la regia di Leo Muscato (29-30 gennaio), e ad Alessio Boni in Molière – L’arte della beffa di Francesco Niccolini (27-28 febbraio).   Completano l'offerta le regie di Gabriele Russo (Finale di partita di Beckett, 3-4 aprile), le visioni dissacranti di Flavia Mastrella e Antonio Rezza (Anelante, 17-18 aprile) e il triplo appuntamento con il collettivo Sotterraneo presente con Overload (28-29 novembre), il Talk Show Polaroid insieme alla giornalista Cecilia Sala (22 novembre) e Shakespearology interpretato da Woody Neri (23-24 gennaio).   Da segnalare l'evento speciale del 10 gennaio con Luca Marinelli che torna con La cosmicomica vita di Q. da Italo Calvino.   La memoria dell'Alluvione e il territorio   Il Teatro Era sarà anche uno dei fulcri delle celebrazioni per i 60 anni dall'Alluvione del 4 novembre 1966, una ferita storica che colpì non solo Firenze e l'Arno, manche Pontedera e l'Era. In questa memoria comune si inserisce l'azione coreografica Flusso / Ballo firmata da Virgilio Sieni, costruita con l’aiuto di uomini e donne di tutte le età, a Firenze in Piazza della Signoria, e a Pontedera.   Ascoltiamo le dichiarazioni di Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana, durante la presentazione al Teatro Era di Pontedera, e andate in onda su Ossigeno Liquido.     Per info e contatti www.teatrodellatoscana.it
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Claudia Sorace racconta Atomica in arrivo alla Tenuta Dello Scompiglio
Claudia Sorace racconta Atomica in arrivo alla Tenuta Dello Scompiglio
Claudia Sorace racconta Atomica in arrivo alla Tenuta Dello Scompiglio   Domenica 31 maggio, alle ore 19.30, la Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca) ospita Atomica, performance di Muta Imago che riflette sul potere distruttivo della tecnologia, sul tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva e delle conseguenze che un evento straordinario può avere nella vita di un semplice individuo.      Lo spettacolo, affidato alla regia di Claudia Sorace e al dramaturg e sound artist Riccardo Fazi, porta in scena il celebre scambio epistolare tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, l’ufficiale che diede il via libera al bombardamento atomico di Hiroshima.   A ottant'anni da quel 6 agosto 1945, Muta Imago riprende in mano quella straordinaria corrispondenza per costruire uno spettacolo teatrale che indaga il divario tra potenza tecnologica e responsabilità morale. Allo stesso tempo, il racconto mette in luce la storia di un'amicizia profonda tra due uomini - interpretati da Alessandro Berti e Gabriele Portoghese - chiamati a confrontarsi con domande che ancora oggi risuonano nella coscienza collettiva: fino a che punto si spinge la responsabilità individuale di fronte a eventi di portata epocale? E come è possibile attraversarli senza perdere la propria umanità?  Il tentativo di rispondere a questi interrogativi restituisce la storia due persone che riflettono sul nostro ruolo di esseri umani nel mondo e sulla nostra natura più profonda di creature complesse che attraversano il tempo e le generazioni muovendosi tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto.   Ascoltiamo l’intervista a Claudia Sorace dei Muta Imago durante la trasmissione Ossigeno Liquido.   -- Muta Imago è un duo artistico formato da Claudia Sorace, regista e Riccardo Fazi, dramaturg e sound artist. La continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale, porta Muta Imago negli anni a investigare diverse forme di arti dal vivo: il teatro, la performance, il teatro musicale, la radio, con l’obiettivo di cercare sempre la forma migliore per indagare il rapporto tra l’essere umano, il suo tempo e il suo sentire.    Crediti performance: Muta Imago, Atomica liberamente ispirato al carteggio tra Günther Anders e Claude Eatherly regia Claudia Sorace | drammaturgia e suono Riccardo Fazi | con Alessandro Berti, Gabriele Portoghese | collaborazione alla drammaturgia Gabriele Portoghese | consulenza letteraria Paolo Giordano | musiche originali Lorenzo Tomio | disegno scene Paola Villani | direzione tecnica e disegno luci Maria Elena Fusacchia | costumi Fiamma Benvignati si ringrazia l’artista Elisabetta Benassi | fonico Giulio Ragno Favero | macchinista Chiara Previtali | per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani | una produzione INDEX | in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale | in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro | con il supporto di ATCL / Spazio Rossellini, MAB Maison des Artistes Bard, Viola Produzioni / Spazio Diamante | compagnia finanziata dal MiC – Ministero della Cultura | © Günther Anders 1961. Per l’edizione italiana: © Mimesis Edizioni 2016 | foto © Eleonora Mattozzi, Maria Giovanna Sodero / CIRCA   Info Biglietteria SPE  Via di Vorno, 67 - Vorno (LU) | 0583 971125 | biglietteria@delloscompiglio.org www.delloscompiglio.org    
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La Ribalta Teatro entra al Museo
La Ribalta Teatro entra al Museo
Teatro in Museo: il rapporto tra uomo e natura. Si inizia a Calci con il Settimo Continente   Prende il via il ciclo di conferenze e spettacoli teatrali al Museo di Storia Naturale di Calci dal titolo “Teatro in Museo. Il rapporto tra uomo e natura”. Il primo appuntamento teatrale venerdì 29 maggio alle ore 18.30 con Il Settimo Continente de La Ribalta Teatro Il progetto, finanziato dalla Fondazione Pisa nell’ambito delle Attività Culturali 2026 e promosso in collaborazione con La Ribalta Teatro, comprende quattro spettacoli teatrali (tre prodotti e messi in scena da La Ribalta Teatro e uno ideato e curato da Daniel Santantonio e Filippo Signorini) associati a conferenze scientifico-divulgative tenute da esperti. Il filo conduttore è il rapporto dell’uomo con il mondo naturale, un rapporto che è sempre stato caratterizzato dal dominio, a partire dalla relazione cacciatore-preda fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui la specie umana è il principale elemento di alterazione di equilibri naturali, come dimostrano gli attuali cambiamenti climatici.   Ascoltiamo l'intervista durante Ossigeno Liquido di Giorgio Vierda e Albergo Ierardi, fondatori de La Ribalta Teatro   Tutte le conferenze e gli spettacoli teatrali si svolgono presso il Museo di Storia Naturale, ad eccezione di Stile liquido che si svolge presso La Città del Teatro, a Cascina (Pisa).   Le conferenze sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.   Gli spettacoli sono a ingresso gratuito su prenotazione fino a esaurimento posti.   Ingresso libero fino ad esaurimento posti, prenotazione obbligatoria al sito www.msn.unipi.it   La Ribalta Teatro (www.laribaltateatro.it), compagnia teatrale sostenuta da Teatrino dei Fondi, Officine Papage e Straligut Teatro e ospite di rassegne nazionali ed europee, tra cui Piemonte dal Vivo, Fondazione Toscana Spettacolo e ESFN (European Shakespeare Festival Network), concentra dal 2018 la propria ricerca artistica sulla creazione di una trilogia di spettacoli a tema ambientale “La magia di scomparire”, scritta, diretta e interpretata da M. Galli, A. Ierardi, L. Oldani e G. Vierda e recentemente pubblicata dalla casa editrice Titivillus, vincendo e partecipando ad Earthink Festival (Torino, 2018), Italia dei Visionari-Festival le Città Visibili (Rimini, 2020) e PlayWithFood (Torino, 2021).         Programma   Dopo la conferenza di mercoledì 27 maggio dal titolo “La plastica e noi. Lo studio dei marine litter tra consapevolezza e prospettive future” di Simona Bronco e Marina Locritani, arriva      Venerdì 29 maggio 2026 (ore 18.30)   Il Settimo Continente de La Ribalta Teatro   di e con Alberto Ierardi, Luca Oldani e Giorgio Vierda, luci e tecnica Alice Mollica, costumi Chiara Fontanella, con il sostegno del Teatrino dei Fondi   L’oceano ha il mal di pancia!Se n’è accorto da trent’anni Charles Moore, marinaio, esploratore, ambientalista e scrittore che, in veste di Cristoforo Colombo dei giorni nostri, denuncia (senza troppo successo) la scoperta, o meglio l’emersione, o più correttamente l’agglomerazione coatta, della più grande opera artificiale mai costruita, la più grande improvvisazione ingegneristica mai concepita. E si sa, dalle improvvisazioni nascono grandi cose: al momento è grande tre volte la Francia ed è chiaramente visibile dallo spazio (altro che grande muraglia). È il Pacific Trash Vortex: per alcuni “la grande zuppa di plastica”, per i più fantasiosi ”l’Isola di Plastica”.Spettacolo con audiodescrizione. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, prenotazione obbligatoria a QUESTO LINK.     Il programma proseguirà poi con i seguenti appuntamenti      Mercoledì 9 settembre 2026, ore 16.30conferenza “Mangiare costa a noi e al pianeta. Farlo bene è una questione di pelo nell’uovo” di Andrea Serra   Venerdì 11 settembre 2026, ore 18.30Il pelo nell’uovo de La Ribalta Teatro   di Alberto Ierardi, Luca Oldani e Giorgio Vierda, con Alberto Ierardi e Giorgio Vierda, luci e tecnica Alice Mollica, costumi Chiara Fontanella, con il sostegno di Officine Papage e Teatrino dei Fondi   Stando a ciò che scriveva Feuerbach nel 1862, l’uomo è ciò che mangia. Un recente studio sostiene che la più rilevante traccia dell’Antropocene sia rappresentata dalle ossa dei polli che stiamo allevando. Dietro questi numeri così significativi e sproporzionati rispetto al pur crescente aumento degli umani, c’è un altro numero meno noto: la quantità di gas serra prodotta dall’allevamento intensivo. Secondo molti studi, infatti, questo è direttamente responsabile del 15% delle emissioni di gas serra, ovvero più dei trasporti, delle industrie metallurgica e siderurgica e molto più delle ottomila discussissime e obsolete centrali a carbone. Bisognerà pur mangiare, diranno i praticoni… Sì, bisognerà pur mangiare, ma come? Spettacolo con audiodescrizione.     Mercoledì 14 ottobre 2026, ore 16.30conferenza “Tra natura e cultura: una prospettiva antropologica” di Fabio Dei     Venerdì 16 ottobre 2026, ore 18.30spettacolo teatrale Il peso della farfalla a cura di Daniel Santantonio e Filippo Signorini   Una battaglia continua tra uomo e natura, una lotta fatta di ambizione. Il libro narra la storia di un magnifico camoscio, signore delle montagne, e di un cacciatore che desidera concludere la sua carriera catturandolo. Entrambi giunti alla fine delle loro vite, con i momenti più vigorosi ormai alle spalle, condividono una reciproca ammirazione e una storia leggendaria. Nel corso della narrazione, i due protagonisti troveranno la loro fine in un confronto eroico, realizzando così i loro sogni. De Luca racconta il controverso rapporto uomo-natura e il grande tema della solitudine in una guerra non fatta di armi, ma di ambizione. Lettura scenica con musica dal vivo. Tratta dall’omonimo libro di Erri De Luca.     Mercoledì 4 Novembre 2026, ore 16.30conferenza “Il futuro è liquido: scienza e sostenibilità delle risorse idriche” di Viviana Re   Venerdì 6 Novembre 2026, ore 21.00Stile liquido de La Ribalta Teatro   di e con Margherita Galli, Alberto Ierardi, Luca Oldani e Giorgio Vierda, luci e tecnica Alice Mollica, scenografia Cecilia Sacchi, con il sostegno di Officine Papage, Teatrino dei Fondi e Straligut   E se ci ritrovassimo senza acqua? La scena si apre con quattro persone che si svegliano una mattina senza l’acqua corrente in casa. Cominciano ad indagare sul motivo di questo disservizio, dal contatore alle bollette: è l’idraulico che infine chiarisce che c’è un razionamento perché l’acqua è finita. “È finita in che senso?”.La sveglia suona di nuovo e gli attori ripetono la stessa scena una serie di volte, ponendo in conclusione una domanda sempre diversa. Ogni ripetizione affronta una diversa tematica legata alla questione dell’acqua, concreta o astratta: l’agricoltura, la politica, l’astrologia, fino ad arrivare al Titanic, come se tutto fosse collegato. Partendo dal quotidiano si arriva all’assurdo, dall’assenza d’acqua si finisce con l’allagamento e la distruzione della casa. Spettacolo con audiodescrizione e sovratitolatura.
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Arriva la Camminata dei Poeti degli Animali Celesti
Arriva la Camminata dei Poeti degli Animali Celesti
Arriva la Camminata dei Poeti degli Animali Celesti     Domenica 31 maggio dalle ore 15.30 alle ore 21 circa un'occasione da non perdere, una marcia pacifica di protesta, un atto poetico contro l’oscuramento della poesia dalla vita di tutte e tutti noi. Partenza dal Centro Espositivo Museale SMS e arrivo a Coltano al tramonto.     La Camminata dei Poeti di Animali Celesti, Teatro d'arte civile, ci permetterà di condividere suoni, gesti e parole di gratitudine alle bellezze della vita e al desiderio di un risveglio dell’etica e delle arti: possibilità profonde che ci invitano a partecipare per ottimi motivi.   L'iniziativa caratterizza il ritorno di Animali Celesti compagnia a Coltano dopo gli eventi promossi negli ultimi mesi al Centro Espositivo Museale SMS, infatti la proposta è ideata da ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile assieme ad altri gruppi di artisti, scrittori, musicisti e poeti, che vi invitano ad unirsi a loro    TAPPE ore 15.30 RADUNO presso il Centro Espositivo SMS sul viale delle Piagge a Pisa) ore 16.00 PARTENZA dal Centro SMS sul viale delle Piagge a Pisa  ore 17.00 circa PUTIGNANO in piazza XXV Aprile davanti al Circolo Arci ore 18.00 circa all’AREA FATTORIA di via le Rene  ore 19.00 circa AIA EX COOPERATIVA LE RENE ore 20.00 circa ARRIVO alla Villa Medicea di Coltano, dove un microfono aperto darà voce a chi vorrà condividere composizioni poetiche, canti o brevi brani     Si raccomandano scarpe adatte al cammino e abiti utili anche a proteggersi dal sole. Ad eccezione della bandiera della pace e di scritte poetiche non sono ammessi altri simboli se non realizzati dai promotori. Si ringrazia Unicoop Firenze sezione soci di Pisa per la fornitura gratuita di frutta e acqua lungo il percorso. Ogni partecipante è invitato ad auto organizzare il proprio rientro al termine della manifestazione, tenendo conto che alle ore 21.30 partirà da Coltano la corsa di un autobus messo a disposizione da Autolinee Toscane. È possibile organizzarsi per parcheggiare in anticipo la propria auto presso le scuole di Putignano o alla Villa Medicea di Coltano    È possibile indossare o portare con sé una maglietta, un cappello o altri capi che potrebbero essere dipinti dalla compagnia durante la camminata. Ascoltiamo l'intervista di Nicola Fania di Animali Celesti realizzata durante Ossigeno Liquido Info e prenotazioni  info@animalicelestiteatro.com   Il progetto è sostenuto dal Ministero alla Cultura, Regione Toscana, Comune di Pisa, Fondazione Pisa. Pro Loco Coltano. Si ringraziano della collaborazione i musicisti di Modern Art Collective, il Kantiere condotto da Valentina Grigò e Pamela Larese, Cavalieri Consapevoli/Il Nuovo Fontanile, Unicoop Firenze sezione soci Pisa, Autolinee Toscane,  Croce Rossa Italiana e tutti coloro che voleranno insieme a noi.
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Fabrizio Arcuri racconta l
Fabrizio Arcuri racconta l'Estate Teatrale Veronese, all'insegna di (H)Eart of Glass
Fabrizio Arcuri racconta l'Estate Teatrale Veronese, all'insegna di (H)Eart of Glass     In arrivo dal 25 giugno per tre mesi la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, che rappresenta un nuovo corso artistico per il festival più longevo d’Italia.    Sotto la direzione di Fabrizio Arcuri, l’Estate Teatrale Veronese inaugura infatti una traiettoria che amplia il respiro internazionale della manifestazione senza rinunciare alla propria storia, ma anzi riattivandola criticamente attraverso i linguaggi della contemporaneità.   (H)Earth of Glass — titolo scelto per questa edizione — attraversa l’intera programmazione come una figura concettuale e poetica insieme: la terra come spazio fragile, esposto, attraversato da conflitti e possibilità, materia viva da interrogare artisticamente e politicamente. Ne emerge un festival stratificato, capace di tenere insieme maestria e sperimentazione, pensiero e visione, grandi nomi della scena europea e nuove generazioni.   Dal Festival Shakespeariano alle Grand Soirées, dalla danza internazionale ai progetti urbani e musicali, il cartellone costruisce un ecosistema culturale diffuso che restituisce a Verona la forma di una città attraversata dal teatro.   Tra le artiste e gli artisti presenti: Declan Donnellan, Stefano Massini, Toni Servillo, Nicola Piovani, Massimo Cacciari, Filippo Timi, Lella Costa, insieme a realtà internazionali come Peeping Tom, Yoann Bourgeois Art Company e Momix, tra i musicisti Coez, Joan Thiele, Daniele Silvestri…e molti altri, e molto altro, ancora.   In attesa del suo inizio, e di poter immergerci in quei luoghi, ascoltiamo da Ossigeno Liquido il racconto di Fabrizio Arcuri, direttore artistico dello spettacolo del Comune di Verona, e quindi anche dell’Estate Teatrale Veronese.   Info e contatti https://www.spettacoloverona.it
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Nicolò Sordo racconta Hijos de Buddha
Nicolò Sordo racconta Hijos de Buddha
Ossigeno Liquido: Nicolò Sordo racconta Hijos de Buddha, in arrivo al Teatro Nuovo di Pisa   Penultimo appuntamento di stagione al Teatro Nuovo di Pisa: sabato 23 maggio 2026, ore 21:00, arriva in scena Hijos de Buddha, di Nicolò Sordo; una storia che attraversa solitudini, migrazioni, desiderio d’amore e marginalità, muovendosi sul fragile confine tra tragedia e visione surreale.   Hijos de Buddha, ispirata a una storia vera, mette al centro la figura di Maria Sanchez Misericordia, donna complessa e profondamente contraddittoria: badante, buddista, cleptomane e quasi alcolizzata, una protagonista imperfetta che lotta disperatamente contro la propria infelicità cercando amore ovunque sia possibile trovarlo. Spagnola emigrata a Roma per motivi che persino lei sembra aver dimenticato, Maria vive sospesa tra disillusione e sopravvivenza. Nel suo percorso si intreccia la vicenda di GiraGira, giovane donna arrivata dall’Africa con un figlio, la cui bellezza viene sfruttata da Maria nella promessa – forse impossibile – di un permesso di soggiorno. Un legame ambiguo, segnato da dipendenza e sopraffazione, che evolve fino al momento in cui GiraGira riuscirà a liberarsi del proprio debito, cambiare nome e reclamare una nuova identità. Ma Hijos de Buddha è anche il racconto di fantasmi interiori e ritorni inattesi: un figlio lontano che odia sua madre e torna a confrontarsi con lei, un marito scomparso che riappare – addirittura da morto –, interrogatori surreali e dialoghi con Buddha stesso, che inaspettatamente risponde. Il risultato è una drammaturgia che alterna realismo sociale e dimensione visionaria, affrontando con ironia amara e profondità emotiva il bisogno umano di essere amati. Lo spettacolo porta la firma registica di Alessandro Rossetto e vede in scena Marina Romondia, Fatou Malsert, Alejandro Bruni e Giorgio Squilloni, con la partecipazione speciale di Roberto Latini. Promosso da RARA con il sostegno di Casa Fellini, Hijos de Buddha è stato presentato in anteprima al Campania Teatro Festival nel 2025, confermandosi come una delle proposte teatrali più intense e spiazzanti della nuova drammaturgia contemporanea.   Ascoltiamo l’intervista a Nicolò Sordo durante la trasmissione Ossigeno Liquido   Hijos de Buddha di Nicolò Sordoregia Alessandro Rossettocon Marina Romondia e Fatou Malsert, Alejandro Bruni, Giorgio Squilloni con la partecipazione di Roberto Latini Promosso da RARA con il sostegno di Casa Fellini – Gambettola Anteprima: Campania Teatro Festival 2025   sabato 23 maggio 2026 | ore 21:00 | Teatro Nuovo di Pisa   Per info:teatronuovopisa@gmail.com+39 392 3233535www.teatronuovopisa.it
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Angel Moya Garcia racconta Danse Macabre
Angel Moya Garcia racconta Danse Macabre
Alla Tenuta Dello Scompiglio la Danse Macabre di Hans Op de Beeck     Fino al 25 ottobre ci sarà la possibilità di visitare la mostra personale di Hans Op de Beeck, a cura di Angel Moya Garcia: Danse Macabre, dall'11 aprile alla Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca). Il racconto del curatore Angel Moya Garcia     L’artista belga Hans Op de Beeck, noto per le sue installazioni monumentali, immersive e sensoriali, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione.    La prima parte, dal titolo Danse Macabre, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale.  Un paesaggio sonoro, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B), risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione Vanishing Point, che completa la mostra.     Visitando Danse Macabre, ci sarà la possibilità di immergersi anche nelle altre mostre e installazioni presenti alla Tenuta Dello Scompiglio:   - Un couteau dans le dos du théâtre, installazione di Olivier Boréel e Perrine Mornay (25 aprile - 28 giugno 2026). Un sistema espositivo in cui i testi proiettati offrono ai visitatori una lettura cadenzata di statement o “proposte” di azioni performative. La maggior parte di questi statement è circondata dagli oggetti che ne rendono possibile la realizzazione, lasciando liberi i lettori di passare all'azione. Altri testi sono enunciati tratti da performance storiche o citazioni, che completano l'esperienza del visitatore;    - Opere permanenti A partire dalle ore 15.00 e finché la luce naturale lo permette, è possibile visitare Camera #3, installazione di Cecilia Bertoni e Claire Guerrier con Carl G. Beukman e Arie per lo Scompiglio di Alfredo Pirri.      Ascoltiamo l'intervista ad Angel Moya Garcia, curatore di Danse Macabre, e Co-Direttore per le Arti Visive della Tenuta Dello Scompiglio con Cecilia Bertoni   ____________________________________________     Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto dalla regista e artista Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l’elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All'interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all'Azienda Agricola e alla Cucina Dello Scompiglio, opera l'omonima Associazione Culturale. L'Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone itinerari performatici all’aperto, visite guidate, lezioni Metodo Feldenkrais®; gestisce lo Spazio Performatico ed Espositivo (SPE). Una particolare attenzione è dedicata infine alle attività culturali per bambini e ragazzi, con rassegne teatrali, laboratori e campi estivi.      Info e biglietti   Biglietti  - Danse Macabre ingresso mostra: 10,00 euro  - incluso nel biglietto anche l’ingresso all’installazione Un couteau dans le dos du théâtre e alle opere permanenti.   www.delloscompiglio.org
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In viaggio nel Festival della Robotica 2026
In viaggio nel Festival della Robotica 2026
In viaggio nel Festival della Robotica 2026 Una nuova prospettiva che mette al centro disabilità, età evolutiva e tecnologie. Nel 2026 il Festival della Robotica, da quest’anno dedicato alla memoria del suo ideatore Franco Mosca, cambia prospettiva, con un’evoluzione importante accendendo un riflettore sul ruolo che la robotica e l’intelligenza artificiale possono svolgere per ragazzi con disabilità. Per tre giorni (15-16-17 maggio, Centro di Preparazione Olimpica, Coni Tirrenia, Pisa), il Festival si trasforma in uno spazio di incontro, sperimentazione e riflessione in cui le tecnologie emergenti diventano strumenti di inclusione, supporto e gioco per bambini e ragazzi con differenti abilità motorie, cognitive e sensoriali. Il Festival 2026 non è solo una vetrina di tecnologie avanzate, ma un’esperienza partecipata che valorizza le capacità di ciascun individuo, promuove la collaborazione tra ricerca scientifica, associazioni e imprese e racconterà un nuovo modo di intendere l’innovazione tecnologica: più umana, più condivisa, sperabilmente, più accessibile. “Si assisterà ad attività prevalentemente ludiche svolte da bambini e ragazzi con e senza disabilità, in un contesto di gioco, collaborazione e sana competizione. Le associazioni delle famiglie saranno coinvolte come co-organizzatrici e parteciperanno alla progettazione dei giochi e delle esperienze interattive", afferma il Prof. Mauro Ferrari, Presidente della Fondazione Tech Care e Direttore scientifico del Festival della Robotica. Ascoltiamo il suo racconto durante la trasmissione Ossigeno Liquido. Info e contatti: https://roboticafestival.it    
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Andrea Gottfried racconta l
Andrea Gottfried racconta l'Elisir d'Amore
Ossigeno Liquido: Andrea Gottfried racconta l'Elisir d'Amore al Teatro Nuovo di Pisa In arrivo domenica 10 maggio alle ore 18.30 il secondo appuntamento con la Compagnia FuoriOpera: dopo La Traviata, il martirio di un fiore, tornano in scena con L'Elisir d'Amore, Dulcamara Show, dalla celebre opera di Donizetti C’è chi sogna l’amore, chi la ricchezza, chi una scorciatoia verso la felicità. E poi c’è chi questi sogni li mette in bottiglia, li infiocchetta con due parole convincenti e li vende al primo disperato.«Udite, udite, o rustici: attenti non fiatate!»: così irrompe sulla scena il dottor Dulcamara, e la truffa comincia. 
In questo allestimento de L’elisir d’amore della Compagnia FuoriOpera, che ci aspetta il 10 maggio dalle 18.30 al Teatro Nuovo di Pisa, il sorriso si fa tagliente e dietro la maschera della commedia emerge il volto feroce di una società che vende illusioni e premia i furbi. Dulcamara non è un buffone da operetta: è il vero protagonista di questo mondo. È un predatore travestito da benefattore, un uomo di spettacolo che si muove tra spot, televendite e slogan da discount dell’anima. Un personaggio fin troppo familiare. 
Questa storia non si svolge in un bucolico villaggio agreste, bensì in una realtà proletaria: Nemorino è un semplice operaio, innamorato della ricca Adina, figlia del suo datore di lavoro. Quando la tv gli propone un "elisir” capace di cambiare la sua vita, lui ci crede, come milioni di altri prima e dopo di lui. 
L’elisir? Solo una truffa. Ma, con la confezione giusta, vende benissimo. Il gioco è truccato, ma funziona: in fondo, chi non ha mai desiderato una scorciatoia?
L’amore, il desiderio, la disperazione diventano merci. E Dulcamara, con la figlia Giannetta al seguito, incarna una filosofia di vita pragmatica e spietata: «i coglioni vanno inculati». Un motto che echeggia ancora, tra imprenditori televisivi, politici rampanti e santoni in streaming. Dulcamara è tutti loro — e noi, forse, siamo tutti un po’ Nemorino. Il finale è lieto, certo, ma è un caso: Nemorino conquista Adina più per sbaglio che per merito, ubriaco e inconsapevole, mentre il vero vincitore — come sempre — se ne va con la cassa piena e il sorriso sulle labbra. Un sorriso che neppure Belcore, per l’occasione finanziere, saprà cancellare. 
«Viva il dottor Dulcamara! gridano tutti, alla fine. Viene da chiedersi: ridono di cuore, o solo per non ammettere d’essere stati fregati? Ascoltiamo l'intervista ad Andrea Gottfried, alla direzione musicale della Compagnia FuoriOpera, durante la trasmissione Ossigeno Liquido. L’ELISIR D’AMORE
 Dulcamara Show Musiche di Gaetano Donizetti
 Regia e scene Massimo Marani 
Direzione musicale Andrea Gottfried
 Pianoforte Svetlana Huseynova
 Costumi Sartoria Teatrale Bianchi Milano PersonaggiDulcamara, Nemorino, Adina, Belcore, Giannetta Cast Compagnia FuoriOpera L’elisir d’amore – Dulcamara Show | 10.05.2026 | 18.30 | Teatro Nuovo di PisaBiglietto intero 15€ | ridotto studenti 10€disponibili presso la biglietteria da un'ora prima degli spettacoli oppure online su Ciaotickets.com Info e contattiwww.teatronuovopisa.it  
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Lorenzo Garzella racconta Il colore delle donne e lo Spazio Mumu
Lorenzo Garzella racconta Il colore delle donne e lo Spazio Mumu
Allo Spazio Mumu in arrivo Il colore delle donne – verso Sud fra suoni e immagini   Oggi 8 maggio, dalle 19.30 allo Spazio Mumu di San Giuliano Terme (Pisa) la rassegna “Cortocircuiti – Ecosistemi Creativi" un evento che celebra il "colore" delle donne in tutte le sue forme: estetica culturale ed emotiva. Il racconto di Lorenzo Garzella, documentarista, e fondatore dello Spazio Mumu.   Un incontro tra mondi lontani che si uniscono per raccontare storie universali di forza, dignità e bellezza quello che ci aspetta allo Spazio Mumu (Via Lenin, 155D, 56017 San Giuliano Terme (Pi) stasera a partire dalle 19.30 che fa parte di “Luce e colore”, un viaggio tra arte e scienza alla scoperta di luce e colore: dalla fisica della visione al modo in cui gli artisti interpretano e trasformano la realtà, creando profondità, movimento ed emozione attraverso l’uso consapevole della luce e dei colori. Giulia Lorenzetti è ricercatrice presso il CNR-ICCOM di Pisa, esperta in tecniche spettroscopiche applicate ai beni culturali. Il suo lavoro unisce scienza e arte per comprendere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale.    “Il colore delle donne” è un progetto fotografico che racconta la bellezza e la dignità femminile attraverso una serie di immagini realizzate dal fotoreporter Fabio Muzzi durante i suoi viaggi in Uganda, nell’ambito delle missioni umanitarie organizzate e promosse da Alessandro Pingitore.    Il titolo si ispira ai colori vivaci degli abiti e delle acconciature delle donne ugandesi. In un contesto segnato dalla povertà, queste donne esprimono eleganza, forza e femminilità, diventando simbolo di resilienza e bellezza.    Il progetto, ancora in fase di sviluppo, prevede una mostra composta da circa 20-30 fotografie. L’obiettivo è trasmettere un messaggio forte: la bellezza e la dignità umana possono emergere e prevalere anche nelle condizioni più difficili.    L’esposizione sarà accompagnata da una performance musicale e teatrale a cura di Maria Piscopo in collaborazione con Giulia Solano e VivaVoce, creando un dialogo tra fotografia e teatro.    Ascoltiamo l'intervista a Lorenzo Garzella, regista, documentarista, fondatore dello Spazio Mumu, che ci racconta l'evento, e ciò che contiene, e conterrà prossimamente, la Scatola Magica dello Spazio Mumu (www.spaziomumu.com)             Questo il programma dell'evento     Asso Giorgetti presenta  IL COLORE DELLE DONNE - verso Sud fra suoni e immagini   Ore 19:30 - Talk di Giulia Lorenzetti “Luce e colore fra arte e scienza” Ore 20:00 - Mostra fotografica di Fabio Muzzi, reportage dai suoi viaggi in Uganda. Presentazione e racconti dell’autore con Alessandro Pingitore. Ore 20:30 - Apericena Ore 21:30 - Monologhi, letture e musiche tradizionali dal Sud Italia. Percussioni e voce: Maria Piscopo. Reading: Giulia Solano e VivaVoce. Ore 23:00 - Dj set con O-RATIO BPM &LULUK DJ "LA VOCE DELLE DONNE": si balla, si sogna, e si apre il cuore!       Info e prenotazioni Data Inizio: venerdì 8 Maggio 2026 Orario evento: 19:30 | 23:30   www.spaziomumu.com     Tessera Mumu/Entes 2026: 5 €  Ingresso con apericena + bevuta gratis serale: 20 €  Ingresso dalle 21 + bevuta  gratis: 10 €  Promo soci VivaVoce seconda bevuta inclusa  APERICENA SOLO SU PRENOTAZIONE Al 3716520416 O ACQUISTO ONLINE(prima di acquistare è necessario accettare tutti i cookies).  Ingresso riservato con tessera MUMU/ENTES
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Scoprendo Anim
Scoprendo Anim'Attori di Giallo Mare Minimal Teatro
ANIM’ATTORI PER LE NUOVE GENERAZIONICORSO DI ALTA FORMAZIONE DI TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI Un percorso formativo intensivo dedicato a giovani artiste e artisti che desiderano trasformare la propria creatività in una professione, sviluppando competenze artistiche, progettuali e autoriali nel campo dello spettacolo dal vivo.Il corso Anim’attori per le nuove generazioni nasce con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti nella costruzione di un progetto artistico originale: dall’idea creativa alla realizzazione scenica, fino alla presentazione pubblica del proprio lavoro.Un’esperienza concreta di crescita, confronto e sperimentazione, pensata per chi vuole lavorare con il teatro rivolto a bambini, ragazzi e famiglie, in contesti culturali, educativi e sociali.Il progetto è realizzato da Giallo Mare Minimal Teatro in partenariato con Elsinor, ed è finanziato nell’ambito del Programma Regionale FSE+ Toscana 2021–2027. A CHI È RIVOLTO giovani artiste e artisti tra i 18 e i 35 anni residenti o domiciliati in Toscana disoccupati, inoccupati o inattivi con formazione o esperienza nell’ambito delle arti sceniche(teatro, danza, circo, performing arts) Il percorso è particolarmente indicato per chi desidera lavorare nel teatro per le nuove generazioni, sviluppando competenze creative, pedagogiche e performative. COSA OFFRE IL CORSO partecipazione completamente gratuita 324 ore di formazione in residenza alloggio gratuito durante il periodo formativo borsa di residenza di 25 euro al giorno per ogni giornata di frequenza presentazione finale del progetto artistico in teatro connessione diretta con il sistema professionale dello spettacolo dal vivo La frequenza è obbligatoria e rappresenta un vero percorso di immersione artistica e professionale. IL PERCORSO FORMATIVO Il corso si svolgerà dal: 1 settembre al 18 novembre 2026 ed è articolato in cinque moduli principali: Teatro per la prima infanzia Narrazione e drammaturgia Laboratorio teatrale per la scuola Teatro delle ombre e dei pupazzi Tecnologie e multimedialità applicate alla scena Un programma completo che unisce tradizione teatrale e linguaggi contemporanei, con un forte orientamento alla creazione artistica. COME PARTECIPARE compilare la domanda di partecipazione allegare curriculum vitae allegare lettera motivazionale allegare copia di un documento di identità La candidatura dovrà essere inviata via email entro: mercoledì 15 luglio 2026 – ore 12.00 Per parteciopare vai a https://www.giallomare.it/anim_attore/ Ascoltiamo l'intervista a Valentina Taddei di Giallo Mare Minimal Teatro realizzata durante Ossigeno Liquido che ci racconta ANIM'ATTORI    
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Ambra Senatore racconta D
Ambra Senatore racconta D'altro canto 
Ossigeno Liquido: Ambra Senatore racconta D’altro canto alla Tenuta Dello Scompiglio Sabato 9 maggio, alle ore 19.30, la Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca) ospita l’anteprima della performance D’altro canto, il nuovo lavoro firmato da Ambra Senatore, che domenica 10 terrà anche un workshop (dalle 10 alle 13).  Con una presenza intensa, e una fine costruzione drammaturgica, sostenuta dalla musica originale di Jonathan Kingsley Seilman, Ambra Senatore porta in scena in anteprima D’altro canto, un solo in cui è attraversata dalle vite di figure differenti, accumunate da forme di resistenza in contesti di negazione della libertà. Il dialogo in tempo reale tra Senatore e la musicista Solène Le Thiec, in regia, disegna un crocevia di esistenze diverse, ma che conservano tratti comuni. Di queste esistenze la performer porta traccia nel movimento e nella voce, dando corpo a temi complessi con intensità, ma anche con momenti ludici e ironici. “Questo lavoro, presentato in anteprima, - precisa Senatore - nasce da domande sulla condizione umana, sui legami con persone e luoghi, sulle radici, sullo sradicamento. Nel corso del processo di creazione, influenzato dal contesto sociopolitico e condiviso con donne e uomini che sono venuti in sala per osservare, discutere, partecipare, il lavoro si è trovato nutrito da vicende e storie plurime.” Domenica 10 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, il Workshop di Ambra Senatore: un'esperienza di scoperta condivisa in cui una prima fase di improvvisazione lascia spazio alla possibilità di farsi sorprendere da ciò che emerge nell'incontro con lo spazio e con gli altri, senza cercare le buone idee o le forme « giuste ». Il workshop è aperto a tutti, non è richiesta una particolare esperienza di danza, ma la volontà di partecipare e lasciarsi andare. Info e contatti www.delloscompiglio.org Ascoltiamo l’intervista ad Ambra Senatore durante la trasmissione Ossigeno Liquido. All’interno in ascolto estratti da: Fabrizio De André, Khorakhanè (Live); Tomaga, Il colore della memoria; Rita Iannotta, Marranzano. D'altro canto –  ANTEPRIMA  progetto, coreografia, interpretazione  Ambra Senatore | musica originale Jonathan Kingsley Seilmanmanipolazione sonora in tempo reale  Solène Le Thiec in dialogo con Ambra Senatore | citazioni di Shokoofeh Azar, Parwana Fayyaz, Homeira Qaderi, Nadal El Saadawi, Benedetta Tobagi, Teresa Vergalli | luci Fausto Bonvini | sguardo esterno Agustina Sario | ringraziamenti Caterina Basso, Claudia Catarzi, Andrea Roncaglione. | produzione Centre Chorégraphique National de Nantes | coproduzione Théâtre de Suresnes Jean Vilar ; L 'Espace Michel Simon - Noisy-le-Grand ; Théâtre du Fil de l’eau - Ville de Pantin   foto di Bastien Capela   Ambra Senatore Si è formata, tra gli altri, con e R. Castello, R. Giordano e G.Rossi, con i quali ha collaborato come performer. Tra il 2004 e il 2009 ha creato e interpretato assoli. In seguito, attraverso lavori di gruppo, ha sviluppato un’approccio che fonde danza e teatro, giocando su limiti tra realtà e finzione; crea composizioni enigmatiche, con una relazione diretta con il pubblico, portatrici di una profonda umanità. Crea per il palcoscenico e per spazi diversi. Alla guida del Centro Coreografico Nazionale di Nantes (CCNN) dal 2016 al 2025,  Ambra Senatore concepisce la danza come un mezzo di condivisione, scoperta reciproca e connessione sociale.
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Antonio Morabito racconta Indietro così!
Antonio Morabito racconta Indietro così!
Arriva al Cinema Caffè Lanteri di Pisa Indietro così!   Martedì 28 aprile, ore 21:30, occasione da non perdere: proiezione di Indietro così! lo straordinario documentario di Antonio Morabito, reduce dal successo alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia. Presente l’autore in sala.     Indietro così! di Antonio Morabito ci porta nel mondo di Stefano, operatore sociale che fa teatro integrato con disabili psichiatrici. Quando il peso del mondo sembra troppo grande per andare avanti, Stefano ha una ricetta geniale: “E allora come si fa, ci si ferma? No. Basta andare indietro così!”     Sarà un viaggio fuori dagli schemi, profondo ma capace di far sorridere, che ribalta ogni prospettiva sulla disabilità e sull'arte.   A introdurre la proiezione, e dopo di essa per raccogliere le riflessioni che nasceranno, in sala proprio il regista Antonio Morabito, che dialogherà con Giacomo d'Alelio (giornalista di cronaca culturale che collabora tra l'altro con Punto Radio).   Ascoltiamo intanto la conversazione con Antonio Morabito andata in onda a Ossigeno Liquido         INDIETRO COSÌ   un film di Antonio Morabito   con Stefano Romani   con gli operatori e gli utenti del Centro diurno “La bottega delle idee” – ASL RM2 Progetto laboratori per persone con disabilità – Municipio RM2   con l’amichevole collaborazione di Nanni Moretti   Prodotto    da Tony Campanozzi per Vertigo Film   in collaborazione con   Cooperativa Sociale Oltre  
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Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie
Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie
Ossigeno Liquido_Serena Bortone racconta Le Dirimpettaie, in arrivo a Cascina   Durante la trasmissione Ossigeno Liquido, in attesa di poterla incontrare ed ascoltare di persona a Cascina il 18 aprile, Serena Bortone racconta il suo secondo romanzo, e si racconta.      Un appuntamento con la narrativa contemporanea e con una delle voci più riconoscibili del giornalismo italiano. Sabato 18 aprile, alle ore 21, la Biblioteca Peppino Impastato ospita Serena Bortone per la presentazione del suo nuovo romanzo Le Dirimpettaie, Rizzoli editore. L’autrice dialogherà con la giornalista Francesca Franceschi.   L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Cascina – assessorato alla Cultura- si inserisce nel calendario delle attività culturali dedicate alla promozione della lettura e al confronto con autori protagonisti del panorama nazionale. Serena Bortone, volto noto della televisione e firma autorevole del giornalismo italiano, incontra il pubblico per raccontare Le Dirimpettaie, un romanzo che ruota attorno alla figura di tre donne, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche.   La serata sarà occasione di dialogo con l’autrice e di confronto diretto con il pubblico. Ingresso è libero, fino a esaurimento posti.   Ascoltiamo il racconto di Serena Bortone durante la trasmissione Ossigeno Liquido.     Le Dirimpettaie di Serena Bortone  (Rizzoli Editore)   Sinossi   C’è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all’improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. “Le dirimpettaie” è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita.
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Silvia Gallerano racconta L
Silvia Gallerano racconta L'assaggiatrice di Hitler
L’assaggiatrice di Hitler con Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani a La Città del Teatro di Cascina   Martedì 14 aprile alle 21.00, a La Città del Teatro di Cascina, va in scena L’assaggiatrice di Hitler, produzione di Teatro Popolare d’Arte tratta dal romanzo "Le assaggiatrici" di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello 2018 e del Prix Jean-Monnet 2019.   Diretto da Sandro Mabellini, con drammaturgia di Gianfranco Pedullà e della stessa Postorino, lo spettacolo vede in scena Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani, accompagnate dalla fisarmonica e voce di Marlene Fuochi.   Ambientata nell’inverno del 1943, la storia segue Rosa Sauer, giovane donna costretta a diventare una delle assaggiatrici di Hitler: ogni giorno, insieme ad altre donne, deve testare il cibo destinato al Führer, rischiando la vita per scongiurare un eventuale avvelenamento. Un incarico reale, ispirato alla testimonianza di Margot Wölk, che diventa metafora della condizione umana sotto un regime totalitario.   Lo spettacolo indaga una domanda universale e inquietante: fino a che punto è possibile restare innocenti quando la sopravvivenza impone compromessi? È possibile scivolare nella colpa senza averlo scelto?   Con una messinscena essenziale ed evocativa, due sole attrici danno vita a tutti i personaggi, costruendo un racconto che si sviluppa come un “film senza immagini”, affidato alla forza dei corpi, delle voci, della luce e del suono. La musica originale di Francesco Giorgi, eseguita anche dal vivo, accompagna gli spettatori in un’esperienza immersiva, chiamandoli a completare con l’immaginazione ciò che non è visibile.   L’assaggiatrice di Hitler è uno spettacolo che attraversa la memoria storica per interrogare il presente, mettendo al centro la fragilità e la complessità dell’essere umano.   Ascoltiamo il racconto di Silvia Gallerano durante la trasmissione Ossigeno Liquido
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Cristina Puccinelli racconta gli incontri speciali di Primavera del Lucca Film Festival
Cristina Puccinelli racconta gli incontri speciali di Primavera del Lucca Film Festival
ll Premio Oscar Fisher Stevens incontra scuole e pubblico grazie al Lucca Film Festival      Il 31 marzo in arrivo il primo degli Incontri speciali di primavera del Lucca Film Festival con l'attore, regista e produttore Premio Oscar statunitense Fisher Stevens. Ingresso gratuito al Cinema Centrale in un doppio evento per scuole e pubblico con il doc “The Cove – La baia dove muoiono i delfini”, Premio Oscar 2009   In attesa della sua prossima edizione, che si terrà dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, il Lucca Film Festival organizza una serie di incontri speciali con ospiti internazionali con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.     Primo appuntamento, martedi 31 marzo al Cinema Centrale di Lucca, con un doppio evento speciale - a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - la mattina alle ore 9:00 per le scuole e alle ore 21:00 per il pubblico.  Per le prenotazioni per le scuole: educazione@luccafilmfestival.it, mentre per le prenotazioni dell'evento serale: segreteria@luccafilmfestival.it   Ospite l'attore, regista e produttore statunitense Fisher Stevens, che presenterà agli studenti e al pubblico, in versione originale in inglese con sottotitoli in italiano “The Cove – La baia dove muoiono i delfini”, vincitore nel 2009 del Premio Oscar come Miglior Documentario, da lui prodotto e promosso in Italia da Legambiente, sospeso tra giornalismo investigativo e avventura ecologica.  Il film infatti segue l'ex addestratore di delfini e ora attivista ambientale Ric O'Barry nel suo tentativo di documentare la caccia ai delfini, che si svolge in un parco nazionale giapponese a Taiji, da settembre ad aprile. Gli studenti delle scuole potranno interagire con Fisher Stevens dopo la proiezione, mentre la sera la conversazione con il regista e attore avverrà prima.  Saranno affrontati nelle due conversazioni con l'autore – moderate dall'attrice, regista e condirettrice artistica del Lucca Film Festival, Cristina Puccinelli - argomenti legati al mondo cinematografico e a quello socio-ambientale e il pubblico avrà la possibilità d'interagire e porre domande su una vasta gamma di tematiche.   Con una prolifica carriera da attore, che va dai due cult di Corto Circuito a titoli di Wes Anderson quali Grand Budapest Hotel, The French Dispatch, e Asteroid City, Fisher ha recitato in film diretti da registi quali Garry Marshall, Barbet Schroeder, Tim Robbins, Stephen Frears, Norman Jewison, Bruno Barreto, Griffin Dunne, Walter Hill, i Fratelli Coen e Guy Ritchie, oltre al recentissimo Song Sung Blue - Una melodia d'amore, diretto da Craig Brewer.  Nel 2012 il debutto alla regia con il film di finzione Uomini di parola interpretato, tra gli altri, da Al Pacino e Christopher Walken.  Da sempre impegnato nel sociale, nel 2016 ha diretto il documentario Punto di non ritorno - Before the Flood in cui Leonardo DiCaprio discute con le più importanti personalità del pianeta – da Barack Obama a Papa Francesco - sul cambiamento climatico che sta colpendo la Terra.   Gli incontri con le scuole sono resi possibili grazie ai Fondi del Piano Nazionale Cinema per la Scuola MiC-MIM 2024_azione B2 per progetto “Shine! 7 Corti per Raccontare il Futuro”.   Ascoltiamo l’intervista a Cristina Puccinelli (attrice, regista, sceneggiatrice, condirettrice artistica del Lucca Film Festival) durante Ossigeno Liquido.   Per informazioni e prenotazioni: Per info e prenotazioni: segreteria@luccafilmfestival.itPer le scuole: educazione@luccafilmfestival.it
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Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz
Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz
Roberto Marangoni racconta i primi 25 anni di CantinaJazz CantinaJazz taglia il traguardo dei 25 anni di vita: l’evento celebrativo si terrà dom. 29 marzo alle 20:00 nella splendida cornice della Villa Monumentale di Corliano.      25 anni: un battito di ciglia rispetto alle secolari Cantine del territorio, ma un notevole risultato per un progetto artistico e musicale.  Il percorso eno-musicale costruito per l'occasione delle sue Nozze d'Argento è tra i più poderosi che CantinaJazz abbia allestito in tutta la sua storia: partecipano ben 6 Cantine della Provincia di Pisa, diverse delle quali erano già presenti alla prima assoluta di CantinaJazz nel 2001, a riprova del forte legame tra i produttori vinicoli e questo format multisensoriale. Parteciperanno (in ordine alfabetico): Fattoria Uccelliera, Fattoria Varramista, Podere la Chiesa, Tenuta di Ghizzano, Tenuta La Macchia, Usiglian del Vescovo.  Ciascuna presenta un vino ottenuto da uve diverse da quelle di tutti gli altri, e al quale viene abbinato un piatto concepito ed eseguito dalla celebre cucina dell’Osteria dell’Ussaro, concludendo poi, come da consolidata tradizione, sulle note esotiche del Caffè Trinci.    Nella tradizione di CantinaJazz, a ciascun vino vanno anche abbinati i brani musicali, che sono scelti, arrangiati ed eseguiti in modo da creare parallelismi tra le armonie gustative e le armonie musicali.  A garantire la riuscita degli abbinamenti, la presenza di Emiliano Loconsolo, fondatore di CantinaJazz con Roberto Marangoni, e da sempre suo direttore artistico, che mette al servizio la sua venticinquennale esperienza eno-musicale alla costruzione del repertorio ad hoc per questo evento.    Lo accompagneranno ben cinque musicisti, tutti di grande levatura nel jazz italiano: Andrea Garibaldi (piano), Nino "swing" Pellegrini (c.basso), Marco Simoncini (batteria), Moraldo Marcheschi (sax) e Alessio Bianchi (tromba).    Il servizio dei vini è affidato alle cure della delegazione AIS di Pisa, il cui delegato, Alessandro Balducci, condurrà la degustazione guidata. I dettagli del programma della serata (molto ampio), insieme alle istruzioni per prenotare, sono sul sito di CantinaJazz: www.cantinajazz.com/event/25esimo   Per informazioni è anche possibile chiamare/whatsapp 320 8787288.   L'evento è stato organizzato grazie al sostegno di (in ordine alfabetico): Banca di Pescia e Cascina, Banca Popolare di Lajatico, Banco Fiorentino, Fondazione Pisa.   Ascoltiamo l’intervista a Roberto Marangoni durante Ossigeno Liquido.
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Pensiamo Peccioli con Renzo Macelloni, e la musica ci aspetta a Peccioli
Pensiamo Peccioli con Renzo Macelloni, e la musica ci aspetta a Peccioli
Pensavo Peccioli, tre giorni per capire cosa sta succedendo, a noi e al mondo.   Prosegue fino a domenica 29 marzo il ciclo di incontri, di presentazioni delle più interessanti novità editoriali, di rassegne stampa ed eventi speciali a Peccioli. Sabato 28 tra gli ospiti Niccolò Ammaniti con il suo nuovo libro, Il Custode     Tre giorni per saperne di più, pensare di più, pensare meglio. Pensavo Peccioli è un annuale cauto approccio per capirlo, preoccupato ma non sfiduciato, e per guardare il mondo intero da una dimensione familiare e tangibile come quella di una piccola comunità, di un luogo concreto”. Luca Sofri     Tra gli autori e le autrici ospiti quest’anno ci saranno Anna Foa, Walter Veltroni, Stefania Auci, Michele Serra, Niccolò Ammaniti, Pietro Grasso, Chiara Gamberale, Francesca Archibugi, Marco Malvaldi, Michele Mari, Giancarlo De Cataldo, Claudio Cerasa, e con loro Francesco Costa, Luca Sofri, Luca Misculin, Stefano Nazzi, Matteo Caccia, Marino Sinibaldi del Post. E ancora Gaja Cenciarelli, Gigi Riva, Remo Salvadori, Eva Giovannini, Alessandra Tedesco, Riccardo Staglianò, Adriano Sofri, Antonella Soldaini, Silvia Bencivelli.     Le mattine del sabato e della domenica si apriranno con la tradizionale rassegna stampa del Post, I giornali, spiegati bene, con Francesco Costa, Luca Sofri e Luca Misculin.  La domenica Francesca Archibugi parlerà di cinema intorno al nuovo numero della rivista del Post Cose spiegate bene. Tutti gli incontri – che si svolgono nei diversi teatrali spazi del paese da nomi suggestivi quali Palazzo Senza Tempo e Galleria dei Giganti, sono a ingresso gratuito, per alcuni è richiesta la prenotazione.   E ancora, attività e laboratori per bambini, e la possibilità di vedere le stelle e andare al di là dei confini del cielo grazie all'Osservatorio Astronomico di Peccioli. Per una nuova edizione da non perdere.   Il festival inaugurerà anche la mostra di Alessandro Baronciani a Palazzo Senza Tempo, Produzione propria, che resterà aperta fino a ottobre, e quindi anche durante il successivo festival Le Canzoni, il 3 e 4 luglio, all'interno della programmazione delle 11 Lune, e che vedrà tra i nomi musicali di spicco Daniele Silvestri e i James.   Ascoltiamo la musica che ci aspetta a Peccioli, e il racconto di Renzo Macelloni, Sindaco di Peccioli, durante Ossigeno Liquido.       Contatti   Fondazione Peccioli per l’Arte Piazza del Popolo, 10 – 56037 Peccioli (PI) Telefono 0587 672158 – 936423 – Email info@pensavopeccioli.it www.pensavopeccioli.it
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Il Teatro Verdi fa 40! Il racconto di Renzo Boldrini
Il Teatro Verdi fa 40! Il racconto di Renzo Boldrini
Il Teatro Verdi di Santa Croce sull'Arno fa 40! Martedì 24 marzo  alle 21 una serata storica per il Teatro Comunale Verdi di Santa Croce Sull'Arno! Si festeggeranno i suoi primi 40! Si iniziano le danze dalle ore 21. In apertura (ore 21) di questa serata speciale per fare gli auguri al Teatro Verdi, verrà presentato un video-album di ricordi su alcuni dei momenti più significativi delle sue attività dal 1986 ad oggi, che si concluderà con un breve saluto al pubblico presente da parte dell'amministrazione comunale e della direzione del teatro.  Dopo il video un travolgente spettacolo comico musicale nell'ambito della rassegna PRIMO TEMPO MEGLIO TARDE CHE MAI con Franca Pampaloni e Nicanor Cancellieriregia Rita Pelusio Meglio tarde che mai è uno spassoso gioco clownesco con pochissime parole e sonorità inedite alternate ad arie classiche.  Esecuzioni impeccabili che fanno da sottofondo ad animazioni di figura, gags virtuose e surreali, trucchi di magia. Un concerto comico, insomma, capace di incantare e divertire un pubblico di ogni età.  Spettacolo vincitore del “Gran Premio dello Spirito 2015”. Spettacolo finalista al concorso F.N.A.S. Cantieri di Strada 2007 e vincitore del premio Lavori in Corso 2007 del Festival del Ticino.  Ascoltiamo il racconto di Renzo Boldrini, con Vania Pucci fondatore della storica e pluripremiata compagnia Giallo Mare Minimal Teatro, direttore artistico del Teatro Verdi di Santa Croce sull'Arno (Pisa).    IL TEATRO VERDI FA 40!!!  Inizio ore 21.00   Per informazioni 0571/81629-83758   info@giallomare.it  posto unico 10 euro, gradita la prenotazione   
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Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace
Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace
Giovanni Bogani racconta Facciamo la pace   Facciamo la pace è un memoir in tredici movimenti che intreccia memoria familiare, viaggi europei e incontri con figure centrali della cultura italiana e internazionale. Il libro inizia con la fine: l’ultimo giorno di mia madre. Da quel momento si apre un viaggio nella memoria che attraversa l’infanzia nella Firenze degli anni Settanta, le parole che lei usava, il suo modo di vivere a bassa voce, la sua fragilità e la sua forza nascosta. E i primi viaggi giovanili in un’Europa ancora divisa — Budapest, Amsterdam, Haarlem — attraversata con una chitarra sulle spalle e un senso di libertà fragile e assoluta. Il viaggio diventa una forma di conoscenza: l’Olanda ritrovata quarant’anni dopo, la Germania lungo il Reno, l’India di Varanasi, il Giappone evocato in “Arigatò”. I luoghi non sono semplici scenari, ma specchi che modificano lo sguardo. Accanto ai paesaggi emergono gli incontri: amici perduti o malati, figure politiche e familiari, e protagonisti della cultura e del cinema. Da Marcello Mastroianni a Gino Paoli, da Federico Fellini a Wim Wenders, fino a presenze come Umberto Eco, Margherita Hack, Franco Zeffirelli e altri. Non appaiono come icone pubbliche, ma come momenti di rivelazione privata, episodi talvolta ironici, talvolta malinconici. La storia personale si intreccia alla Storia: il 1944, il 1942, l’8 settembre, il diario di guerra, il rapporto con la politica (“Papà, che cosa votavi?”), le ideologie attraversate e abbandonate. Il libro affronta il conflitto generazionale, le parole dure, il rancore adolescenziale, fino alla consapevolezza che la memoria modifica il giudizio. Facciamo la pace è il tentativo di sciogliere un rancore adolescenziale e trasformarlo in consapevolezza: riconoscere di essere stati amati, in modo imperfetto e disordinato, ma autentico. E accettare di avere amato, forse, allo stesso modo.   Giovanni Bogani è giornalista, critico cinematografico di Quotidiano Nazionale. Collabora con siti specializzati quali MYmovies e The Hollywood Reporter. Ha collaborato per 12 anni con Cinematografo, Raiuno. Insegna alla Scuola di cinema Immagina di Firenze. Ha ricevuto i premi Domenico Meccoli – scrivere di cinema, Adelio Ferrero e Renzo Montagnani per la sua attività culturale. Ha ricevuto il premio alla carriera del Prato film festival. Ha pubblicato vari saggi sul cinema – il Castoro cinema su Peter Greenaway, saggi su Wenders, Calvino, Martone, Liliana Cavani, Guadagnino – e alcuni romanzi. Facciamo la pace segue il percorso iniziato con i tre volumi Ancora un attimo per favore, Altri attimi e Nelle tasche del tempo.   Ascoltiamo l'intervista a Giovanni Bogani durante la trasmissione Ossigeno Liquido.  
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Francesco Filidei si racconta
Francesco Filidei si racconta
Un fine settimana con occasioni da non perdere per conoscere Francesco Filidei, l’acclamato compositore pisano    In arrivo tra Pisa e Lucca Pisa rende omaggio al compositore Francesco Filidei, uno dei suoi artisti più acclamati e conosciuti nel mondo, con una rassegna organizzata dal Cineclub Arsenale e curata da Claudio Proietti. Domenica 22 allo Spazio Sammartino l’ultimo appuntamento. Intanto il 21 marzo  alla Tenuta Dello Scompiglio a Vorno (Lucca) Covid-19, tecniche di sopravvivenza     In attesa di poterle applaudire dal vivo su qualche palcoscenico italiano, le tre opere liriche che Filidei ha sin qui presentato in pubblico sono proposte in versione cinematografica dell’Arsenale di Pisa: Giordano Bruno, L'inondation e Il nome della rosa. Ciò sarà possibile per la prima volta grazie alla disponibilità delle riprese video degli splendidi primi allestimenti dei tre lavori.   Tre "assaggi" dell'arte di Filidei, spesso imprevedibile e spiazzante, sempre intrisa di storia, cultura, artigianato sapiente e continue invenzioni, che restituiscono in modo abbagliante la sua umanità e la volontà di raggiungere e coinvolgere quella di ogni ascoltatore, a cura di Claudio Proietti.   I primi due appuntamenti hanno visto la proiezione di Giordano Bruno e de L'inondation.    L’ultimo appuntamento sarà domenica 22 marzo: si partirà alle ore 11 con il compositore che incontrerà il pubblico e parlerà de Il nome della rosa e del complesso lavoro, con cui è riuscito a trasformare il fortunatissimo romanzo di Umberto Eco in un'opera lirica da rappresentare sul palco del Teatro alla Scala.   Alle ore 17 ci sarà invece la proiezione de Il nome della rosa.    Tutti gli spettacoli e gli incontri vedono lo Spazio Sammartino dell’Arsenale, in via San Martino, come loro scenario d’eccellenza.   Per avere un quadro ulteriore della poliedricità di Francesco Filidei da non perdere un altro evento che ci aspetta sabato 21 marzo dalle ore 19.30 alla Tenuta Dello Scompilgio (Vorno, Lucca):    Covid-19, tecniche di sopravvivenza Proesie, Libro I (2020, 60'), per voce sola   https://www.delloscompiglio.org/it/   Le Proesie sono un ciclo di trenta brani per voce sola composti da Francesco Filidei, su testi di Federico Maria Sardelli. I testi, piccoli gioielli caricaturali e ironici, esempi perfetti dello humor toscano, erano conosciuti dal compositore già dalla fine degli anni ’80, quando venivano pubblicati sul periodico satirico “Il Vernacoliere”, per essere successivamente raccolti in un libro dedicato in cui trovano spazio linguaggi e registri molto diversi tra loro.  Le messa in musica dei brani è avvenuta durante il periodo dell’epidemia Covid, a seguito di una commissione di Radio France, e si è ben presto trasformata in un vero e proprio esercizio di stile.   testi di Federico Maria SardelliJeanne Crousaud voceMarco Lenzi musicologo in scena     Ascoltiamo l’intervista a Francesco Filidei durante la trasmissione Ossigeno Liquido
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Nicole Trevisan racconta Malefica
Nicole Trevisan racconta Malefica
Nicole Trevisan racconta Malefica   Roma, pieno agosto. Aurora è senza lavoro, con il conto in rosso e una relazione che scricchiola. Poi arriva la notizia: Andrea, il suo migliore amico di quando viveva in provincia, è morto.   Torna allora per il funerale nel paesino del basso Veneto da cui è scappata anni prima. Due giorni al massimo, si dice. Invece non se ne va più. Bloccata in mezzo ai campi, immersa nella nebbia insieme fredda e accogliente, in una casa brutta costruita a forza di sacrifici dai genitori e con una madre che non l’ha mai capita, Aurora decide di diventare ciò che ha sempre disprezzato: un ingranaggio nella macchina del profitto.   Ma tornare a casa significa riaprire ferite mai chiuse, fare i conti con gli amici di un tempo e con le vecchie abitudini, e soprattutto con una rabbia antica e con tutte le bugie che si è raccontata per sopravvivere.   Malefica è un romanzo che morde, cattivo e tenero allo stesso tempo. È il ritratto feroce di una generazione sradicata e disadatta, raccontato da una voce letteraria cruda, inedita e indimenticabile.   L’AUTRICE – Nicole Trevisan, classe ’89, è della provincia di Padova. Laureata in ingegneria edile e architettura, lavora nel settore delle telecomunicazioni. Ha frequentato i corsi della Scuola del Libro (con Carola Susani e poi Vanni Santoni) e i Master di Itaca-colonia creativa.   Dal 2022 pubblica racconti, recensioni e articoli su varie riviste letterarie online e cartacee tra cui Nazione Indiana, Blam, Altri Animali, Spore, Topsy Kretts, malgrado le mosche e altre. Ha vinto il Premio Zeno nella sezione racconti lunghi con La ragazza nel 2023. Attualmente è editor e redattrice per il collettivo Spaghetti Writers e contributor per malgrado le mosche.   Ascoltiamo l’intervista a Nicole Trevisan realizzata durante la trasmissione Ossigeno Liquido.  
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Giorgio Giampà racconta Astronauta
Giorgio Giampà racconta Astronauta
Giorgio Giampà racconta Astronauta   Astronauta, il cortometraggio d’esordio alla regia di Giorgio Giampà, è in Competizione Internazionale al Clermont-Ferrand International Short Film Festival e in Competizione Internazionale al Santa Barbara International Film Festival (festival Oscar qualifying), dove il film farà la sua première statunitense, oltre che essere nella Shortlist dei Miglior Cortometraggio ai David di Donatello 71.   Il cortometraggio è stato presentato ad Alice nella Città e al Cambridge International Film Festival (Bafta qualifying), raccogliendo nei primi tre mesi di distribuzione la selezione in 20 festival, con première nazionali in decine di Paesi, tra cui: Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Norvegia, India, Bangladesh, Belgio e Guatemala.   Sul fronte dei riconoscimenti, Astronauta ha ricevuto la Menzione Speciale ad Alice nella Città, il premio per il Miglior Cortometraggio al Linea d’Ombra Festival, il premio per il Miglior Cortometraggio al Festival de Cine Ícaro de Guatemala e una Menzione Speciale al Capri Hollywood.   I premi in denaro ricevuti dal cortometraggio vengono interamente versati in un fondo destinato a sostenere il percorso di studi delle protagoniste minorenni del film.   Girato nella giungla del Guatemala e interpretato da attori non professionisti formati in un laboratorio condotto da Giorgio Giampà e Graciela Villanueva (collaboratrice di Cuarón, Reygadas, Huezo), la storia di Astronauta nasce da eventi biografici dei protagonisti per poi perdersi in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione.   Audely, 39 anni, è un taglialegna nella giungla guatemalteca. A casa sua, sua figlia Carol, 11 anni, sogna di entrare in quella stessa foresta. Quando lo scopre, Audely riflette, poi decide di andare sulla luna…   Un racconto poetico e sospeso, che esplora il rapporto tra padri e figli, tra sacrifici quotidiani e desiderio di futuro, tra durezza sociale e aspirazione alla gentilezza umana.   Il film è il prequel del lungometraggio di finzione in sviluppo Isabel Hernández, che ha vinto il fondo per lo sviluppo della Regione Campania Film Commission ed è stato selezionato all’EAVE Producers Workshop 2025.   Astronauta è una coproduzione internazionale tra Italia (Zoe Films), Guatemala (Cineconcepción, già produttore di Nuestras Madres, vincitore della Caméra d’Or a Cannes), Messico (Fiasco con Elena Fortes, produttrice di A Cop Movie, premiato alla Berlinale) e Francia (Salt for Sugar, vincitore del Torino Film Lab 2024).   Giorgio Giampà sta preparando anche un nuovo cortometraggio dal titolo El Capitán, che verrà girato in Guatemala, sempre con attori non professionisti, ancora una volta con la collaborazione della acting coach Graciela Villanueva. Ascoltiamo il racconto di Giorgio Giampà durante la trasmissione Ossigeno Liquido.
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Carmine Maringola racconta La Scortecata
Carmine Maringola racconta La Scortecata
Carmine Maringola racconta La Scortecata Il Teatro Nuovo di Pisa presenta lo spettacolo La Scortecata, testo e regia di Emma Dante, in programma sabato 7 marzo alle ore 21:00 e domenica 8 marzo alle ore 18:00. Ispirata liberamente al celebre Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, La Scortecata racconta una favola crudele e grottesca che, tra umorismo, miseria e desiderio di bellezza, esplora il contrasto tra la vecchiaia e l’illusione di eterna giovinezza. Due vecchie sorelle, sole, brutte e inseparabili, trascorrono il tempo in un vascio raccontandosi una fiaba popolata di inganni e metamorfosi. In scena, due attori – Carmine Maringola e Davide Mazzella – assumono ruoli femminili secondo la tradizione del teatro antico, dando vita a un mondo in cui il grottesco e il favolistico si intrecciano in una narrazione intensa e sorprendente. La messa in scena, ricca di ironia e suggestioni barocche, propone uno sguardo amaro e poetico sulla condizione umana, interrogandosi su quanto siamo disposti a sacrificare per essere amabili e desiderabili. Ascoltiamo l'intervista a Carmine Maringola durante la trasmissione Ossigeno Liquido. La Scortecata | Teatro Nuovo – Piazza della Stazione, 16, Pisa | 7 marzo 2026 – ore 21:00 | 8 marzo 2026 – ore 18:00
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Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia
Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia
Diletta di Nicolantonio racconta Ciao, Varsavia   Presentato in anteprima ad Alice nella Città, dove l’opera  si è aggiudicato il Premio Andromeda Film, Ciao, Varsavia di Diletta di Nicolantonio (da ricordare tra le sue collaborazioni anche quella come aiutoregista in Climax di Gaspar Noè) è ora nella shortlist dei cortometraggi in concorso ai David di Donatello 2026.   Girato tra Italia e Polonia, il cortometraggio, con le musiche di Andrea Guerra, esplora con sguardo poetico e realistico la complessità dell’essere giovani oggi, tra la ricerca di sé e la pressione dello sguardo altrui.   Tra i protagonisti di Ciao, Varsavia, Carlotta Gamba, e Fortunato Cerlino.   Ciao, Varsavia è una produzione Timber Production in co-produzione con Tak Mi Zle Films e Three Lions Production. Produttori esecutivi, oltre a Sara Serraiocco, Teo Casani e Alexander Bilnik. Ascoltiamo l'intervista a Diletta di Nicolantonio durante la trasmissione Ossigeno Liquido  
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Maristella Martella racconta Rituals
Maristella Martella racconta Rituals
Al Teatro Nuovo di Pisa per Rituals, in scena Maristella Martella, e il cooking dj set di Don Pasta   Si parte sabato 28 febbraio 2026 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Pisa con il corpo in movimento tra memoria e rito di Rituals di Maristella Martella, e a seguire Don Pasta – Food Sound System, per un cooking dj set che intreccia suono, gesto e convivialità. Per il Calendario Popolare – Arti e Culture dai Territori a cura di Francesco Salvadore.    Rituals presenta in scena un corpo in movimento tra memoria e rito, spettacolo coreografico ideato e interpretato da Maristella Martella, artista riconosciuta per il suo lavoro di ricerca sulla pizzica salentina, il tarantismo e la danza rituale popolare.  Partendo da un’indagine antropologica sul rito del tarantismo – in cui la pizzica è stata fino agli anni Sessanta esperienza collettiva di cura e trance – Martella sposta l’attenzione dalla tecnica alla dimensione simbolica e trasformativa del movimento. Con la regia di Christian Angeli e Francesca Turrisi, Rituals esplora la tensione tra identità, fuga e ritorno alle radici culturali, restituendo al pubblico un racconto scenico intenso e coinvolgente.    La serata prosegue con Don Pasta – Food Sound System, che unisce vinili e cucina in un’esplosione di suoni e sapori.  Dal 2001, Daniele De Michele, economista e artista, gira il mondo portando un dj set unico dove mixer e padelle suonano insieme. Sul palco, musica, pentole, pasta fatta a mano e profumi si intrecciano in una performance multisensoriale che celebra la cucina italiana e le sue storie.  Tra funk, reggae e ritmi globali, Don Pasta trasforma la cucina in un palco di creatività e cultura, coinvolgendo tutti i sensi in un’esperienza unica e innovativa.  Sarà possibile ballare degustando le prodezze del cooking dj set.   Inoltre, il 1 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00, è previsto Taranta Atelier, workshop condotto da Maristella Martella: un laboratorio pratico sui codici simbolici, le posture e le dinamiche ritmiche della pizzica salentina. Costo 20 €, max 30 partecipanti.  Info e iscrizioni sul sito del teatro, sezione workshop.    Riascoltiamo l’intervista a Maristella Martella realizzata durante Ossigeno Liquido.      Rituals + Don Pasta | Teatro Nuovo di Pisa – Piazza della Stazione, 16 | 28.02.2026 | ore 21.00    Biglietti online su Ciaotickets e presso la biglietteria del teatro.    Infoteatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it  
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Antonella Questa racconta l
Antonella Questa racconta l'Infanzia Felice
Arriva l’Infanzia Felice di Antonella Questa al Teatro Nuovo di Pisa   Antonella Questa prosegue la ricerca sulla natura delle relazioni umane, scegliendo stavolta come tema l’educazione nell’infanzia. In scena al Teatro Nuovo il primo marzo, ore 18.     Partendo dal libro di Rutschky “Pedagogia Nera”, una raccolta di saggi e manuali sull’educazione, pubblicati a partire dalla fine del milleseicento ai primi del secolo scorso, Antonella Questa intesse un’indagine per capire soprattutto cosa stia succedendo oggi che le regole della antica “pedagogia nera” sono ormai bandite sia in famiglia che a scuola.    Oggi che nelle aule non ci sono più banchi disposti rigidamente in un solo senso o cattedre rialzate, che il maestro non usa più la bacchetta sulle dita e che i genitori si limitano alla sculacciata ogni tanto o al classico schiaffone per il quale “non è mai morto nessuno”.   Una maestra un po’ rigida, un gatto parlante, dei bambini capricciosi e viziati, una preside dedita all’aperitivo, una madre in carriera e un principe con la coppola azzurra azzurra come il mare, sono solo alcuni dei protagonisti di questa originale fiaba per adulti.    Un viaggio, anche molto divertente, all’interno della famiglia e della scuola di oggi, cercando di capire dove affondino le radici della rabbia che anima la guerra tra genitori e insegnanti e che spesso spinge i nostri bambini verso il bullismo.     Riascoltiamo l'intervista ad Antonella Questa durante la trasmissione Ossigeno Liquido     Infanzia felice di e con Antonella Questa coreografie e messa in scena Magali B – Cie Madeleine&Alfred disegno luci e scenografia Daniele Passeri  Organizzazione generale Serena Sarbia Costumi Sara Navalesi Assistenza tecnica Marco Oligeri Una produzione LaQ- Prod in collaborazione con Pupi&Fresedde, Teatro di Rifredi e con Festival InEquilibrio – Armunia Teatro distribuzione Produzioni Timide     Infanzia Felice | Teatro Nuovo di Pisa – Piazza della Stazione, 16 | 28.02.2026 | ore 18.00 Biglietti online su Ciaotickets e presso la biglietteria del teatro.   Info teatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it
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Incontrando Julia Varley e Ave Maria dell
Incontrando Julia Varley e Ave Maria dell'Odin Teatret
INCONTRANDO JULIA VARLEY E AVE MARIA DELL'ODIN TEATRET       Ave Maria dell'Odin Teatret è una cerimonia teatrale sospesa tra memoria e mistero, una riflessione poetica sul lutto e sul ricordo.In scena, Julia Varley è la Morte: nascosta dietro una maschera a forma di teschio — il personaggio di Mr. Peanut — evoca la figura dell’attrice cilena María Cánepa, sua amica e compagna d’arte.     Diretto da Eugenio Barba, lo spettacolo è un rito evocativo nel quale la Morte festeggia la creatività, la dedizione, l’immaginazione di María. Ogni gesto, ogni silenzio è carico di contemplazione e di commozione, mentre voci registrate e frammenti poetici fluiscono come un canto che attraversa tempo e spazio. Un atto d’amore teatrale che sfida l’oblio, restituendo vita a chi è scomparso.       Ascoltiamo l'incontro con Julia Varley per Ossigeno Liquido di Giacomo d'Alelio, occasione per parlare dello spettacolo Ave Maria, e dell'Odin Teatret.   La possibilità di incontrare e conoscere il lavoro dell’Odin Teatret si estende con una Masterclass intensiva con Eugenio Barba e Julia Varley, dal titolo Pensare per azioni, il giorno 22 febbraio presso il Teatro Nuovo. La Masterclass – rivolta a registi, attori e operatori teatrali – esplora i fondamenti dell’antropologia teatrale attraverso esercizi pratici, dialoghi e dimostrazioni, offrendo ai partecipanti la rara opportunità di confrontarsi direttamente con il metodo creativo di Barba e della sua storica collaboratrice Julia Varley. Info e iscrizioni sul sito del Teatro Nuovo, sezione workshop.   Ave Maria | 21.02.2026 | ore 21:00 | Teatro Nuovo di Pisa, piazza della stazione 16, Pisa   Per info: teatronuovopisa@gmail.com +39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it   Ave Maria con Julia Varley   testo e regia Eugenio Barba   assistente alla regia Pierangelo Pompa montaggio sonoro Jan Ferslev produzione Odin Teatret  
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Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”
Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”
Izumi Chiaraluce racconta “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi” Un film documentario che racconta il viaggio intimo di Dacia Maraini tra l’Italia e il Giappone. Appuntamento imperdibile per la rassegna Regista in sala all’Arsenale di Pisa, in programma mercoledì 18 febbraio (ore 18), con la proiezione di “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”, diretto da Izumi Chiaraluce, una produzione Michelangelo Film, Luce-Cinecittà, Rai documentari in coproduzione con Aura film e il patrocinio della Fondazione Italia Gappone. Il docufilm è stato presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Izumi Chiaraluce, artista visiva e regista italo giapponese, ha realizzato disegni, dipinti, cortometraggi e questo film documentario è il suo primo lungometraggio; mercoledì pomeriggio sarà in sala al Cineclub Arsenale, con la scrittrice Dacia Maraini in collegamento. Modererà l’incontro Massimo Fusillo, docente di letterature comparate della Scuola Normale Superiore. L’evento è promosso in collaborazione con la Scuola Normale Superiore e la Libreria Ghibellina. Dacia Maraini arriva in Giappone, a due anni, con il padre antropologo Fosco Maraini e con la famiglia. Ci vive otto anni, cresce integrata come una giapponese parlando la lingua e il dialetto locale. Nel 1943, durante la guerra, viene rinchiusa in un campo di concentramento a Nagoya per due terribili anni e successivamente assiste al periodo del dopoguerra a Tokyo e poi in Italia. Il documentario mostra quanto l'infanzia in Giappone, la prigionia, il senso di comunità dei nipponici e la cultura giapponese siano stati elementi importanti per la vita della Maraini, per le sue opere e per il suo impegno civile. Il documentario mostra immagini di repertorio, disegni in animazione realizzati dalla regista e molti altri aspetti poco conosciuti di Dacia Maraini: il suo straordinario archivio fotografico, i viaggi, le amicizie, le sue opere di teatro e cinema. L'autrice italiana, tra le più apprezzate nel mondo, tiene molto a dialogare con i ragazzi in Italia e all'Estero e a poter rispondere alle tante domande che le vengono poste. Protagonista e testimone di grandi eventi storici e culturali, le sue memorie sono un prezioso patrimonio da condividere. Dacia Maraini racconta le vicende principali della sua vita in prima persona con voce coinvolgente; dall'infanzia ai giorni nostri. Arricchiranno il racconto le interviste ad alcune importanti personalità della cultura italiane e internazionali, tra le quali i grandi registi Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza, Giorgio Amitrano docente e studioso della cultura giapponese, gli scrittori Paolo di Paolo, Igiaba Scego, Donatella di Pietrantonio vincitrice del Premio Strega nel 2024, il compositore americano Alvin Curran pioniere della musica elettronica, e altre personalità della cultura. Izumi Chiaraluce è un’artista visiva e regista di origine italo-giapponese. Fin dalla sua infanzia vive tra più lingue e culture e crea dei ponti tra memorie e discipline diverse. Ha realizzato opere e progetti che abbracciano vari campi: arte, architettura, cinema, scienza. I suoi ritratti invitano a riflettere sull’idea di identità, sono stati mostrati in numerose mostre nel mondo. Nel suo lavoro utilizza diversi media come il disegno, la pittura, ha realizzato cortometraggi presentati in mostre d’arte e festival. Nel 2025 ha scritto e diretto il suo primo lungometraggio “Dacia, Vita mia- Dialoghi giapponesi”. Riascoltiamo l'intervista a Izumu Chiaraluce durante Ossigeno Liquido. Programma stagione 2025-2026: www.arsenalecinema.comInfo Cineclub Arsenale: info@arsenalecinema.com   
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L'Orso Felice di Dimitri/Canessa
L'Orso Felice di Dimitri/Canessa Lo spettacolo, tratto da L’orso che non c’era di Oren Lavie, indaga il tema dell'identità in modo poetico e leggero, come solo un Orso Felice può fare. ​“C’era una volta, Tanto Tempo Fa, un Prurito.Non era un prurito grandissimo.Non era un prurito da niente.Era un prurito normale.E il prurito desiderava una bella grattatina. Tanto Tempo Fa.”Nasce prima l’orso o il suo prurito? ​La favola di Oren Lavie sembra chiederci la soluzione a questo indovinello che ricorda un famoso paradosso. Nasce prima l’uovo o prima la gallina? Dal Prurito dell’incipit, gratta gratta, nasce un orso. “Bè, tutti sanno che gli orsi si grattano quando sentono prurito, ma non molte persone sanno che i Pruriti si grattano perché sono Orsi!”​L’orso trova nella tasca della sua pelliccia un foglietto con una domanda (Tu sei me?) E tre indizi: sono un orso molto gentile, sono un orso felice e anche molto bello. Inizia così una storia semplice ma filosofica di un orso alla ricerca di se stesso, della propria identità, che cerca risposte a domande apparentemente semplici e lo fa relazionandosi con gli altri perché è solo attraverso i rapporti interpersonali che possiamo realmente capire chi siamo.​Intraprende allora il suo percorso nella Fantastica Foresta dove impara a riconoscere i diversi tipi di silenzio: il piccolo silenzio delle foglie, quello profondo della terra, l’antico silenzio degli alberi e il silenzio più silenzio di tutti, il suo. Il suo silenzio lo porta a fare la conoscenza della Mucca Mollacciona (una morbida mucca che assomiglia molto ad una poltrona!), del Penultimo Pinguino, a scoprire che è molto meglio annusare i fiori che contarli e che per andare Avanti, certe volte, è anche necessario perdersi!Una storia semplice ma filosofica. Uno strano orso, sognatore, un po’ sulle nuvole, che cerca se stesso, la propria identità e la propria strada e lo fa sia guardandosi dentro (frugandosi nelle tasche!), che relazionandosi con gli altri, perché è anche e soprattutto con l’interazione con ciò che è “altro da sé” che si può scoprire chi si è veramente. Un viaggio per scoprire come ci vediamo e come ci vedono gli altri perché non tutti ci vedono allo stesso modo e forse siamo la somma di tutti questi sguardi...e di quelli che ancora non ci son stati rivolti.   Riascoltiamo l'intervista a Elisa Canessa durante la trasmissione Ossigeno Liquido.   In scena domenica 15 febbraio alle ore 16 al Teatro Nardini di Rosignano Marittimo all'interno della Rassegna KIDS di Armunia   L'ORSO FELICE Di e con Elisa Canessa e Federico DimitriProduzione Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commediee Compagnia Dimitri/CanessaCostume dell'Orso: Gisella Butera, Matilde Gori e Chiara Manetti SPETTACOLO VINCITORE IN-BOX 2023MENZIONE OSSERVATORIO CRITICO IN-BOX VERDE 2023MIGLIOR SPETTACOLO YOUNG AND KIDS AL FITFestival Internazionale di Teatro di Lugano "L’orso felice vive davvero su un grande azzardo, avendo come protagonista un vero e proprio attore vestito da Orso (Federico Dimitri) che avrebbe in sé tutti i pericolosi germi della parodia. Lo spettacolo invece riesce in modo assolutamente poetico a parlare di identità osservando in scena un orso, proprio quell' orso che gioiosamente in modo teatralmente naturale si comporta da orso, muovendosi a suo agio in una foresta realizzata con semplicissimi tubi di cartone che foresta è e ci appare. Elisa Canessa con la sua voce e la sua presenza lo esorta a vivere la vita così come gli si presenta davanti, specchiandosi dentro E l’incanto per i bambini piccoli è vero incanto".​MARIO BIANCHI per EOLO > Rivista online di teatro ragazzi  
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Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita 
Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita 
Mauro: Vacanze Rumene di Eros Carpita  «In questa lezione di alta alfabetizzazione emotiva, in questo esercizio di paternità di se stessi, si indaga amorevolmente l’intimità di un genitore.» Ines Arsì, Teatrionline Un uomo, un padre, un costruttore di mobili e di mondi. Mauro – Vacanze Rumene è un viaggio emotivo e onirico nella mente di un uomo in bilico tra lucidità e dissolvenza, tra memoria e fantasmi, tra ciò che si è perduto e ciò che ancora tenta di restare in piedi. Dopo la morte del padre, Eros trova una valigia nascosta, colma di oltre trecento lettere. Da quella scoperta inattesa emerge un uomo diversissimo da quello che aveva conosciuto: un padre segreto, appassionato, contraddittorio. Attraverso quelle parole Eros ricostruisce uno spaccato della sua giovinezza e dà forma a un dialogo impossibile, mettendo in scena gli incontri immaginari con i fantasmi evocati da quelle lettere. Sul palcoscenico si intrecciano proiezioni video, voci registrate, corpi in ombra, lettere d’amore. La mente di Mauro – un corpo in coma, sospeso in un letto d’ospedale – diventa un limbo abitato da presenze: donne e uomini che riemergono dalle parole e dalle ombre, rivendicando promesse non mantenute, amori fugaci, illusioni e dolori mai del tutto elaborati. È un luogo astratto e mutevole: un ufficio in disordine, un porto di partenze e ritorni, un album di ricordi sfocati dove tutto convive e si confonde. La scena si fa archivio della memoria: la valigia, le lettere, gli schermi che illuminano parole e ombre, le tracce di un passato che chiede di essere riascoltato. La voce del figlio – Eros, l’attore in scena – tenta di comprendere chi fosse davvero quell’uomoingombrante e sfuggente, cercando un senso nelle sue assenze, nei silenzi, nei gesti non detti. Mauro – Vacanze Rumene è una riflessione intima su ciò che lasciamo dietro di noi, su come nasce quel divario, a volte incolmabile, tra la vita che avremmo potuto vivere equella che ci siamo ritrovati a vivere: per sopravvivenza, per necessità, per paura. È il racconto di un’epoca – l’Italia e la Romania degli anni ’70 – ma anche la possibilità di una riconciliazione: almeno nel teatro, con ciò che non si è potuto dire. In scena al Teatro di Lari sabato 14 febbraio alle ore 21.30, domenica 15 febbraio alle ore 18. Riascoltiamo l'intervista a Eros Carpita durante la trasmissione Ossigeno Liquido. Mauro: Vacanze Rumenedi e con Eros Carpitasguardo esterno Loris Seghizzicon la partecipazione di Ksenia Rotarprogetto video Eros Carpitaprogetto sonoro Eros Carpita e Aleksei Maieruna produzione Sartoria Caronte / Collinarea Festival 2025
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Ossigeno Liquido_Metadietro di Rezza/Mastrella
Ossigeno Liquido_Metadietro di Rezza/Mastrella
“Metadietro” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella arriva al Teatro Era   La nuova opera del duo artistico Rezza/Mastrella, tra l’altro Leone d’Oro alla carriera,  arriva mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 21:00 al Teatro Era di Pontedera come spettacolo speciale fuori abbonamento del Teatro Nuovo di Pisa.     Il Teatro Nuovo di Pisa porta in scena uno speciale fuori abbonamento al Teatro Era di Pontedera: Metadietro, spettacolo del duo artistico Flavia Mastrella e Antonio Rezza, viaggio teatrale tra ironia, caos e visioni del nostro tempo, Una creazione che travalica i confini del teatro convenzionale e riflette, con humour dissacrante e immaginario visionario, sul senso dell’esistenza, sulle ossessioni del nostro tempo e sull’essere umano immerso nell’universo ipertecnologico.  Nel cuore dello spettacolo un personaggio-simbolo: un ammiraglio in tuta blu elettrico – interpretato da Antonio Rezza – che tenta di salvare la sua nave, combattendo ossessioni di mercato, visioni contrastanti e un equipaggio ostinato. Una “nave” che può diventare astronave e metafora dello smarrimento contemporaneo, tra l’idea di salvezza e l’allontanamento dalla propria volontà.  Accompagna Rezza in scena Daniele Cavaioli, in un dialogo-scontro che si muove tra frantumazioni verbali, voci fuori campo e domande senza risposta, in un percorso anti-narrativo che invita lo spettatore a confrontarsi con la propria percezione del reale.  Il lavoro è ideato e realizzato da Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con habitat scenico curato da Mastrella e (mai) scritto da Rezza, una produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella.   Riascoltiamo l'intervista ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella a Ossigeno Liquido in occasione dell'arrivo in Toscana a gennaio di Metadietro all teatro Puccini di Firenze, in attesa di poterli vedere al Teatro Era.
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Ossigeno Liquido_Danzando grazie a La Fiaba dell
Ossigeno Liquido_Danzando grazie a La Fiaba dell'Amore Lento
Danzando grazie a La Fiaba dell'Amore Lento al Teatro Nuovo di Pisa     Il 7 febbraio alle ore 21:00, al Teatro Nuovo di Pisa, una storia dolcissima per celebrare l’amore che resiste al tempo: La Fiaba dell’Amore Lento, prodotto da Guascone Teatro e LST Teatro, tratto da un racconto di Andrea Kaemmerle che è interprete insieme a Daniela Morozzi, adattamento e regia di Manfredi Rutelli.       Lo spettacolo, tratto da una storia dolcissima quanto comica nasce come un omaggio all’amore che sa come non farsi erodere dal “famelico tempo” e in onore di quel mestiere, sempre più spesso si va perdendo, di antichi teatranti, un po’ cialtroni e molto artigiani.   Presentato nel 2021 nella sua prima versione di fiaba durante il programma HaPienaVoce - ciclo di incontri in radio in forma di radiodramma e concerti per contrastare la chiusura di spazi di espressione in tempo di Pandemia, ideato e condotto da Giacomo d'Alelio, e prodotto da Punto Radio in collaborazione con Regione Toscana -, l’occasione, dove veniva coinvolta anche una voce autorevole come quella di Donatella Diamanti, ha creato i presupposti, la scintilla, affinché La Fiaba dell'Amore Lento divenisse poi uno spettacolo.   La fiaba dell’amore lento mette insieme sulla scena la bravissima Daniela Morozzi, affermata attrice e teatrante dalle mille esperienze e il “clown della porta accanto” Andrea Kaemmerle, accatastatore di emozioni comiche. Gli attori danno vita ai protagonisti di una storia d’amore alla Giulietta e Romeo. In una stanza/camerino improvvisata, i due personaggi si stanno preparando per fare il loro spettacolo a un banchetto di nozze. Con il desiderio di far portare agli invitati e agli sposi un’eclatante gioia vengono fuori, nel momento dell’attesa, i dubbi, i battibecchi e le fragilità di una coppia che ha un legame profondo e intimo per una vita trascorsa insieme.   Mettere in scena uno spettacolo per una festa di matrimonio vuol dire per loro rinnovare ogni volta la promessa, alimentando un sentimento andato ormai oltre la passione e diventato un’unione vera di due persone, ancora innamorate. Tra ricordi e nuovi entusiasmi, tra discussioni sul repertorio e preoccupazioni per il destino dei futuri sposi, tra cibi gourmet e cucina casereccia, il tempo scorre, segnato dai piatti di portata annunciati dalla voce del direttore di sala proveniente da fuori. Finché la chiamata dell’arrivo in tavola del vino dolce che prepara al fatidico taglio della torta, non segna il momento dell’andata in scena per i nostri due eterni amanti.   Lo spettacolo scorre brillante e profondo, mettendo a confronto Rito e Cerimonia ed evidenziando quanto le relazioni romantiche, anche quelle delle fiabe, siano sempre anche un’azione politica, da Romeo e Giulietta a The Lobster, non solo perché la società influenza il modo di vivere i legami interpersonali, ma anche perché la cura e la costruzione di una solida e duratura relazione di coppia, oggi come oggi, può essere l’inizio di una piccola rivoluzione personale che può diventare la spinta a cambiare anche il mondo che ci circonda.   Riascoltiamo l’intervista ad Andrea Kaemmerle che è stata realizzata durante la trasmissione Ossigeno Liquido.     La fiaba dell’amore lento con Andrea Kaemmerle e Daniela MorozziDa una fiaba di Andrea KaemmerleScritto e diretto da Manfredi RutelliAllestimento scenico Lucia Baricci e Marco FiorentiniLuci Fabio BarbettiSonorizzazioni Paolo ScatenaCostumi e sartoria Sorelle ErcolanettiAssistente alla regia Alessia ZamperiniCon il contributo della Regione Toscana     Per info:teatronuovopisa@gmail.com+39 392 3233535 www.teatronuovopisa.it
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Ossigeno Liquido_Scoprendo Raccontare il Futuro
Ossigeno Liquido_Scoprendo Raccontare il Futuro
Scoprendo Raccontare il futuro In attesa che il progetto di contrasto alla povertà educativa guidato dall’Arsenale e finanziato da Fondazione Pisa abbia i suoi ulteriori sviluppi con la serie di eventi che si svolgeranno a maggio - rimanete sintonizzati per conoscerne gli ulteriori sviluppi - per un'azione che non si ferma, e che continua tutto l'anno, riascoltiamo il racconto di Laura Coatto, responsabile del progetto Raccontare il Futuro, che ha animato con giochi, teatro, circo e scienza le piazze e i parchi di Pisa, Cascina e San Giuliano Terme. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con i Comuni di Pisa, Cascina e San Giuliano Terme, ha come capofila il Cineclub Arsenale di Pisa e come partner AIPD Pisa, Antitesi Teatro Circo, Binario Vivo, CNGEI Pisa, Coop. Il Simbolo, Fondazione Sipario Toscana, Fondazione Tuono Pettinato, Habanera, Il Gabbiano, Osservatorio Gravitazionale Europeo, OxyzO-Orizzonti Ludici, Teatri della resistenza.
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Driin Days, Arte e libertà: la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo
Driin Days, Arte e libertà: la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo
Driin Days Arte e libertàQuarta edizione Alla Stazione Leopolda di Pisa arriva la grande festa del circo sociale di Antitesi Teatro Circo Sabato 20 e domenica 21 dicembre 2025Stazione Leopolda di Pisa Ingresso gratuitoInfo evento: www.arteliberta.it Spettacoli di circo contemporaneo, laboratori di circo-teatro e circo-scienza, talk e ospiti di rilievo nazionale, proiezioni di film e musica live. Il 20 e 21 dicembre la Stazione Leopolda di Pisa ospita la quarta edizione dei Driin days - Arte e libertà, una due giorni dedicata al circo sociale come strumento multidisciplinare di inclusione, un circo senza animali e innovativo per le connessioni artistiche con la danza, la musica, il teatro e la scienza.  La grande festa a ingresso gratuito, promossa dall’Associazione Antitesi, con la direzione artistica di Martina Favilla, ha il sostegno del Ministero della Cultura ed è realizzata in collaborazione con enti nazionali e internazionali. L’evento chiude il percorso annuale di attività del più ampio progetto Arte e Libertà, che si propone di utilizzare il circo educativo per il reinserimento sociale di giovani a rischio di emarginazione, contrastando la dispersione scolastica e lo sfruttamento minorile e portando gioia e creatività nelle strade, nelle piazze, nelle scuole e nei centri sociali.  Si parte sabato 20 dicembre alle 15 con tanti laboratori esperienziali per bambini e famiglie, in primis la Big Bang Machine e il Circo spaziale di Antitesi in collaborazione con EGO (European Gravitational Observatory), per imparare le basi della scienza spaziale. Sulla Big Bang Machine, un’installazione immersiva, si potranno esplorare le origini dell’universo e i misteri dello spazio. Un’occasione unica per avvicinarsi al mondo dell’astronomia e della fisica, tra divertimento, scoperta e meraviglia. Seguirà Come diventare un (circo)esploratore del mondo, escape room tra circo ed esplorazione, un laboratorio di Circo-Scienza, a cura di Claudia Sodini (K-production Teatro-Circo-Scienza). E tanto altro ancora! "L’inclusività in tutte le sue forme è il motto del Progetto Arte e Libertà e delle attività circensi, da sempre orientate alla diversità, dove ciò che è particolare, insolito e non comune può trovare piena espressione e cittadinanza. È un luogo in cui le differenze vengono accolte e valorizzate, anziché diventare strumenti di discriminazione e repressione”, afferma Martina Favilla, direttrice artistica di Antitesi Teatro Circo e ideatrice del Progetto Arte e Libertà. “I Driin Days sono un’occasione unica per scoprire i molteplici “colori” del circo contemporaneo, con questo evento vogliono far conoscere come il mondo circense si sia evoluto, diventando strumento di educazione, integrazione e crescita civile, anche in contesti sociali e scolastici. Invitiamo la cittadinanza di ogni età e le associazioni del territorio a partecipare, per poter crescere insieme. costruendo un progetto radicato nel territorio ma con un respiro nazionale e internazionale”. “Anche se può sembrare insolito, in realtà con il linguaggio del circo si può raccontare la scienza e stimolare la curiosità, soprattutto dei più giovani, verso ricerche apparentemente lontane dalla nostra quotidianità - spiega Vincenzo Napolano, responsabile della comunicazione di EGO (European Gravitational Observatory) - come quelle che si fanno a Virgo, dove si esplorano i fenomeni più misteriosi e remoti dell’Universo. Con questo spirito proporremo ai giovani visitatori del Festival un addestramento scientifico circense, ideato assieme ad Antitesi Teatro Circo, per prepararli a viaggiare nello spazio e nel tempo con una navicella virtuale, la Big Bang Machine. Il gioco e l’immaginazione li guideranno a scoprire come, allargando l’orizzonte delle nostre conoscenze, possiamo anche capire meglio chi siamo”.   Per tutte le info dell’evento: www.arteliberta.it 
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Non solo pane, Alberto Dubito nell
Non solo pane, Alberto Dubito nell'incontro con Luca Oldani e Davide Barbafiera
Non solo pane, Alberto Dubito nell'incontro con Luca Oldani e Davide Barbafiera   "Non solo pane – Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell’inverno” Un viaggio poetico e musicale dedicato a una delle voci più originali della scena artistica giovanile italiana. Una produzione Fondazione Sipario Toscana.   Fondazione Sipario Toscana porta in scena, nel Ridotto de La Città del Teatro, Non solo pane – Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell’inverno, un progetto di e con Luca Oldani, con musiche e video di Davide Barbafiera.   Lo spettacolo da non perdere sarà ancora in programma Venerdì 19 dicembre alle ore 21, in attesa di poterlo vedere ancora in molti altri luoghi ancora.   L’opera è dedicata alla figura di Alberto Dubito, artista trevigiano scomparso prematuramente, che in soli ventun anni di vita ha sviluppato una produzione sorprendente e multiforme: poeta, rapper, fotografo, street artist, voce capace di raccontare il sentire di una generazione immersa nelle periferie contemporanee.   Il punto di riferimento dello spettacolo è Erravamo giovani stranieri, l’unica raccolta pubblicata postuma da Agenzia X, che riunisce poesie, prose, fotografie e testi di canzoni. Un materiale che restituisce uno sguardo netto e fragile insieme, capace di tradurre la complessità della vita quotidiana in immagini potenti, ritmi spezzati, intuizioni luminose.   Non solo pane è un viaggio che – come scrive Dubito – va “dalle periferie arrugginite fino al centro storico di ogni uomo”: un percorso artistico ed emotivo che si sviluppa attraverso le parole di Luca Oldani e le sonorità elettroniche dal vivo di Davide Barbafiera, accompagnate da video e suggestioni visive che ampliano il racconto. Un dialogo scenico che intreccia biografia e visioni, memoria e immaginario, restituendo la forza poetica e politica della produzione di Dubito, ancora oggi capace di parlare con urgenza al presente.   Lo spettacolo, prodotto da Fondazione Sipario Toscana, invita il pubblico a riscoprire una voce che ha saputo trasformare le periferie – geografiche e interiori – in luogo di osservazione e poesia, raccontando il mondo attraverso un linguaggio diretto, ironico e profondamente sensibile.   Riascoltiamo l'intervisra a Luca Oldani e Davide Barbafiera durante Ossigeno Liquido   Alberto Dubito, poeta nato incerto poco prima dell'invernodi e con Luca Oldanimusiche e video Davide Barbafieradisegno luci Mattia Bagnoli
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Ossigeno Liquido_agli Scalzi, con Animali Celesti
Ossigeno Liquido_agli Scalzi, con Animali Celesti
agli SCALZI Incontri, visioni e sconcerti per pellegrini inquieti ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile, in occasione dell’apertura di un nuovo ciclo stagionale di attività svolte presso il Centro SMS di Pisa invita a una serie di incontri, pratiche, condivisioni dalle ore 16,30 alle 23 di mercoledì 17 dicembre. Ne parliamo insieme a Nicola Fania, attore di Animali Celesti, compagnia fondata da Alessandro Garzella. Progetto sostenuto da MIC, Regione Toscana, Comune di Pisa e Fondazione Pisa - si ringraziano il Comitato Le Piagge, Ribalta Teatro, il Teatro dell’Assedio, Modern Art Collective e tutti gli artisti che interverranno alla festa Qui l'evento con il programma completo dell’iniziativa:  https://fb.me/e/5kqP88MTN Per informazioni: info@animalicelestiteatrodartecivile.it http://www.animalicestiteatrodartecivile.it  
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Mercoledì delle Ceneri di Fort Apache, il racconto di Valentina Esposito e Sofia Iacuitto
Mercoledì delle Ceneri di Fort Apache, il racconto di Valentina Esposito e Sofia Iacuitto
Nei giorni di martedì grasso e mercoledì delle ceneri un paese di provincia festeggia il Carnevale, tra sfilate di carri allegorici, balli e rituali goderecci. Nel divertimento generale, la parata grottesca di fantocci amatoriali e pupazze date alle fiamme disvela una feroce comunità “in maschera” e il fattaccio che tempo prima ha macchiato il paese, nella consuetudine di violenze familiari e sociali, abusi e falsi pentimenti che si ripetono ciclicamente come la festa. Lo spettacolo affronta il tema della violenza di genere e della cultura patriarcale e omertosa che la legittima, degli abusi sulle donne, dei corpi feriti fino alla negazione dell’identità. Carnevale, provincia e riti popolari fanno da cornice alla feroce interpretazione delle attrici e degli attori ex detenuti della Compagnia, in un allestimento visionario tra maschere della tradizione teatrale rivisitate dalla costumista Mari Caselli, fantocci in lattice realizzati dai maestri degli effetti speciali Gemelli Magrì e musiche originali di Luca Novelli (Mokadelic). Mercoledì delle ceneri è una storia di violenza popolare. Una di quelle storie che si possono raccontare dappertutto e a tutti quanti, una di quelle storie che le capiscono anche i bambini, tanto sono conosciute, tanto sono familiari, ma che tutti devono riascoltare perché ogni volta, come per miracolo, le dimenticano… tutte le volte le ascoltano, le riconoscono e poi le dimenticano, come se non l’avessero mai sentite, come se non l’avessero mai conosciute. Pure se sono storie di tutti i giorni, che si ripetono tutti i giorni, lungo le strade, dentro le case, dentro le famiglie. E bisogna ricominciare sempre daccapo.  Ascoltiamo il racconto che hanno fatto durante Ossigeno Liquido Valentina Esposito (regista e fondatrice di Fort Apache Cinema Teatro) e Sofia Iacuitto (attrice di teatro, cinema, televisione, parte di Unita e di Una Nessuna Centomila) su Mercoledì delle Ceneri, in scena al Teatro Nuovo di Pisa il 29 (ore 21) e 30 novembre (ore 18), il primo dicembre la mattina per le scuole. Domenica 30 novembre dalle 10 alle 14 il Laboratorio teatrale condotto da Valentina Esposito aperto a tutte e tutti. Per maggiori info www.teatronuovopisa.it FORT APACHE CINEMA TEATRO è l’unica Compagnia teatrale stabile in Italia ed Europa costituita da attori ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico. È diretta da Valentina Esposito, autrice e regista impegnata da quasi vent’anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane. Realizza produzioni cinematografiche e collabora con Sapienza Università di Roma in Progetti di Ricerca e Formazione.  www.fortapachecinemateatro.com
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Con Davide Maria Zazzini, per Credere nel cinema
Con Davide Maria Zazzini, per Credere nel cinema
CREDERE NEL CINEMA Il Centro Lateranense Alti Studi e la Fondazione Ente dello Spettacolo insieme per un itinerario destinato a studenti, con registi, critici e professionisti del settore Il Centro Lateranense Alti Studi (CLAS) della Pontificia Università Lateranense, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, attiva per l’anno accademico 2025-2026 il corso di alta formazione online “Credere nel cinema”: un percorso di dodici incontri dedicati alla scoperta e all’approfondimento del linguaggio filmico attraverso la visione e l’analisi di grandi capolavori della storia del cinema. Il programma propone la discussione collegiale di dodici classici intramontabili che affrontano, in modi diversi e originali, i temi della fede e del suo annuncio. A guidare le lezioni saranno mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Officiale del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, nonché responsabile del corso, e il critico cinematografico Davide Maria Zazzini, collaboratore della Rivista del Cinematografo, cui è affidato il coordinamento. Inoltre, ogni lezione sarà arricchita dalla presenza di critici, registi, sceneggiatori, produttori e professionisti di alto profilo, che offriranno chiavi di lettura e prospettive inedite rispetto a specifici aspetti del linguaggio cinematografico. Il corso si pone due obiettivi: da una parte tracciare un itinerario esemplare, attraverso i film, dei modi attraverso cui il cinema ha esplorato nel tempo il senso spirituale dell’esistenza e il rapporto dell’uomo con il divino; dall’altra offrirà, tramite l’intervento di illustri ospiti, un'introduzione articolata e puntuale alle peculiarità e ai principi del linguaggio audiovisivo. Il corso è rivolto a studenti universitari, operatori sociali, catechisti, educatori, docenti, religiosi, laici e appassionati di cinema interessati ad approfondire l’uso del linguaggio cinematografico in ambito pastorale e culturale. Le lezioni si terranno online ogni lunedì, dal 12 gennaio al 31 marzo 2026, dalle ore 17:00 alle 19:00, ad eccezione della lezione finale che si svolgerà in presenza presso la Pontificia Università Lateranense di Roma con la visione collegiale del film. Ai partecipanti saranno riconosciuti 2 CFU/ECTS. Iscrizioni aperte dal 1 ottobre fino al 17 dicembre 2025 sul sito: [www.pul.va/event/credere-nel-cinema/]www.pul.va/event/credere-nel-cinema/ Per ogni ulteriore informazione scrivere a: crederenelcinema@pul.it. «È un percorso formativo rivolto a docenti, educatori, operatori pastorali pensato per tutti coloro che desiderano utilizzare - con i più giovani e non solo - la potenza del linguaggio cinematografico in ambito educativo: a lezione con i ragazzi, in parrocchia per il catechismo, nelle esperienze associative, nei momenti di condivisione. – ha dichiarato mons. Davide Milani - Nato su impulso della Pontificia Università Lateranense in sinergia con la Fondazione Ente dello Spettacolo, Credere nel cinema è un viaggio, attraverso dodici film imperdibili e ad altrettanti momenti di approfondimento e studio, a bellezze, misteri e senso del linguaggio cinematografico per scoprire come il cinema abbia esplorato il cammino spirituale dell’uomo, la sua sete di assoluto e il senso della Fede oggi». Incontriamo  DAVIDE MARIA ZAZZINI Critico cinematografico Coordinatore e Tutor didattico del corso Credere nel cinema.
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Con Fabrizio Arcuri, per incontrare il Grande e Altro Teatro
Con Fabrizio Arcuri, per incontrare il Grande e Altro Teatro
Come As You Are non è solo il titolo di una celebre canzone, ma il filo conduttore della nuova stagione di Verona L’Altro Teatro: un invito semplice e radicale a presentarsi senza filtri, così come si è.Il teatro si apre come spazio accogliente e condiviso, dove la cultura nasce dall’incontro, dal dialogo e dalla partecipazione. Non servono conoscenze o strumenti particolari: basta esserci. Ogni spettacolo diventa parte di un disegno più ampio, un mosaico di linguaggi e sensibilità che insieme compongono una comunità viva, capace di riconoscersi nelle differenze e di farne la propria forza.Dal teatro civile alla danza, dalla tragedia antica al varietà, la stagione intreccia generi e visioni per riflettere su identità, inclusione e trasformazione. In questo viaggio trovano spazio voci e mondi diversi: Babilonia Teatri con Foresto esplora l’alterità linguistica e culturale; Davide Enia intreccia memoria e coscienza civile; Anagoor con Baccanti indaga trance e comunità; Emma Dante racconta il femminicidio come ferita sociale; Giorgio Gallione e Lodo Guenzi rendono omaggio all’ironia civile di Dario Fo; Leonardo Lidi affronta l’amore contemporaneo; Giuliana Musso dà voce alle madri dimenticate. Tra sogno e realtà, Carosello, Ciccio Speranza, Panoramic Banana, Amleto, MA–machina mater, Paradiže e Asteroidecelebrano fragilità, resistenza e differenza.Ogni opera è un tassello di un percorso che attraversa confini fisici, emotivi e simbolici: corpi che si trasformano, identità fluide, quotidianità che diventa gesto di resistenza e appartenenza. Come As You Are è il manifesto di una stagione che accoglie le identità di tutti e le trasforma in occasioni di incontro, dialogo e bellezza.Perché il teatro non è solo rappresentazione, ma esperienza condivisa, uno spazio in cui riconoscersi e ritrovarsi, liberi, curiosi e sempre umani. Incontriamo FABRIZIO ARCURI, regista, direttore artistico del Grande e Altro Teatro del Comune di Verona.
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Con Loris Seghizzi, per scoprire tutte le possibilità di Collinarea
Con Loris Seghizzi, per scoprire tutte le possibilità di Collinarea
Il Teatro di Lari (PI) è uno spazio d’arte e d’incontro. Diretto da Sartoria Caronte, ospita rassegne teatrali, concerti, una scuola di teatro e tanto altro. Da quest'anno sarà racchiuso sotto il nome di Collinarea, che rappresenta il principale appuntamento culturale in  Lari (PI). Il Festival si svolge nei mesi di luglio e agosto, la Stagione tutto l'anno. Incontriamo LORIS SEGHIZZI, fondatore e regista di Sartoria Caronte, direttore artistico del Teatro di Lari e Collinarea, che ha ideato con Mirco Mencacci. Per jnfo e contatti https://www.teatrodilari.it https://www.collinarea.it/stagione/  
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Con Marco Bellinazzo, per conoscere La colpa è di chi muore
Con Marco Bellinazzo, per conoscere La colpa è di chi muore
LA COLPA È DI CHI MUORE di Marco Bellinazzo Il calcio è un sogno. Ma per molti ragazzi, soprattutto se nati nel posto sbagliato, può trasformarsi in un incubo. Marco Bellinazzo, con la sensibilità del cronista che ama davvero ciò che racconta, ci regala un noir che è insieme romanzo d’indagine, viaggio nei meccanismi oscuri dello sport e racconto di formazione. Dante Millesi è un giornalista disilluso, un ex ragazzo del Rione Sanità che ha imparato a convivere con la nostalgia e con la sconfitta. Ma quando un cadavere emerge dal Lago di Lugano e i sogni di tre giovani calciatori africani si incrociano col suo passato, sarà costretto a tornare in campo. Tra Milano, Lagos e Parigi, in una scacchiera di potere e corruzione, la verità non basta. Serve il coraggio di scriverla lo stesso. La colpa è di chi muore è una storia che lascia il segno. Come certi tiri sbagliati, come certi amori finiti, come certe verità che nessuno vuole ascoltare. Una storia che nasce lì, nel punto esatto in cui il talento incontra il dolore. Una storia che somiglia terribilmente alla verità. Una storia necessaria, che parla di passione e sfruttamento, di giornalismo e redenzione, di uomini che uccidono corpi e altri che distruggono sogni. E quelli, forse, sono i peggiori. Incontriamo Marco Bellinazzo, giornalista de «Il Sole 24 Ore» e Footblogger, autore di «Calcio & business», il più autorevole e seguito blog dedicato alleconomia del calcio. È opinionista per Radio 24, SkySport e Raisport. Scrittore di saggi, con La colpa è di chi muore è alla sua prima opera di finzione, che si basa su vita e verità.  Per info https://www.fandangolibri.it/prodotto/la-colpa-e-di-chi-muore/
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Chiara Bersani e Michel-The Animals I Am
Chiara Bersani e Michel-The Animals I Am
Michel – The Animals I Am nasce come evoluzione de L’ANIMALE (2021), assolo creato e interpretato da Chiara Bersani, che rielaborava i codici del balletto classico su un corpo divergente, segnato dall’osteogenesi imperfetta. Nel 2022, nell'ambito di FOG Triennale Milano Performing Arts Festival, l’assolo viene trasmesso a Veronica Tulli, performer che condivide con Chiara Bersani lo stesso disordine genetico. Nel 2025 il progetto evolve in una versione corale: tre performer con disabilità danno vita a Michel – The Animals I Am, superando l’idea dell’artista disabile come "eccezione" isolata. L'artista si ispira a Michel Petrucciani, pianista jazz con la sua stessa condizione genetica, spesso celebrato come “genio”. Il lavoro, dando spazio a corpi diversi, nuove possibilità espressive e forme di rappresentazione, dissolve il concetto di unicità attraverso una dichiarazione politica che sfida i paradigmi della danza e dell’arte performativa.   Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle performing arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Presentati in circuiti internazionali, i suoi lavori nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena. La sua ricerca come interprete e autrice si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn (2017), performance inserita nel circuito Aerowaves che le è valsa il Premio UBU 2018 come miglior nuova attrice/performer under 35 e il prestigioso Total Theatre Awards al Festival di Edimburgo nel 2019. Nel 2023 è stata inaugurata Deserters, la prima mostra personale dell’artista nell’ambito delle arti visive presso la Kunsthaus Baselland. Nel 2025 è finalista di ANTI Prize for Live di Kuopio/Finlandia. Chiara Bersani è Artista associata di Triennale Milano Teatro 2025-2027.   Abbiamo incontrato CHIARA BERSANI in residenza artistica a La Città del Teatro di Cascina (Pi) prima del recente debutto alla Triennale di Milano, in un dialogo a cuore e ali aperte.
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